Gli eroi – guerrieri dell’antichità, come Achille, Eracle, Enea, possedevano magnifiche armi “personalizzate”. In un passo dell’Iliade, Omero descrive minuziosamente lo scudo di Achille, forgiato dal dio-fabbro Efesto; in seguito, anche Virgilio parlerà, nell’Eneide, dello scudo dell’eroe troiano, in cui, secondo il racconto, erano incise “visioni” future della gloria di Roma, dalla sua fondazione fino al regno di Augusto.

Forse per emulare questi mitici e (quasi) invincibili eroi, nel corso della storia i soldati hanno spesso personalizzato le loro armi, ad esempio con le pitture effimere che decoravano gli aerei militari (come il Cavallino Rampante sul velivolo di Francesco Baracca), o semplicemente incidendo le proprie iniziali sul calcio di un fucile.

Dalla prima guerra mondiale in poi, questo tipo di personalizzazione delle armi venne chiamata “arte di trincea”, che in realtà comprende anche i particolari oggetti d’artigianato realizzati da civili e personale ausiliario con materiale bellico di scarto.

Con l’invenzione della fotografia, molti militari hanno iniziato a conservare le immagini delle persone care nei posti più impensati: nei caschi, infilate nelle tasche o nei pacchetti di sigarette, nelle Bibbie; talvolta, in mancanza di una fidanzata, qualcuno portava con sé l’immagine di un’avvenente pin-up…

L’invenzione del plexiglas, introdotto sul mercato nel 1933, rivoluzionò, tra i soldati americani che combattevano nella seconda guerra mondiale, il modo di conservare le amate fotografie, oltre che le strutture degli aerei militari: i finestrini dei velivoli, così come i tettucci, erano realizzati nella leggera e malleabile plastica trasparente, al posto del vetro.

Quando un aereo veniva abbattuto, i soldati riutilizzavano il plexiglas per sostituire il legno delle impugnature delle loro pistole, personalizzando l’arma con una fotografia della fidanzata (o di una pin-up), dando vita alla “grip sweetheart” (impugnatura dell’innamorata), un’interessante pezzo di storia della seconda guerra mondiale, non molto conosciuta.

Pistola#1:

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Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.