Durante il XVII° Secolo Venezia era uno dei centri principali della cultura mondiale, ed Elena Lucrezia Cornaro Piscopia fu uno dei suoi personaggi più famosi. La Cornaro fu infatti la prima donna laureata della storia, un’onorificenza riconosciuta dall’Università di Padova (allora Studio di Padova) con rettore il cardinale Gregorio Barbarigo, che fu fondamentale nella scelta della materia cui riconoscere il titolo di “Dottore” alla donna. La proposta del padre, Giovan Battista Cornaro, era infatti di laureare Elena in Teologia, una materia considerata esclusivo appannaggio degli uomini. Il Cardinale dal canto suo non volle saperne di rendere una donna competente in “materia Divina”, e così i due raggiunsero un accordo: la Cornaro si sarebbe laureata in Filosofia.

Sotto: Elena Cornaro

Elena-Cornaro-RitrattoUna Laurea tutt’altro che emancipata

Elena Cornaro viene quindi a ragione considerata la prima donna laureata della storia, ma il conseguimento del titolo fu tutt’altro che una conquista femminile, espressione delle proprie abilità e conoscenze. Elena fu infatti un’erudita riservata, addirittura oblata Benedettina già a 21 anni, assai poco avvezza a scalate di potere, peraltro impraticabili visto il proprio sesso. La famiglia della Cornaro, invece, era assetata di riconoscimenti nobiliari e accademici, essendo esclusa dagli incarichi di potere Veneziani ormai da molti secoli. In particolare il padre, Giovan Battista Cornaro, passò la propria vita ad inseguire riconoscimenti e titoli. La madre di Elena era di modestissime origini, e per questo l’iscrizione al Libro d’Oro della Nobilità dei due uomini figli della coppia, Francesco e Girolamo, costò 104.000 ducati.

Sotto: Ca’ Loredan, il palazzo della Famiglia Corner, a Venezia

Ca'Loredan-VeneziaGiovan Battista si rese presto conto delle qualità intellettuali della figlia, e pensò di sfruttare a proprio vantaggio la curiosità del vedere una donna dell’epoca tanto erudita. Le assicurò insegnanti di livello accademico per tutte le materie: Greco, Latino, Ebraico, Teologia, Scienze e molte altre furono le discipline in cui si impegnò Elena, diventando probabilmente la donna più colta della propria epoca.

La fama di persona di cultura ben presto le consentì l’iscrizione alle Accademie di Siena, Roma, Padova, Brescia e Venezia, e iniziò ad essere contattata anche da personaggi esteri per questioni culturali. Naturalmente il padre non si accontentò della fama, ben sapendo che un titolo era un riconoscimento di fondamentale importanza per il prestigio della famiglia.

Sotto, ritratto di Elena Cornaro a Padova:

Ritratto-Elena-Cornaro-11Dal canto suo Elena era assai poco interessata alla laurea, un riconoscimento terreno che, per una persona tanto devota alla spiritualità, era di poco valore. Per assecondare il volere paterno, però, il 25 Giugno del 1678 la Cornaro divenne dottore in Filosofia presso l’Università di Padova, a seguito della disputa citata poc’anzi col Cardinal Barbarigo. Durante la dissertazione accorsero centinaia di persone, eruditi e nobili dell’epoca ma anche una folla di curiosi, che assistettero appunto all’Unicum di una donna laureata.

Sotto, un disegno di Giuseppe Gatteri che descrive la laurea della Cornaro:

Elena-Cornaro-Laurea

Elena Cornaro ricevette quindi il riconoscimento accademico alla propria erudizione, un traguardo che ispirò in seguito moltissime donne nell’intraprendere gli studi universitari.

La sua eredità

Pochi anni dopo la laurea Elena morì. Il 26 Luglio del 1684 si spense infatti nella sua casa di Padova, città nella quale si era stabilita, lasciando precisi ordini che i suoi scritti fossero distrutti alla morte. Ad oggi ci rimangono solo alcune poesie auliche di argomento religioso e una traduzione dallo spagnolo di tale Giovanni Lanspergio. Benedetto Croce definì nullo il valore letterario delle pochissime opere rimaste, e di altri suoi scritti non v’è traccia.

Sotto, la targa dedicata alla Cornaro a Padova:

Elena-Cornaro-PiscopiaLa laurea di Elena Cornaro non fu certamente un esempio reale di emancipazione e ambizione, ma piuttosto una serie di fortuite coincidenze che consentirono al padre della ragazza di sfruttare la curiosità che una donna colta esercitava sui letterati dell’epoca. Vero è che, come tutti i “primi”, l’eredità di Elena è importantissima perché ha costituito, e costituisce tutt’oggi, un precedente fondamentale per il ruolo della donna nella società. A lei sono dedicati un Liceo di Milano e l’Istituto Alberghiero di Jesolo, oltre che un Cratere su Venere, la Biblioteca comunale di Episkopi a Cipro e altre opere minori.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...