Gustav Klimt non è un pittore della cui vita i media moderni si siano occupati con la stessa attenzione che hanno avuto per artisti come Van Gogh o Frida Kalho, ma la sua celebrità, circa un secolo fa, era altissima. Le sue opere oggi vengono vendute a milioni di euro, e la sua arte è riconosciuta in tutto il mondo.

Sotto, il trailer di “Woman in Gold”, che parla del ritratto di Adele Block Bauer e della lotta della sua legittima proprietaria per tornarne in possesso:

Quello che forse potrebbe esservi capitato è chiedervi se gli abiti della Block Bauer e di altre muse di Klimt, degli intricati mosaici spesso dorati, fossero reali o soltanto immaginati dall’artista Viennese. La risposta è affermativa, e porta la firma di una donna ormai dimenticata fra le pieghe della storia:

Emilie Flöge

Emilie iniziò la sua carriera come sarta nella Vienna di fine secolo, lavorando presso la scuola di sartoria di sua sorella maggiore. Insieme, vinsero un concorso nel 1899 e vennero incaricate di progettare un pezzo per una mostra prestigiosa.

Dopo quella vittoria riuscirono ad affermarsi come imprenditrici di successo, aprendo un salone di alta moda che chiamarono Schwestern Flöge (Flöge Sisters), situato su una delle principali arterie viennesi.

Il salone di Emilie prendeva un’ottima piega, e confezionava abiti di alta qualità e stile classico per i facoltosi clienti. Nonostante gli affari andassero a gonfie vele, la giovane Flöge guardava alle innovazioni della moda che arrivavano da Parigi, pochissimo tempo prima che artisti come Coco Chanel o Christian Dior si affermassero sulla scena internazionale.

Tale spinta innovativa trovò un particolarissimo estimatore, il pittore Gustav Klimt, del quale il fratello Ernst aveva sposato la sorella di Emilie, Helene, e che costituiva un assiduo frequentatore della casa di famiglia sul lago Attersee.

Emilie ritratta da Klimt nel 1902:

Emilie e Gustav si avvicinarono all’istante. In molti sostengono che i due fossero amanti (probabilmente lo furono per tutta la vita) e che la coppia ritratta ne “Il Bacio” sia in realtà un autoritratto del pittore e di Emilie. Amanti o semplici amici, i due erano compagni di vita, e il loro sodalizio faceva bene alle attività di entrambi.

Sotto, il Bacio, di Gustav Klimt (1907-08):

Come Klimt, con il suo stile provocatorio e l’arte per l’epoca giudicata “erotica”, Emilie Flöge aveva voglia di creare qualcosa di rivoluzionario nel mondo della moda. Molti dei suoi abiti venivano indossati senza corsetto (una rarità per l’epoca), e pendevano larghi dalle spalle con ampie maniche.

I due furono spesso fotografati insieme, e ironicamente potrebbero passare per due hippy di fine anni ’60 del XX secolo

Sotto, la Flöge e Klimt:

I disegni della Flöge vennero influenzati dai primi vagiti dei movimenti femministi, che di lì a poco avrebbero infiammato l’Europa, ma anche dallo stile Bohemien di Klimt. Il pittore spirò nel Gennaio del 1918 quando, di ritorno da un viaggio in Romania, fu colpito da un Ictus.

Sul letto di morte sospirò:

Portatemi Emilie

La donna ereditò la metà degli averi di Klimt e, pur senza l’ispirazione del suo amante, continuò la propria attività al salone. Commercialmente parlando gli abiti tradizionali della Flöge continuavano a vendere abbastanza bene, ma gli abiti più innovativi non vendevano, erano troppo in anticipo sui tempi.

Con l’affermarsi della moda Flapper e la grande spinta al cambiamento degli anni ’20 del XX secolo, anche le creazioni più ardite della stilista iniziarono a trovare ricchi acquirenti. Emilie continuò a lavorare al suo salone di alta moda sino all’Anschluss, l’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista, e proseguì in seguito nel suo appartamento di Ungargasse Strasse.

Alla fine della guerra un incendio devastante distrusse la sua casa, comprese le sue collezioni e gli oggetti che aveva ereditato dall’amico/amante Gustav Klimt. Le sue idee innovative, ormai concepite oltre un secolo fa, continuano a influenzare gli stili di moda delle passerelle odierne:

Sotto, una sfilata di Valentino dal titolo: “Valentino FW 2015 x Emilie Louise Floge”

Sotto, una sfilata di Valentino dal titolo: “Valentino FW 2015 x Emilie Louise Floge”

Emilie Louise Flöge

Emilie Louise Flöge

Emilie Louise Flöge

Emilie Louise Flöge

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...