Prima metà del XIII secolo. Siamo in un palazzo da mille e una notte, in una città con minareti e moschee, vicino al mare, tra colline brulle e assolate. In una grande sala, una trentina di stupende ragazze saracene stanno attendendo l’arrivo del loro signore nell’ozio dorato, tra chiacchiere maliziose e risa, tra i fumi dell’incenso e della mirra, su cuscini e tappeti lussuosi. Ecco aprirsi le porte e giungere un uomo rossiccio, strabico, non particolarmente avvenente, scortato da una guardia personale abbigliata e armata alla moda moresca.

Se non hai modo di leggere e preferisci ascoltare questa è la lettura dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Il quadro Harem di Jean-Baptiste van Mour della prima metà del XVIII secolo:

Non siamo in un principato musulmano dell’Africa settentrionale, né il nostro uomo è un sultano, come potrebbe sembrare. Siamo a Lucera, in Puglia e colui che sta per scegliere la concubina con cui giacere è nientemeno che Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero (erede del Regno normanno di Sicilia grazie alla Madre Costanza d’Altavilla, nel 1220 acquisisce il trono imperiale che fu del padre Enrico VI).

Rimasto orfano dei genitori in tenera età, per disposizione materna il giovane Federico è affidato alla tutela del papa Innocenzo III, che si illude, come i suoi successori, di renderlo un devoto e malleabile servitore della Chiesa cattolica. Questa speranza è però sconfessata dalla fortissima personalità del giovane Re di Sicilia. Egli accetta formalmente l’influenza del tutore sino a quando non viene incoronato nel 1220, poi inizia a fare quello che vuole scatenando le ire ecclesiastiche sino alla scomunica da parte di Gregorio IX.

Sotto, Giotto: Il sogno di papa Gregorio IX. Assisi:

Il ruolo di monarca si rispecchia potentemente nella sua personalità, che può definirsi narcisista. Al primo posto tra le sue priorità Federico mette il suo sogno di restaurare l’Impero universale. La politica e la ragion di stato prevalgono senza dubbio sui sentimenti personali. L’imperatore è un uomo caparbio e calcolatore, con una grandissima determinazione a ottenere ciò che vuole. Curioso e intelligentissimo, parla correntemente sei lingue tra cui l’arabo, si interessa di astronomia, astrologia, scienze occulte, arte e poesia. Si rivela grande politico e legislatore, non tanto nel suo piano di ricostituzione dell’Impero, che perirà con la vittoria dei comuni italiani, quanto nell’ideazione di un modello accentrato di governo che prefigura l’assolutismo moderno.

Ma che uomo è Federico nella vita privata?

Le donne per lui sono per lo più pedine della sua strategia politica, altrimenti semplici oggetti di piacere destinati a soddisfare la sua lussuria sfrenata. Egli è un uomo straordinario sia nelle virtù sia nei vizi.

Ritratto di Federico II con il falco dal suo trattato De arte venandi cum avibus:

Ecco la grande e affascinante contraddizione che è Federico II:

Stupor mundi, lo stupore del mondo per i suoi fedelissimi, e l’Anticristo per il papa Gregorio IX

Quando pensiamo a un imperatore medievale di dinastia tedesca, ci viene subito in mente un principe nordico, freddo, che si esprime nella dura lingua della propria etnia. In realtà Federico di Hohenstaufen è immerso sin da bambino nella cultura mediterranea della Sicilia e della Puglia, dove ama risiedere con la sua corte. Verosimilmente parla meglio il volgare siciliano e toscano del tedesco, ed è estremamente affascinato dall’Oriente. Intrattiene rapporti con i principi arabi e ama vivere come un antico principe persiano, tra corti sfavillanti e uno stuolo di amanti.

Federico incontra il sultano ayyubide al-Malik al-Kamil, codice miniato

Infatti prima lo abbiamo ritrovato a intrattenersi con le concubine saracene del suo harem di Lucera in Puglia. Lucera è a quel tempo una città interamente musulmana in terra cristiana. Rimasta priva di sede vescovile dopo il crollo della cattedrale, l’Imperatore l’ha fatta ripopolare dai mori di Sicilia che avevano osato ribellarsi e per questo erano stati deportati per suo ordine. Quasi a volersi sdebitare per la durezza usata nei loro confronti, il monarca regala loro una città dove vivere apertamente la propria religione e i propri usi e costumi. I musulmani di Lucera diventano i suoi sudditi più fedeli, tra cui scegliere le favorite e arruolare la propria guardia personale.

Il Cancelliere Aulico ricevuto da Federico II, Re di Sicilia, a palazzo della Favara di Palermo con letterati, artisti e studiosi siciliani:

Nel corso della sua vita Federico II si sposa ben quattro volte, tre delle quali per ragioni di pura convenienza politica e solo una, pare, per amore. Le sue consorti sono perlopiù figlie di alleanze politiche e principalmente “fattrici regali” della sacra discendenza dell’Imperatore, il quale ben presto mette insieme un copioso esercito di figli legittimi e naturali, alimentando la sua leggenda di impenitente libertino.

La sua prima moglie è Costanza d’Aragona, donna matura, raffinata e religiosissima. La sposa nel 1209 su consiglio di papa Innocenzo III. Questi ha l’intenzione di formare il quindicenne Federico come perfetto cristiano cattolico, sottomesso in tutto e per tutto alla Santa Romana Chiesa.

Sotto, la corona di Costanza D’Aragona conservata alla Cattedrale di Palermo. Fotografia di José Luiz Bernardes Ribeiro condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Il desiderio del pontefice è speso invano in quanto, come s’è detto, egli continua a vivere la propria vita senza inibizioni con una moglie di undici anni più grande di lui. Dall’unione nasce Enrico VII, il quale si solleverà contro il padre e tenterà di rovesciarlo. Costanza muore nel 1222.

Dettaglio di una miniatura della Chronica regia Coloniensis che mostra Enrico VII di Germania:

Il secondo matrimonio viene organizzato nel 1225 in vista della VI Crociata sempre per mediazione del Vaticano. La sposa prescelta è Iolanda di Brienne, figlia del valoroso crociato e Re di Gerusalemme Giovanni di Brienne che le aveva lasciato in eredità quell’altisonante titolo reale, principale motivo dell’unione. Uno sposalizio dagli inizi difficili e piccanti.

Sembra che Iolanda, sposa troppo giovane (13 anni) quanto poco avvenente ed esperta nelle arti amatorie, abbia deluso l’esigente Federico sin dalla prima notte di nozze.

“Papa Onorio III (al centro) unisce in matrimonio Federico II (in blu e rosso) e la giovane Jolanda/Isabella II (la terza figura in rosso da destra), figlia di Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme”, miniatura del XIV secolo dalla Nova Cronica di Giovanni Villani:

La consumazione avviene comunque, ma un particolare è “scandaloso”:

A fare gli onori di casa non è Iolanda ma sua cugina, più procace e disinibita

Ovviamente lo scandalo costa al papa un remunerativo incarico in Vaticano per il povero suocero ferito nell’onore. A quanto pare il titolo di Re di Gerusalemme non frutta poi così tanto.

Iolanda muore di parto dando alla luce Corrado IV, futuro Re di Germania

Nel frattempo, durante i suoi viaggi nei territori continentali dell’Impero, Federico II si concede molto volentieri qualche flirt, giusto per sollazzare i propri bollenti appetiti. Durante un soggiorno in Germania, egli seduce e ama una nobildonna tedesca, Adelaide di Urslingen, da cui ha due figli, uno dei quali è l’amatissimo Enzo, che diventerà Re di Sardegna e verrà fatto prigioniero dai bolognesi durante la battaglia di Fossalta.

In Piemonte, mentre Federico è ospite dei nobili signori Lancia nel loro castello di Agliano, conosce e s’innamora perdutamente della giovane Bianca Lancia, che diviene sin da subito la sua favorita, con cui intratterrà una convivenza more uxorio (come marito e moglie) in piena regola, scandalizzando il clero e i benpensanti dell’epoca. La sposerà solo nel 1246.

Sotto, incontro tra Federico II e Bianca Lancia nel suo castello di Agliano. Dipinto Antico:

L’imperatore la porta con sé nella sua corte siciliana e la ama come nessun’altra prima, definendola pulcherrima nimis (letteralmente, la “troppo bellissima”). Bianca gli dà tre figli: Costanza, Violante e Manfredi.

Miniatura medievale che ritrae l’augusta coppia, Codex Palatinus Germanicus 848 (Codex Manesse):

Politica e ragion di stato spingono l’Imperatore a sacrificare i propri sentimenti alla contingenza del momento.

In prospettiva di un’alleanza con l’Inghilterra, Federico chiede la mano di Isabella d’Inghilterra, sorella di Re Enrico III. Questa volta Federico, ricordandosi della giovane e bruttina Iolanda di Brienne, prima di acconsentire alle nozze pensa bene di inviare per sicurezza il cortigiano Pier delle Vigne (nell’Inferno dantesco lo ritroviamo nella foresta dei suicidi) alla corte d’Inghilterra, che gli faccia sapere al più presto se vale la pena impegnarsi. Isabella è effettivamente molto graziosa. Viene così officiato nel 1235 il matrimonio da cui nasceranno altri tre figli.

Isabella col marito Federico II:

Isabella si accorge ben presto delle particolarità nei desideri sessuali del marito, il quale non disdegna qualche diversivo particolare alla vita coniugale.

In occasione di una festa a corte, lo sorprende in un’orgia non solo con le consuete cortigiane ma anche con giovani danzatori. L’imperatore, vedendola, non si formalizza affatto e, senza pudore, continua nei suoi divertimenti. La povera Isabella ne rimane sconvolta al punto di decidere di non lasciare più i propri appartamenti privati. Morirà nel 1241.

Federico è il primo dell’Impero, non deve rendere conto a nessuno.

Grandi le sue virtù. Sfrenati i suoi vizi.

Nicola Marchi
Nicola Marchi

Laureato in giurisprudenza, diplomato in archivistica, diplomatica e paleografia, già cultore della materia presso la cattedra di storia del diritto medievale e moderno all’Università di Bologna, appassionato di storia militare e storia del costume, pittore, umanista. Amo lo studio e la ricerca, le biblioteche e gli archivi storici, i musei, i viaggi. Cerco di trasmettere alle persone le mie passioni attraverso l’attività di divulgatore nell'ambito dell'Associazione culturale “Wandering Storytellers” di cui faccio parte.