Forse non è un caso che Hercule Poirot, investigatore nato dalla penna di Agatha Christie, fosse di origine Belga (e non francese, come puntualizzava sovente), e che il treno dove svolse la sua indagine più famosa (Assassinio sull’Orient Express) giaccia oggi proprio nel suo paese natale, il Belgio.

Nel mondo dei viaggi di lusso, le lunghe tratte ferroviarie sono fondamentalmente un ricordo di un passato, neanche troppo lontano, nel quale gli aerei o non erano stati inventati o erano ancora assai poco utilizzati. Al giorno d’oggi pensare di affrontare un viaggio in treno che si dilunghi per interi di viaggio è semplicemente impensabile, ma nel 1883, anno del lancio della tratta “Parigi-Istanbul”, rappresentava il tramite per collegare due mondi assai lontani fra loro: l’Impero Ottomano con l’Occidente industrializzato.

La compagnia che lanciò il viaggio era l’Internationale des Wagons-Lits, che cessò definitivamente la tratta nel 1977, quando l’aeroplano era diventato un mezzo accessibile all’alta borghesia.

Il treno delle immagini è uno di quelli che vennero utilizzati per collegare Parigi a Istanbul, e la sua posizione non è nota (in perfetto stile Urbex), ma è noto che fa parte di un lotto di 3 treni che furono costruiti con propulsione diesel-elettrica nel 1930, di cui questa è l’ultima motrice rimasta. Il motivo per il quale si trovi così lontano dalla propria rotta (Parigi, Vienna, Venezia, Istanbul) fa pensare che fosse destinato a essere riutilizzato, quantomeno a pezzi, dall’azienda che lo acquistò.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...