Elizabeth Siddal: musa e artista anticonformista

La Confraternita dei Preraffaelliti – Elizabeth Siddal: musa e artista anticonformista

Il diciannovesimo secolo è caratterizzato da un gran fermento culturale che influenza ogni aspetto della collettività. Il tanto auspicato “progresso” cambia la vita, il lavoro e le interazioni sociali.

Londra, centro nevralgico della nuova supremazia capitalista, si perde in un intrico di strade sovrappopolate e caffè pullulanti; siamo nel pieno della rivoluzione industriale e nel marasma di questa città in continuo cambiamento anche l’arte sperimenta numerose mutazioni che convogliano in diverse correnti.

Nasce in questo contesto la Confraternita dei Preraffaelliti, fondata da Dante Gabriel Rossetti, William Hunt e John Everett Millais. Il gruppo, al quale si unirono successivamente altri nomi importanti, era mosso dalla necessità di tornare al passato approfondendone temi e ideali.

Il movimento preraffaellita prende il nome dalla volontà di volersi discostare da ciò che è stata l’arte da Raffaello in poi per poter tornare allo stile e ai temi celebrati in precedenza.

I preraffaelliti prediligono il realismo di una natura analizzata nel dettaglio e l’utilizzo di colori accesi per esaltare soggetti realistici; tutte regole che andavano a scontrarsi con i dettami dell’accademismo vigente in quel periodo.

L’arte preraffaellita è un bellissimo affresco di regine, cavalieri e figure sacre provenienti da racconti medievali e biblici. Le principali fonti di ispirazione sono l’immaginario dantesco, l’epica cavalleresca e la religione cristiana simboli di un passato ricco di storia, bellezza e virtù. I preraffaelliti non dimenticano l’importanza degli avvenimenti presenti e spesso dipingono paesaggi rurali e urbani popolati dalla gente comune, lavoratori e migranti.

Questo collettivo di artisti, in pieno stile bohemienne, suscita scandalo e dissenso tra il pubblico e la critica che ne rifiuta la trasgressione tecnica e tematica, ma John Ruskin non la pensa allo stesso modo. Egli è un critico d’arte molto importante che sin da subito apprezza l’ardire di questi giovani artisti e ne difende il lavoro scrivendo due elegie e un saggio intitolato “Preraphaelitism”.

Per quanto sia meno conosciuta al grande pubblico, la corrente preraffaellita tocca non solo l’arte ma anche la società.

Tra le donne inglesi, rilegate ai ruoli di mogli e madri, una ragazza sembra distinguersi e non solo per la “strana” abitudine di non indossare il corpetto. Elizabeth Siddal è una delle figure più popolari della Londra vittoriana non soltanto per la sua fisicità fuori dai canoni estetici del tempo ma anche per il suo stile di vita poco conforme a quello della “perfetta donna inglese”.

Lizzie, così la chiamano tutti, nasce a Londra nel 1829 da una famiglia di modeste origini. Inizia a lavorare sin da giovane per aiutare in casa ma sa di essere destinata a qualcosa di più grande. Elizabeth scrive, dipinge, e pur non avendo una solida istruzione sogna di poter vivere della sua arte.

Nel 1850 lavora in un negozio di cappelli nel centro della città e qui viene notata dal pittore Millais che rimane folgorato dalla sua bellezza.

Il corpo scarno, alto e i lunghi capelli rossi sono quanto di più lontano da ciò che è l’ideale estetico del tempo, eppure Lizzie colpisce l’attenzione dell’uomo che le propone di posare come modella per lui e per il suo collettivo di artisti. Elizabeth ha finalmente l’occasione di abbandonare una vita che la rende insoddisfatta e raggiungere la tanto agognata indipendenza. Posa come modella per Deverell, Hunt e poco dopo per Rossetti. Elisabeth diventa la musa ispiratrice di Dante e, ben presto, sua amante.

Rossetti ne ritrae i lineamenti diafani, i lunghi capelli rossi e labbra incredibilmente carnose, scrive per lei poesie e vivono una storia d’amore tanto ideale quanto tormentata.

La ragazza non è vista di buon occhio dalla famiglia Rossetti a causa delle sue origini popolari, inoltre Dante, geloso, cerca di impedirle di posare per altri artisti al di fuori di lui. Lo stesso Dante nel frattempo si circonda di amanti e storie occasionali ma Elisabeth comunque non perde di vista ciò che sono i suoi desideri: scrive e dipinge in continuazione e ben presto Ruskin, colpito dal talento della giovane, diventa suo mecenate.

Siddal è l’unica donna a partecipare alla mostra d’arte preraffaellita del 1857.

Ben presto la donna, stanca delle pressioni di Rossetti e Ruskin, lascia Londra e inizia a frequentare la Sheffield School of Art dove si dedica totalmente all’apprendimento.

Ma l’astro nascente di questo giovane talento è destinato ad eclissarsi a causa delle precarie condizioni di salute.

Pochi anni prima Lizzie ha posato per Millais nel famoso ritratto dell’Ofelia. La ragazza ha indosso una pesante veste e s’immerhe nella vasca da bagno così da permettere all’artista di ritrarla nella maniera più realistica possibile. Per molti giorni passa ore all’interno della vasca finché non si inabissa e sviene. Millais interviene, la salva ma nonostante il pericolo fu scampato Lizzie non si riprende mai completamente.

Nel 1860 la salute della ragazza peggiora e, non appena la notizia arriva a Rossetti, questi la raggiunge immediatamente e, finalmente, dopo anni di continui rinvii, la sposa.

A questo periodo risale “Regina cordium”, opera in cui Dante ritrae la moglie che, nonostante il volto emaciato, rimane la bellissima “Regina” del cuore di suo marito.

Durante il primo anno di matrimonio Elisabeth rimane incinta, ma anche questa felicità le viene strappata via nel più crudele dei modi: dà alla luce una bambina morta. La donna, distrutta dal dolore, cade in depressione e per annichilire la sofferenza fisica e psicologica sviluppa una dipendenza da laudano, un estratto dell’oppio.

Un giorno Dante torna a casa e trova la moglie riversa sul letto che dorme profondamente. Lizzie non si sveglia più e muore l’11 febbraio 1882 all’età di 33 anni. Molto probabilmente la morte della giovane non è accidentale poiché lascia un biglietto al marito che questi brucia, così da occultarne il suicidio e permetterle di ricevere una sepoltura cristiana.

Rossetti, affranto dal dolore, seppellisce assieme al corpo della moglie tutte le poesie che le aveva dedicato in vita.

Il vedovo continua a dipingere, ritrae nuove modelle e intrattiene relazioni con alcune di queste ma gli anni passano ed il suo spirito si deteriora. Rossetti sperpera il proprio denaro e sviluppa una dipendenza verso alcol e oppiacei che lo conducono ad una lenta discesa verso il baratro. Ridotto alla povertà, l’uomo viene convinto dal suo editore a riaprire la bara della moglie per recuperare l’unica copia dei versi che aveva scritto. Dante non vuole partecipare alla riesumazione del corpo di Elisabeth ma gli viene raccontato da uno dei testimoni che la bellezza della donna era rimasta intatta e che i suoi capelli fulvi erano cresciuti occupando tutta la bara.

Rossetti pubblica le sue poesie assieme a quelle di Lizzie, ma ciò non cambia la sua condizione che passa gli ultimi anni della sua vita preda degli stessi mostri; la dipendenza da alcol e sostanze causa lo sviluppo di diversi disturbi psichici che incidono sulla sua salute precaria. Rossetti muore in povertà nell’aprile del 1882.

Elizabeth Siddal e Dante Gabriel Rossetti sono stati una delle coppie più chiacchierate di Londra, due spiriti liberi e appassionati che hanno saputo amarsi, odiarsi ed ispirarsi l’un l’altro. Due grandi artisti, capisaldi dello straordinario movimento Preraffaellita.
In un momento in cui conformarsi alle regole era una scelta sicura, in particolar modo per una donna, Elizabeth sceglie di rischiare ribellandosi a favore della propria indipendenza, in nome dell’arte e della poesia che l’hanno resa libera.
Elizabeth Siddal musa, pittrice e scrittrice sfida il pubblico e la critica, abbatte le rigide pareti del conformismo e vince i canoni estetici e ideali della propria epoca.


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