A seguito della pubblicazione di Audiweb dei dati di accesso ai siti web da piattaforma mobile, relativi a Marzo 2014, siamo oggi in grado di misurare con precisione l’audience dei differenti siti web sugli smartphone di tutta Italia per le persone che abbiano più di 18 anni. Dominatore indiscusso è Whatsapp, l’applicazione di messaggistica più famosa, che fa registrare 13,856 milioni di utenti nel mese, seguita a brevissima distanza da Facebook, a 13,658 milioni di utenti. In terza piazza Youtube, con 8,761 milioni di utenti, che sicuramente beneficerebbe moltissimo dell’inclusione nella classifica delle persone minorenni.

Appena fuori dal podio troviamo Google Plus, con 6,024 milioni di utenti, che rappresenta la vera sorpresa della classifica. Anche se si parla molto di Twitter, Instagram e altri social, Google ha dimostrato di esser riuscita a creare, in soli 3 anni, una alternativa a Facebook che vale, già oggi, la metà degli utenti di Zuckerberg, nonostante critiche e sfottò da parte dei “cosiddetti” esperti. In quinta piazza un altro social dell’universo “Blu”, Instagram, seguito poi da tutti gli altri.

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Social-Media-App-Italia

 

Il dato aggregato dei social media per azienda “proprietaria” è ancora più impressionante, e mostra i veri dominatori degli smartphone italiani:

Aziende-Social-Italia

I dati delle due principali aziende che sono presenti nella vita di tutti i giorni degli italiani sono impressionanti, anche se quelli di Facebook andrebbero rivisti al ribasso di 6 milioni di unità (Facebook Messenger altri non è che la chat del sito), andando a comporre un panorama di circa 26 milioni di utenti unici al mese. Google, l’altro gigante del web che è presente nella vita di 15 milioni di persone, è riuscito, contro il parere di tutti, a creare un social, Google Plus, utile ed evidentemente molto usato dagli utenti, che ha numeri già interessanti ma che saranno in continua e sicura crescita nel corso dei prossimi anni.

Il panorama delle applicazioni social vede quindi due grandi dominatori. Agli altri, non saranno lasciate che le briciole.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...