La necessità di fingersi uomo, per molte donne, è stata l’unica scappatoia a un passato di leggi ingiuste e di pregiudizio popolare. Fra queste si possono ricordare James Barry, che si finse uomo per fare il medico, o Rena Kanokogi, che negli anni ’50 si finse uomo per partecipare alle gare di Judo. Così come le professioni o gli sport erano preclusi al genere femminile, anche i matrimoni omosessuali sono stati un tabù (quasi ovunque) sino a pochissimo tempo fa.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Marcela Gracia Ibeas ed Elisa Sánchez Loriga vissero fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, e la loro storia è esemplificativa delle difficoltà delle coppie gay del passato. Le due si incontrarono mentre studiavano nel Collegio di formazione per insegnanti di La Coruña, dove venivano formati i futuri insegnanti di istruzione elementare.

La loro amicizia si trasformò presto in una relazione più intima. I genitori di Marcela, vedendo che l’amicizia stava diventando qualcosa che andava oltre ciò che era socialmente permesso, e temendo un possibile scandalo, mandarono la figlia a Madrid. Le due ragazze finirono gli studi, una a La Coruña e l’altra nella capitale spagnola.

Le amanti si riunirono quando Elisa venne nominata insegnante a Couso, una piccola parrocchia di Coristanco, a La Coruña. Lì vicino, a Vimianzo, nel villaggio di Calo, Marcela aveva già trovato impiego come insegnante. Elisa e Marcela decisero di vivere insieme a Calo, dove Elisa lavorava. Nel 1889, Marcela fu trasferita a Dumbría mentre Elisa rimase a Calo, ma rimasero in contatto fino a quando Elisa non riuscì a farsi trasferire nella città in cui viveva Marcela.

Nel 1901 Marcela rimase incinta di un  uomo sconosciuto, e le due donne decisero di tentare di sposarsi. Non si sa se Marcela si fece appositamente mettere incinta per giustificare il matrimonio con Elisa o se il matrimonio fu riparatore di una gravidanza indesiderata, ma la soluzione che trovarono le giovani fu certamente originale.

Elisa assunse un aspetto maschile, si inventò un passato da uomo e si trasformò in Mario

Per inventarsi il passato di una persona prese come riferimento un suo cugino morto in un naufragio. Andò da padre Cortiella, parroco di San Jorge, e gli raccontò di essere uno spagnolo cresciuto a Londra, e così venne battezzata il 26 Maggio del 1901, ricevendo anche la comunione. Cortiella, del tutto all’oscuro riguardo l’identità della donna, sposò la coppia l’8 Giugno del 1901.

La Chiesa di San Giorgio (Igrexa de San Xurxo), a La Coruña, dove si sposarono Elisa e Marcela. Fotografia di Zarateman condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

La cerimonia fu breve e frugale, e i testimoni resero valida la sua celebrazione. Mario (alias Elisa) e Marcela passarono la prima notte di matrimonio nella pensione Corcubión, sulla strada di San Andrés.

Ma le voci, si sa, corrono veloci

Il matrimonio iniziò presto ad essere additato come “senza uomo”, e i giornalisti si interessarono della vicenda. Dopo lo scandalo fatto scoppiare dai giornali, Mario e Marcela persero il posto di lavoro, e il parroco volle far verificare a un medico il sesso di Mario. Questi acconsentì, e quando il medico emise il verdetto tentò di farsi passare per un ermafrodita la cui doppia sessualità era stata riconosciuta a Londra. Ma fu tutto inutile. Il parroco scomunicò le due donne e Mario e Marcela furono braccate dalla polizia.

Marcela ed Elisa dopo il loro arresto:

La coppia tentò di rifugiarsi in Portogallo, a Oporto, dove il 18 Agosto del 1901 furono arrestate, processate e prosciolte. E proprio a Oporto nacque la figlia di Marcela, Pepe, che divenne la bambina della coppia. Per evitare la probabile estradizione in Spagna le donne scapparono in Argentina, a Buenos Aires, dove si stabilirono definitivamente.

Un paio di anni dopo esser giunte nella capitale argentina Elisa, questa volta con lo pseudonimo di Maria, sposò Christian Jensen, un ricchissimo immigrato danese di 24 anni più anziano di lei. Marcela fu fatta passare per sua sorella, con il nome fasullo di Carmen, e la coppia di donne si stabilì a casa di Jensen con la figlioletta.

Ma anche in questo caso l’inganno venne a galla

Elisa non volle consumare il rapporto con Christian, e l’uomo sporse denuncia alle autorità, accusando Elisa di non essere una donna. In questo caso Elisa riuscì a provare con facilità il proprio sesso femminile di fronte a 3 esami medici, e il matrimonio non fu annullato.

Ma qui, purtroppo, finisce il racconto storico. Come spesso accade quando si affrontano le vicende del passato, non appena scompaiono incartamenti riguardo processi, acquisti, nascite o matrimoni anche la storia delle persone svanisce con esse.

Nel 1909 la stampa messicana riportò la notizia che Elisa si fosse suicidata a Veracruz, ma questa non fu mai confermata. A distanza di un secolo, della relazione fra Marcela ed Eliza rimane almeno una discendente, Graciela Moure, che ha raccontato a The Telegraph di aver scoperto della relazione omosessuale della nonna grazie alle immagini del film Netflix che ha raccontato il caso l’anno scorso e di cui sotto trovate il trailer.

A distanza di più di un secolo, quel matrimonio non è mai stato annullato dalla Chiesa né dal registro civile, e rappresenta il primo matrimonio legale fra due persone dello stesso sesso mai celebrato dai tempi dell’Impero Romano.

Anche se quel che successe alle due donne non è storia nota, di loro rimane il coraggio e l’amore che, a dispetto del giudizio della legge e del popolo dell’epoca, sarà celebre per sempre.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...