Lady Elisabetth Bowes Lyon era la nona dei 10 figli di Claude, Lord Glamis, Conte di Strathmore e Kinghorne, appartenente alla nobiltà scozzese. Nata a Londra nel 1900, si dice sia nata in una carrozza-ambulanza che stava portando la madre in ospedale. Passò buona parte della sua infanzia nel Castello di Glamis, in Scozia, dove poi nacque anche la sua seconda figlia Margaret. In seguito, in età scolare, abitò nel palazzo di famiglia a Londra.

Il Castello di Glamis in un dipinto del 1880:

Quando aveva 14 anni scoppiò la prima guerra mondiale, il Castello di Glamis venne trasformato in convalescenziario per i feriti e lei, pur troppo giovane per diventare infermiera, si diede da fare in tutti i modi nell’organizzazione. Moltissimi furono in seguito i soldati che le scrissero ringraziandola.

Era una ragazza intelligente, sveglia, non bellissima ma dalla lingua pronta e con un ottimo sense of humor, tipicamente inglese..

Frequentava abitualmente i figli di Giorgio V, chi la conobbe ritiene si fosse invaghita di Edoardo, Principe di Galles, invece quello che si innamorò di lei fu Alberto, Duca di York che si propose già nel 1921. Venne rifiutato, chissà se la motivazione del rifiuto, ovvero il “timore di perdere la libertà di parlare e agire come voleva” era vera o solo un pretesto.

Sotto, Alberto, Duca di York:

Alberto sosteneva di non voler sposare nessun’altra, tanto che la Regina Mary volle conoscerla e giudicò la ragazza quella che avrebbe potuto rendere felice il figlio.

Nel 1922 Elizabeth fece da damigella al matrimonio della sorella di Alberto, Principessa Mary con il Visconte Lascelles. Alberto ci riprovò, ottenendo un secondo rifiuto. Nel 1923, ci fu il terzo tentativo di Alberto, e finalmente Elizabeth accettò.

Nella loro unione si può notare l’inizio della modernizzazione dei requisiti reali. Elizabeth era nobile ma non abbastanza per un principe che poteva (come avvenne), salire al trono, ed era inglese, quindi non una principessa che potesse servire per alleanze politiche.

Si sposarono prestissimo, nell’aprile del 1923, e presto cominciarono gli impegni pubblici e i viaggi, anche se nel complesso la loro vita scorreva tranquilla. Alberto era molto timido e insicuro, affetto da balbuzie ed era ovviamente terrorizzato dai discorsi pubblici, ma Elisabetta lo sosteneva e incoraggiava in ogni modo.

Il giorno del Matrimonio:

Nel 1926 nacque la prima figlia, Elisabetta, e la seconda, Margaret, seguì nel 1930. In entrambi i casi ci furono dubbi sul fatto che le gravidanze fossero frutto di inseminazione artificiale, ma ovviamente non c’è alcuna certezza.

“Noi quattro” era la definizione della famiglia, per spiegare la sicurezza di Alberto che si trovava a suo agio in casa e molto poco in pubblico.

I viaggi dei Duchi furono dei grandi successi personali, soprattutto di Elisabetta. Sempre sorridente e alla mano. viene sovente ricordato l’episodio nel quale Elisabetta stringeva la mano a una lunga fila di invitati. In mezzo a loro si era “infiltrato2 un cane randagio, ed Elisabetta gli strinse la zampa.

La sua affabilità incantava tutti

Le nuvole erano all’orizzonte. Nel 1931 Edoardo, Principe di Galles, aveva incontrato Wallis Warfield Simpson, che venne anche presentata a corte, ma la sua amicizia preoccupava re Giorgio V, che sperava che Edoardo non si sposasse mai e che il trono passasse ad Alberto. Dal 1934 i due erano amanti, anche se lei era ancora sposata.

Sotto, Wallis Warfield Simpson:

Nel gennaio 1936 morì Re Giorgio e poco dopo Wallis divorziò dal secondo marito. Edoardo, divenuto re Edoardo VIII, intendeva sposare Wallis, ma, essendo il re d’Inghilterra anche capo della chiesa, una moglie con due ex-mariti viventi era fuori discussione. Anche il matrimonio morganatico venne respinto. La crisi è ben nota, e dovendo Edoardo rinunciare a Wallis o al trono, rinunciò a quest’ultimo.

Abdicò il 10 dicembre 1936, dopo neppure un anno di regno

Edoardo, il quale abdico dopo un anno di regno:

Probabilmente il più sconvolto fu Alberto, che l’11 dicembre 1936 divenne re Giorgio VI. Egli non voleva essere re, non voleva cambiare la sua vita, era terrorizzato dai doveri della corona.

Elisabetta, che era comunque molto ambiziosa, era probabilmente combattuta fra l’orgoglio di diventare regina e lo sconvolgimento la sua vita privata

Riguardo questo periodo è interessante il film “Il discorso del re” che tratta proprio di quel periodo e dei problemi di Alberto, e del quale sotto trovate il trailer:

Il 12 maggio 1937 i coniugi vennero incoronati. I rapporti fra i fratelli furono dolorosi. Erano sempre stati legati, ma il re rifiutò di concedere a Wallis lo status di Altezza Reale dopo il matrimonio, e per Edoardo, ora Duca di Windsor, fu per un grande dolore.

Elisabetta non ebbe mai rapporti con Wallis, che chiamava semplicemente “quella donna”. Wallis invece la chiamava, come molti, “Biscottino” (Cookie) per la predilezione di Elisabetta per i dolci.

I sovrani erano comunque molto amati dal popolo inglese e il sostegno di Elisabetta al marito, la forza che riusciva a infondergli fece superare a Giorgio VI la sua grande timidezza. Il loro viaggio in Canada, che proseguì con la visita negli Stati Uniti per incontrare Roosevelt, fu un trionfo.

Il periodo era turbolento, molte furono le critiche al re per il suo appoggio al primo ministro Chamberlain che nel 1938 aveva fatto concessioni alla Germania pur di evitare la guerra.

Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon ritratta da Philip de László nel 1925:

E, come disse Churchill:

Dovendo scegliere fra il disonore e la guerra, scelsero il disonore ed ebbero la guerra

Alle dimissioni di Chamberlain venne nominato Primo Ministro Winston Churchill, non apprezzato dai sovrani ma, in seguito, stimato e ammirato dalla casa Reale.

Durante la seconda guerra mondiale Giorgio ed Elisabetta diedero il meglio di loro stessi. Il loro rifiuto ad andarsene da Londra, nonostante i bombardamenti, fu molto apprezzato dagli inglesi. Le continue viste dei sovrani nei quartieri distrutti, soprattutto il West End di Londra, teneva alto il morale alla popolazione.

La Regina Elisabetta in visita nel 1941 al Canadian General Hospital n. 15, allestito presso Bramshott, in Inghilterra:

Con la sua risposta pronta, quando i giornali la criticarono perché arrivava tutta elegante dove la gente aveva perso tutto, lei rispose che loro avrebbero messo i loro abiti migliori per andare da lei, e lei quindi faceva altrettanto.

Quando Buckingham Palace fu bombardato affermò di essere contenta, così si sarebbe sentita meglio a guardare in faccia le persone del West End, e alle insistenze di mandare almeno le principesse in Canada lei rispose con una frase divenuta celebre a livello mondiale:

Le principesse non andranno senza di me, io non lascerò mio marito, e il re non se ne andrà mai

Le principesse furono comunque mandate a Windsor mentre i genitori restarono sempre a Londra. Hitler la definì la donna più pericolosa d’Europa proprio perché la sua popolarità la rendeva peggio di un nemico sul campo di battaglia.

Giorgio VI del Regno Unito e la regina Elisabetta nel 1942:

Dopo la guerra la salute del re cominciava a declinare, e nonostante le raccomandazioni continuava a fumare esageratamente. Gli impegni del sovrano vennero assunti sempre più spesso dalla regina e dalle figlie. Nel 1951 a Giorgio venne diagnosticato un cancro ai polmoni e, nonostante l’operazione, le condizioni peggiorarono. Nel programmato tour in Australia fu sostituito da Elisabetta e Filippo ma il 6 febbraio, mentre erano in Kenya, arrivò la notizia che Giorgio VI era morto.

Una Elisabetta diventava Regina e una diventava Regina Madre

Dopo un primo periodo di lutto, la Regina Madre riprese le sue attività in pieno, viaggiando moltissimo per gli impegni ufficiali e non. I tour furono dei successi. Affascinò l’Iran con la sua abilità e disponibilità a parlare con tutti, di qualunque status sociale.

Sempre molto attaccata alla famiglia, amò particolarmente suo nipote Carlo, pienamente ricambiata, e all’inizio prese sotto le sue ali Lady Diana per istruirla ai futuri doveri e sostenerla nel traumatico cambio di vita. Dopo la crisi matrimoniale però, fortemente contraria al divorzio e sempre dalla parte dell’amatissimo nipote, i suoi rapporti con Diana divennero molto freddi.

Elisabetta era davvero una donna d’acciaio, nonostante l’aspetto delicato, con i suoi cappellini e abiti fioriti, tutta sorrisi, era di una forza e vitalità eccezionali.

Subì due operazioni per tumore, uno al colon e in seguito uno al seno, che volle tener nascoste e delle quali si seppe solo dopo la morte, riprendendosi e riprendendo la solita vita di sempre.

Ritratto della Regina Madre del 1986:

Nonostante si fosse rotta entrambe le clavicole, l’anca e avesse subito operazioni per il cancro e anche alla cataratta, continuava a partecipare a tutte le occasioni sociali. Nel 2000 fu protagonista dei festeggiamenti del suo 100° compleanno, nel 2001 a quelli del suo 101° compleanno, poi in dicembre si ruppe il bacino ma nel febbraio del 2002 partecipò alla commemorazione della morte di Giorgio VI.

Tre giorni dopo morì la figlia Margaret e lei volle partecipare al funerale, nonostante si fosse ferita ad un braccio in una nuova caduta

In marzo la salute cominciò a declinare. Morì nel sonno il 30 marzo, senza arrivare a festeggiare i suoi 102 anni. Il cerimoniale del suo funerale era già organizzato in tutti i dettagli da anni, e parzialmente utilizzato per quello di Lady Diana, morta improvvisamente nel 1997.

Più di un milione di inglesi seguirono il suo funerale a Westminster e poi fino a Windsor, dove è sepolta insieme al marito e alla figlia, nella cappella di S. Giorgio.

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.