A 165 anni dalla sua morte Edgar Allen Poe fa ritorno nella sua città natale di Boston. L’artista e scultrice Stefanie Rocknak ha realizzato una statua del celebre scrittore vicino alla stazione della città del Massachussets, battendo la concorrenza di altri 265 artisti provenienti da 13 paesi del mondo. La figura di Poe, realizzata a grandezza naturale, lo raffigura mentre cammina con la giacca alzata dal vento, una valigetta in mano e con alcune carte che ne fuoriescono sospinte dall’aria, mentre un corvo, l’animale simbolo per l’inquietante poesia cui viene associato l’autore stesso, gli svolazza al fianco.

Fotografia di Ted McGrath condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

Per presentare la propria idea, la Rocknak ​​ha commentato: “Propongo di realizzare una figura a grandezza naturale di Poe in bronzo. Appena fuori dalla stazione, dovrebbe camminare in direzione sud verso il luogo di nascita, dove i suoi genitori vivevano. Poe, con un baule pieno di idee di successo, torna finalmente a casa”.

La scultura è stata infine posizionata a soli due isolati da dove è nato Poe, e Robert Pinsky, professore a Boston e uno dei responsabili del progetto, ha commentato: “Ho voluto che fosse accessibile, così abbiamo realizzato una scultura a grandezza naturale, che raffigura un Poe trionfante, che ritorna con fiducia, dopo 165 anni di successo letterario, alla sua casa natale. L’immagine è evidente e immediata, dove il corvo rappresenta la fama mondiale e la resistenza nel tempo dell’opera del grande poeta. Il baule pieno di documenti simboleggia la portata e la potenza del suo lavoro, mentre le pagine finali sono incise con i testi pubblicati dall’autore riguardanti Boston“.

Come noto, la morte di Poe è avvolta nel più totale mistero, come raccontato splendidamente in questo articolo.

 

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...