La Franken era una petroliera tedesca, affondata alla fine della seconda guerra mondiale, che era in grado di trasportare fino a 11.000 tonnellate di carburante e veniva utilizzata per rifornire le navi da guerra nel Mar Baltico. I russi colpirono la Franken l’8 aprile del 1945, vicino alla penisola di Hel, a Danzica, in Polonia.

Alcune delle cisterne presenti sulla nave erano ancora piene di carburante

Quando la guerra finì, il relitto della nave divenne di proprietà polacca, secondo le regole del diritto internazionale, ma non fu mai redditizio recuperarlo né sembrava essere una priorità, visto che non dava nessun fastidio.

Sotto, lo schema della Franken:

Negli ultimi tempi però le cose sono cambiate. Benedykt Hac, dell’Istituto marittimo di Danzica, afferma che non è una questione SE la nave causerà dei problemi, ma QUANDO. Le più recenti rivelazioni mostrano che sulla Franken ci sono ancora 828.444 litri di carburante, protetti da quella che Hac ha descritto come “buona ingegneria tedesca”, ovvero la qualità dell’acciaio usato per realizzare le cisterne.

Per quanto però la qualità dei materiali sia eccellente, la forza dell’erosione dell’acqua di mare non lascia scampo. L’acciaio dei serbatoi si erode al ritmo di circa 1 millimetro ogni decennio, e originariamente lo spessore era di 12 millimetri. Essendo passati oltre 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dall’affondamento della Franken, il tempo a disposizione è decisamente ridotto, perché ormai sono rimasti meno di 5 millimetri di acciaio fra l’acqua del mare e gli 828.444 litri di combustibile.

La baia di Danzica:

Inoltre, quando l’acciaio sarà ancora più eroso, il peso della nave farà crollare le paratie delle cisterne, causando la completa fuoriuscita del carburante nel Mar Baltico.

Se il carburante sarà versato nel Mar Baltico le conseguenze ambientali saranno disastrose

La stima del recupero del carburante prevede un costo fra gli 8 e i 20 milioni di euro, comprensivo di assicurazione e rimozione dei macchinari sulla nave. Il popolo polacco chiede con insistenza il disinnesco di questa bomba ecologica, ormai in procinto di esplodere, e la fondazione “Sea” ha già raccolto 45.000 firme per chiedere al governo di pulire i serbatoi.

La penisola Hel nella Baia di Danzica:

Dal canto suo la Germania, originaria proprietaria della nave, ha sponsorizzato una campagna di sensibilizzazione per far rimuovere il relitto. Ma il nodo internazionale è complesso.

L’area della baia di Danzica è in pieno sviluppo, e il turismo della zona sta crescendo in modo sostenuto. Peter Torkler, Managing Director di Baltcf, afferma che il tempo è essenziale, e che il progetto, vista la ricaduta economica di un simile disastro ambientale, dovrebbe essere considerato “assolutamente prioritario”.

Qualcosa si sta muovendo

Dall’aprile di quest’anno sono in corso delle immersioni di ricerca sul relitto, anche se l’interessamento del governo polacco fino a poco tempo fa è stato limitato. A luglio, il ministro dei trasporti, Marek Grobarczyk, ha istituito una squadra con lo scopo di risolvere i problemi che circondano la Franken, con la speranza che si riescano a ottenere i fondi dall’unione europea per salvare il Mar Baltico.

Sotto, il video della Fondazione MARE che mostra il relitto della Franken e fa un appello a liberare il Mar Baltico da questa terribile bomba ecologica:

Ma la Germania, a questo punto, si è tirata parzialmente indietro. I relitti tedeschi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale sono numerosissimi, e stabilire una parziale responsabilità tedesca nella loro rimozione significherebbe costituire un precedente che obbligherebbe lo stato tedesco a partecipare a decine, se non centinaia (alcuni dicono migliaia), di campagne di “pulizia” dei mari.

La Germania ha quindi passato la questione al proprio Ufficio per gli affari internazionali (ICAA) a maggio, e probabilmente la rimozione della Franken sarà effettuata con un accordo, non divulgato, fra Germania e Polonia. Il tempo è pochissimo, e l’erosione dell’acqua di mare potrebbe non tardare molto a far esplodere una bomba risalente alla ormai lontana Seconda Guerra Mondiale.

In attesa di esser rimossa, la Franken è una celebre meta per gli escursionisti subacquei:

Tutte le fotografie sono di pubblico dominio.

Categorie: Scienza

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...