Un po’ di archeologia industriale non fa mai male…Ormai ripeto questa frase ogni volta che vado a esplorare una fabbrica abbandonata, perché offre sempre un sacco di spunti fotografici.

La Medaspan, gigantesco complesso sito nel cuore della Brianza, è senza dubbio tra le mie mete preferite, tanto da avermi convinta a tornare una seconda volta (non escludo una possibile terza) e, ironia della sorte, sono capitata durante l’ennesima giornata di pioggia, che è capace di renderla ancora più suggestiva.

Storia della Medaspan

Quando la Medaspan era in attività produceva truciolati per mobili. Camminando per la superficie di oltre 40 mila metri quadri è facile immaginare il costante rumore delle macchine e il vociare dei numerosi operai, i quali persero il posto di lavoro nel 2004, quando l’azienda chiuse i battenti per lasciar spazio all’oblio e al degrado più totale. Ormai non è più rimasto un solo brandello di documento, ma solo gli scheletri delle varie strutture e i tetti consumati dalle intemperie.

Un’autentica galleria di street art

Questa fabbrica, da quando è stata abbandonata, si è trasformata in una magnifica e maestosa galleria di street art, poiché le mura sono state per la stra grande maggioranza fregiate da murales, alcuni dei quali giganteschi.

Qui i writers non hanno certo represso la loro creatività e, complice l’assoluta tranquillità della zona, hanno avuto tutto il tempo per realizzare le loro opere.

Sopra i tetti come i gatti

Esplorare la Medaspan senza salire sul tetto è come mangiare un famoso marchio di patatine senza leccarsi le dita: si gode solo a metà. Infatti proprio dall’alto che ci si rende conto dell’immensità di questo edificio abbandonato, il quale, in tema di inquietudine, non ha davvero nulla da invidiare ai manicomi. In questo caso consiglio la massima attenzione per via delle numerose voragini.

Un grande senso di vuoto e malinconia

Camminare tra i pavimenti marci e le spoglie strutture metalliche scatena un notevole senso di malinconia, perché riportano indietro nel tempo e fanno venire in mente il boom economico italiano, ormai soppiantato dai trasferimenti produttivi nei Paesi in Via di Sviluppo, dove la manodopera dei lavoratori ha un costo molto più basso.

Un piano per la riqualificazione

Effettuando qualche ricerca online, tra i primi risultati compaiono dei progetti di riqualificazione dell’ex area industriale e i lavori sono stati affidati a Officine Mak, azienda esperta nei recuperi delle strutture dismesse. Uno dei piani prevede la realizzazione di una piazza pubblica, di un sottopassaggio che conduce all’adiacente stazione delle Ferrovie Nord e dei negozi. Ad oggi nulla è ancora stato realizzato.