Inherit the Dust (ereditare la polvere) è il titolo della nuova serie di Nick Brandt, un fotografo inglese di cui abbiamo già illustrato un lavoro su Vanilla Magazine, e che rappresenta un ‘avanguardia di creativi impegnati nella lotta per la conservazione del nostro pianeta. Il fotografo, aiutato da uno staff di 20 persone, ha realizzato delle gigantografie di animali a grandezza naturale, che ha poi posizionato nei luoghi che sono stati strappati agli animali dall’avanzare dell’urbanizzazione delle aree selvagge.

Trasformate in fattorie, industrie, strade o peggio ancora discariche a cielo aperto, le fotografie dei luoghi di Brandt sono devastanti, e ci trasmettono tutta la tristezza per le risorse naturali ormai perdute.

Dove un tempo pascolava l’Elefante, cacciava il Leone, correva la Zebra o si ergeva imponente la Giraffa, oggi non v’è altro che l’uomo, con i suoi rifiuti e liquami tossici

Brandt è stato triste testimone di questo cambiamento, essendo arrivato “nel continente nero” circa 16 anni fa, nel 2000, durante i primi lavori di reporting fotografico.

Ha affermato:

Volevo trasmettere il feeling che questi pannelli fossero solo dei fantasmi nel paesaggio

I ritratti degli animali sono effettivamente dei fantasmi. Questi magnifici esseri non hanno trovato una nuova casa, non si sono adattati in un nuovo territorio. Questi animali sono morti, e i loro discendenti non potranno prendere il loro posto.

Le fotografie sono state scattate nell’arco di quattro mesi, principalmente a causa della difficoltà di trovare l’atmosfera giusta. L’intento era infatti quello di trasmettere una sensazione apocalittica, e la ricerca del cielo nuvoloso si è rivelata un lavoro di estrema pazienza.

E’ importante sottolineare“, afferma il fotografo, “come la perdita di habitat non sia solo una perdita per gli animali. E’ una perdita anche per il genere umano“.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...