Il 12 gennaio 1936 Edoardo sbarcò a Boulogne e salì subito sul treno speciale che doveva portarlo in Austria, ospite dei Baroni Rothschild. Era euforico, o forse troppo nervoso. Non avrebbe potuto incontrare Wallis Simpson fino al 3 maggio, data della sentenza definitiva di divorzio perché un loro incontro avrebbe potuto inficiarla.

Restava in costante contatto telefonico con Wallis, di nuovo serena e briosa nei preparativi per il matrimonio, che riusciva a risollevargli il morale nonostante i continui attacchi velenosi che gli venivano ancora lanciati da Baldwin e dall’arcivescovo di Canterbury.

In Francia i proprietari avevano messo a disposizione del Duca di Windsor e Wallis il castello di Condè per tutto il tempo a loro necessario, e il 3 maggio arrivò finalmente la telefonata da Londra:

Wallis era libera

Preso il primo treno, Edoardo si precipito da lei..

Il 12 maggio, data che doveva essere quella della sua incoronazione, Edoardo seguì alla radio quella del fratello. Nessun membro della casa reale avrebbe partecipato alle nozze e molti amici inglesi di Edoardo si defilarono, per rispetto al nuovo re.

Wallis ovviamente sostenne che era stata fatta la scrematura fra i veri amici

Edoardo desiderava una cerimonia religiosa, ma tutti i pastori interpellati rifiutarono. L’unico a offrirsi fu il reverendo Robert Jardine, il parroco ribelle che dichiarò che a nessun essere umano, reale o meno, si dovrebbe negare la benedizione delle nozze. Il poveretto ebbe grossi problemi al rientro in patria, dove venne completamente isolato.

Wallis scelse un abito di Mainbocher, di un tono di azzurro che venne chiamato “Blu Wallis” il quale, neppure dirlo, divenne di gran moda.

L’ultimo affronto dal governo inglese e dalla casa reale giunse quando il governo e il Re Giorgio VI informarono Edoardo che sua moglie e gli eventuali figli non avrebbero goduto del titolo di Altezza Reale. Per il Duca fu un enorme dolore che raffreddò notevolmente i suoi rapporti con la famiglia.

I due si sposarono il 3 giugno, prima con rito civile e poi religioso. Tutti riportano l’estrema commozione di Edoardo. Il loro matrimonio venne filmato ma non trasmesso in Inghilterra.

Il nuovo Primo Ministro inglese era Chamberlain, dal 28 Maggio 1937, che aveva adottato una politica pacifista. Al momento la potenza della Germania non era vista come una minaccia. Chamberlain era convinto di poter trattare con Hitler, aveva fatto concessioni al riarmo proprio per dimostrare che si poteva evitare la guerra. Ed è in quest’ottica che si deve guardare al viaggio dei Duchi in Germania. Che Edoardo avesse sempre avuto simpatie per la Germania è un fatto, che fosse nazista è tutt’altro.

Il Duca di Windsor a una parata militare d’onore delle SS durante il suo viaggio in Germania nel 1937. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Non bisogna dimenticare, quando si critica Edoardo, che nel 1936 tutte le nazioni avevano partecipato alle olimpiadi di Berlino, gli atleti avevano gareggiato sotto le bandiere con la svastica e i saluti nazisti. A parte qualche movimento che le voleva boicottare e messo subito in minoranza, tutto si svolse come da programma, nonostante gli ebrei fossero già esclusi dalle gare.

(Per capire il clima dell’epoca raffrontato a quello odierno una piccola parentesi sul razzismo tedesco: Nel film “Il colore della vittoria”, autobiografia dell’atleta di colore Jesse Owens, si osserva come Hitler si alzò in piedi e lo salutò. Chi invece non lo ricevette al rientro in America, fu Roosevelt, per non offendere gli stati del sud).

Ai primi di ottobre del 1937 i Windsor arrivarono in Germania, dove l’accoglienza fu trionfale e umanamente si può capire l’entusiasmo e la riconoscenza di Edoardo e Wallis, dopo gli affronti subiti in patria. I coniugi vennero trattati come veri re. Ovviamente videro solo quello che gli si voleva far vedere: una nazione in crescita, operosa, entusiasta e ordinata, senza fermarsi agli aspetti più atroci del nazismo e della sua politica razziale.

Edoardo ammise di essere stato abbindolato e strumentalizzato da Hitler e col tempo ne fu estremamente disgustato. Ormai l’etichetta di nazista gli era stata appiccicata addosso e stranamente molti, tuttora, lo definiscono in questo modo.

Il programmato tour negli Stati Uniti, dove i Duchi avrebbero dovuto incontrare Roosevelt, fu infine annullato. Gli inglesi non volevano che Edoardo diventasse troppo famoso, che passasse quasi per una vittima, un martire.

Edoardo e Wallis si stabilirono in Francia a La Croe, in riviera, senza occupazioni tranne godersi la vita. Chamberlain continuava con la sua politica pacifista e il 1938 passò ancora in un clima tranquillo, nonostante l’annessione alla Germania dei Sudeti e dell’Austria,

Solo Churchill era preoccupato per l’imminente arrivo della guerra, che infine scoppiò

Il 3 settembre i Windsor vennero prelevati a Cherbourg e portati in Inghilterra, ma non come avrebbe voluto Edoardo. A Portsmouth c’era solo un picchetto d’onore mandato da Churchill e per i coniugi non era prevista nessuna residenza, finendo ospitati da amici.

A Edoardo fu offerta la scelta fra un incarico in Galles e uno in Francia. Scelse il Galles, ma lo spedirono in Francia per non farlo restare sul suolo inglese dove poteva offuscare la fama del re.

L’incarico era puramente onorifico, la Francia non era ancora in guerra e i Windsor tornarono a La Croè. Ma il 10 giugno del 1940 cambiò tutto. I Windsor si trasferirono in Spagna, controllati sia dal servizio segreto inglese sia da quello tedesco. I tedeschi ambivano a Edoardo come re fantoccio da porre sul trono inglese dopo la sicura vittoria, e volevano rapirlo.

Gli inglesi non lo volevano in Spagna, nazione amica della Germania, e volevano riportarlo in Inghilterra dove Edoardo si rifiutava di andare se Wallis non fosse stata riconosciuta come membro della famiglia. I rapporti di Churchill col duca si raffreddarono, e il primo ministro aveva ben altro a cui pensare che non ai capricci di Edoardo. Il risultato fu quello che Wallis definì la “Sant’Elena del 1940” l’incarico di governatore del marito alle Bahamas.

Mentre i Duchi erano in viaggio cominciò l’attacco all’Inghilterra

La vita a Nassau, per quanto fosse serena rispetto allo scenario di guerra europeo, era un incubo per i duchi. Clima orribile e insetti combinati alla noia mortale. Wallis si occupava di Croce Rossa ed Edoardo della carica di governatore, ma questa non era certo la vita che avevano sognato. Edoardo sperò di convincere Roosevelt ad appoggiare la sua candidatura ad ambasciatore del Regno Unito, ma infine arrivò il veto inglese.

Re Edoardo VIII con il presidente turco Mustafa Kemal Atatürk nel settembre 1936:

Al rientro in Francia nel 1945, Edoardo sperava sempre in un incarico ufficiale da parte del re o di poter rientrare in Inghilterra in famiglia con Wallis. Tutto fu inutile. Per Wallis Simpson le porte erano sempre chiuse. I due si trasferirono a Parigi, ai margini di Bois de Boulogne, in una villa di proprietà comunale che venne loro affittata a un prezzo simbolico.

In seguito acquistarono un vecchio mulino, le Moulin de la Tuilerie, chiamato “The Mill” da Edoardo, che ristrutturarono per farne una casa da week end, l’unica casa che acquistarono nella loro vita. Qui Edoardo si poteva sbizzarrire col suo hobby preferito insieme al golf, il giardinaggio.

La loro vita sociale continuò fino a tarda età, i Windsor erano sempre sulle prime pagine di tanti giornali scandalistici del mondo. Indubbiamente si amarono molto, Edoardo fu sempre incantato da Wallis, il fiore sul cuscino tutte le sere, e scatenava ira verso chi non la trattava col dovuto rispetto, sempre pronto ad accorrere ad ogni richiamo e a preoccuparsi per lei. Alla prima del film “A King’s story”, documentario narrato da Orson Welles, Edoardo pianse per tutta la durata. Wallis disse che così il mondo avrebbe capito a cosa aveva rinunciato. E lui rispose:

Per tutto quello che ho ricevuto in cambio con te, ho rinunciato a molto poco

Ed è una meravigliosa dichiarazione d’amore.

Nel 1952 morì Giorgio VI. Edoardo tornò a Londra per i funerali, ma senza Wallis. La nuova regina, Elisabetta, era la sua nipote preferita e il Duca sperava che le cose potessero cambiare e di poter ritornare in Inghilterra. Sarebbe bastato un invito esteso a Wallis per appianare tutto.

Elisabetta si consultò col governo che oppose un netto rifiuto

L’anno seguente morì la regina madre, e ancora una volta Edoardo andò al funerale senza Wallis, che solo per la commemorazione fu invitata insieme a Edoardo. Questa fu la sua prima apparizione ufficiale nel Regno Unito.

Una delle ultime uscite ufficiali di Edoardo, duca di Windsor (a destra), al fianco del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon (al centro) e alla moglie Wallis Simpson (a sinistra), nel 1970:

Nonostante gli inglesi volessero il ritorno dei Duchi di Windsor, la famiglia reale non fece nulla, anzi, durante le visite della regina in Francia, per non creare imbarazzo, facevano capire ai Duchi che una loro assenza da Parigi sarebbe stata gradita.

La salute di Edoardo declinava e gli venne diagnosticato un cancro alla gola. I Windsor avevano deciso di farsi seppellire a Baltimora, ma i reali, temendo che la gente lo avrebbe considerato un insulto a un ex-re, decisero che le tombe sarebbero state a Windsor, precisamente a Frogmore.

Nel maggio 1972 Edoardo era ormai alla fine. La regina Elisabetta andò a trovarlo, giusto una ventina di minuti fra i vari impegni di una visita ufficiale, insieme al marito Filippo e al figlio Carlo.

Cosa si dissero non si saprà mai

Edoardo morì il 28 maggio 1972, e uno dei primi ad arrivare a porgere le condoglianze fu Umberto di Savoia, i due avevano scherzato sempre brindando “ai due re”.

La salma fu portata in Inghilterra, e per il trasporto di Wallis Elisabetta inviò il suo aereo personale. Durante il soggiorno venne ospitata a Buckingham Palace, Elisabetta pranzò con lei e Carlo la chiamò zia Wallis. Questo, infine, poteva solo accrescere il suo dolore. Edoardo aveva aspettato una vita un piccolo gesto di riconoscimento per la moglie, che venne infine fatto soltanto dopo la sua morte.

Dopo il funerale Wallis volle rientrare in Francia, e nessun membro della famiglia la accompagnò all’aeroporto.

Wallis morì il 24 aprile 1986 dopo che già da anni soffriva di demenza senile. Fu sepolta accanto a Edoardo, e la famiglia reale partecipò al funerale e alla sepoltura.

Wallis lasciò tutti gli arredi della casa alla Francia che li aveva ospitati, gli altri beni e i suoi gioielli andarono all’asta a favore dell’Istituto Pasteur.

Il valore dei suoi preziosi raggiunse l’astronomica cifra di 45 milioni di sterline

Nel suo spogliatoio aveva sempre conservato, incorniciato, il messaggio scritto a mano da Edoardo, sulla carta con lo stemma reale:

My friend, with thee to live alone, Me Think we’re better than to own a crown, a sceptre and a throne – Amica mia, vivere solo con te penso sia stato meglio che avere una corona, uno scettro e un trono”.

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.