Era l’anno 1907, quando a Der Rifeh, nel Medio Egitto, un operaio di nome Erfai rinvenne la tomba intatta di due personaggi importanti: Khnum-Nakht e Nekht-Ankh, subito battezzata “la tomba dei due fratelli”, la sepoltura più curata di personaggi non appartenenti a una famiglia reale.

Fonte immagine: Manchester Museum

Gli scavi erano diretti da Sir William Flinders Petrie, un’autorità in materia di egittologia, in collaborazione con l’archeologo Ernest Mackay. Le due mummie ritrovate rappresentavano una scoperta importante, perché i loro corpi erano stati imbalsamati durante il Medio Regno, e più precisamente durante la XII dinastia (1985 – 1773 a.C): gli archeologi non avevano molti reperti a disposizione, riguardanti le tecniche di mummificazione di quell’epoca. I resti dei “due fratelli”, hanno dimostrato che la preparazione dei corpi era meno scrupolosa rispetto all’Antico Regno, tanto che sotto le bende rimaneva solo lo scheletro.

Fonte immagini: Manchester Museum

I resti furono trovati all’interno di una camera che faceva parte di una tomba più grande, probabilmente appartenente ad un personaggio importante, forse un governatore. Tutti i reperti furono inviati al Museo di Manchester, per essere studiati dall’egittologa (e antropologa) Margaret Murray.

La tomba di Due Fratelli di Margaret Murray

Fin da allora, la relazione tra le due persone sepolte è stata messa in discussione, perché le iscrizioni sulle tombe descrivevano due fratelli, o meglio, i due figli di una donna chiamata A-a Khnumu, ma il rapporto anatomico parlava di una “notevole differenza razziale nei tratti presentati da ciascuno: queste differenze sono così pronunciate che è quasi impossibile convincersi che appartenevano alla stessa razza, e ancora meno alla stessa famiglia (…)”.

Immagine di Pubblico Dominio

Khnum-Nakht era un gran sacerdote del dio Khnum, con tratti somatici forti, attribuibili ad un’ascendenza nubiana, mentre Nekht-Ankh era probabilmente un eunuco dall’aspetto più delicato, quasi femmineo. Una così marcata differenza fece ipotizzare che tra i due non esistesse una parentela di sangue, ma che Nekht-Ankh fosse stato adottato e accettato come membro della famiglia.

Statue dei Due Fratelli, trovate all’interno della tomba

Fonte immagine: Udimu via Wikipedia – licenza CC BY-SA 3.0

Recentemente, la dottoressa Konstantina Drosou e la sua equipe, grazie ad analisi del DNA condotte con metodologie innovative, ha risolto il dilemma sulla parentela dei due famosi egiziani: avevano la stessa madre, ma due padri diversi.

Il sarcofago di Khnum-Nakht

Immagine di Pubblico Dominio

I due fratellastri di stirpe probabilmente nobile, che morirono a distanza di sei mesi uno dall’altro (anche se Nekht-Ankh era di vent’anni più vecchio), riposavano in pace da quasi 4.000 anni nel villaggio di Shashotep, là nella Valle del Nilo, quando il loro lungo sonno è stato disturbato dagli archeologi inglesi, che non sono comunque stati colpiti da nessuna maledizione…

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.