Non sappiamo molto della vita del fotografo dilettante David Granick. Quel che sappiamo è che nacque a Stepney, una zona dell’East End di Londra, nel 1912, figlio di Anne Rabinovitch e Jonah Granick. All’età di circa 50 anni iniziò a fotografare il quartiere in cui era nato e cresciuto. Il lavoro documentario di Granick assume una dimensione di ampio valore anche perché David era una persona precisissima: su ogni immagine annotava non solo la data, ma anche il luogo dello scatto. Poco prima di morire, nel 1980, Granick chiese di donare le sue diapositive alla biblioteca di storia locale di Tower Hamlets.

Al di là di queste informazioni non sappiamo molto altro del lavoro del fotografo, e le sue immagini rimasero dimenticate per oltre 40 anni, sino al 2017, quando il fotografo Chris Dorley-Brown vide il suo lavoro negli archivi della Tower Hamlets.

Mile End Road, 1977:

Dorley-Brown descrive il suo approccio alla fotografia di Granick: “Sono rimasto assolutamente colpito da queste immagini. Ho sempre sospettato che esistesse una grande collezione di fotografie a colori dell’East End di Londra scattate durante questo periodo, ma non sapevo dove trovarle“.

Whitechapel Road, 1965:

Il territorio delle immagini, storicamente una delle zone più malfamate di Londra, teatro alcuni decenni prima degli omicidi di Jack lo Squartatore, era stato oggetto di assidui bombardamenti durante la guerra, e molti degli squarci provocati dai tedeschi erano ancora visibili durante il periodo in cui documentò l’area Granick, a circa 20 anni dalla fine della guerra.

Sotto, Spitalfields Market, 1973:

Dorley-Brown spiega che: “L’East End stava cambiando rapidamente durante questi decenni. L’area era malandata e la mia sensazione è che Granick volesse preservare questo malinconico mood post-bellico, quindi è davvero l’ultimo assaggio di un paradiso perduto“.

Watney Market, 1974:

Questo stato d’animo è trasmesso sia dai toni delle pellicole Kodachrome usate da Granick sia dalle sue scelte stilistiche. “L’illuminazione e le composizioni sono molto precise, c’è tanta cura nelle decisioni che ha preso, cosa includere, cosa escludere. Londra è visivamente piuttosto caotica, non è un posto facile da fotografare bene“.

Gardiner’s Corner, 1963:

Quasi tutte le opere di Granick vennero scattate su Kodachrome 64, un tipo di pellicola a colori che è ormai solo un ricordo del passato. “La rarità delle immagini a colori d’archivio rende questi oggetti unici. Grazie a Dio Granick scattò su Kodachrome, un formato tanto stabile che le fotografie sono a un livello qualitativo identico al giorno in cui furono scattate“.

In una foto, una casa abbandonata si trova sotto l’allora nuovissima Stifford Estates di 17 piani a Stepney Green. In un’altra, una donna anziana con un cardigan rosa è ferma sulla soglia; la casa accanto è stata demolita, ma la carta da parati floreale è ancora visibile sul lato dell’edificio. Un’altra mostra un uomo che tira un cavallo e un carretto lungo Three Colt Street, indicando la fotocamera. Dietro di lui c’è il campanile di una chiesa del 17 ° secolo, St Anne, e una gru.

Sotto, gli Stifford Estate, 1961:

Una signora in tuta rosa con la casa coperta di carta da parati, nel 1977:

Three Colt Street, 1975:

“L’emergere di queste immagini è molto attuale. La velocità di sviluppo dell’East End di Londra è oggi fuori controllo, queste fotografie ci ricordano cosa potrebbe andare perso“. Le immagini di Granick sono recentemente divenute un libro: The East End in Color 1960-1980, disponibile su Amazon.

Categorie: Fotografia

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...