Finding Me” è il titolo di una serie fotografica realizzata da Chino Otsuka (ma originariamente anche da altri, come presumibilmente i suoi genitori) dove la stessa Chino si reimmagina insieme alla propria versione di bambina. La giovane creativa Giapponese si è photoshoppata all’interno delle classiche foto che vengono fatte ai ragazzi, dove l’età del soggetto è la principale protagonista. Le scene sono alcune fra le più casuali, come ad esempio al parco o in metro, e la qualità della pellicola è quella tipica degli anni ’70 e ’80.

Il risultato della serie potrebbe definirsi come piacevolmente malinconico. La stessa Chino ha descritto il proprio lavoro: “Il processo digitale diventa uno strumento, quasi come una macchina del tempo che fa intraprendere un viaggio, diventando un turista nella mia storia“. Il richiamo sui social ottenuto da “Finding Me” è stato amplissimo, con milioni di persone che hanno visto e apprezzato il lavoro della creativa giapponese.

L’incipit che troviamo nel sito è decisamente simbolico:

Se,

Di nuovo

Avessi la possibilità di incontrarmi

C’è molto che vorrei chiedere

E tanto che vorrei dire

La forza emotiva delle immagini è certamente racchiusa nell’immedesimazione che riescono a dare allo spettatore, con tutti noi che ci immaginiamo nello stesso contesto (banale, come tanti nei quali possiamo esser stati a nostra volta), a rivederci in versione adulta e bambina.

Sotto: 1982 e 2005, Parigi

Finding Me 01

1976 e 2005, Kamakura, Giappone

Finding Me 02

1981 e 2006, Ofuna, Giappone

Finding Me 07

1979 e 2006, Kitakamakura, Giappone

Finding Me 04

1975 e 2005, Spagna

Finding Me 05

1977 e 2009, Jardin du Luxembourg, Francia

Finding Me 03

1980 e 2009, Nagayama, Giappone

Finding Me 06

1982 e 2006, Tokyo, Giappone

Finding Me 08

1984 e 2005, Londra

Finding Me 09

1985 e 2005, Piazza Tiananmen, Pechino, Cina

Finding Me 10

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...