E se la Regina Elisabetta I fosse stata in realtà un uomo?

E’ possibile che Elisabetta I, la regina che regnò in Inghilterra dal 1558 al 1603, passata alla storia come the Virgin Queen, la regina Vergine, nascondesse gelosamente il segreto della sua vera identità?

La sovrana regnò per oltre 40 anni con abilità e astuzia politica, tanto che la nazione crebbe in prosperità e potenza, e l’ epoca elisabettiana è ricordata come la “Golden Age” dell’Inghilterra. Eppure, nei primi 10 anni del suo regno, l’idea che una donna potesse regnare sola, senza un consorte, appariva insolita e scandalosa. Nonostante le pressioni del Parlamento e le insistenze del Privy Council, Elisabetta preferì graziosamente declinare le proposte di matrimonio che le giungevano dalle teste coronate di ogni parte d’Europa e dai migliori partiti del regno e non procreò un erede al trono. “Sono già sposata, e il mio sposo è il regno d’Inghilterra” soleva ripetere, e incoraggiò il mito della regina casta dedita anima e corpo al suo popolo, la Vergin Queen, appunto.

La determinazione di Elisabetta a non sposarsi e a non fare figli destò ai tempi molte domande, e rimane ancor oggi un interrogativo aperto cui molte risposte sono state addotte dagli storici, ma senz’altro la più curiosa è quella di natura biologica.

Ritratto anonimo di Elisabetta I

La teoria che Elisabetta I fosse in realtà un uomo può suonare improbabile, ma non implausibile come potrebbe sembrare di primo acchito, e risale a una tradizione lontana nel tempo, che fu riportata da Bram Stoker , il famoso autore del romanzo gotico Dracula, nel suo libro Famous Impostors del 1910.

Visitando il villaggio di Bisley, nella zona collinosa di Cotswold, Bram Stoker si accorse con stupore che durante i festeggiamenti del May Day , la Regina del Maggio non era scelta fra le fanciulle ma fra i giovanetti. Da secoli, a rivestire abiti elisabettiani femminili a Bisley era invariabilmente un ragazzo. Indagando sulla strana tradizione, lo scrittore scoprì una peculiare leggenda locale, tramandata di generazione in generazione, non priva però di qualche fondamento storico.

Il racconto narra che nel 1542 la principessa Elisabetta, all’età di circa 9 anni, fu portata nel villaggio di Bisley nel Gloucestershire dai suoi custodi, la governante, Lady Kat Ashley, e il gentiluomo Thomas Parry, per sfuggire a un’epidemia di peste a Londra. Erano alloggiati a Overcourt House, un casino da caccia del re, edificio ancora oggi visibile.

Qui il Re, Enrico VIII di tanto in tanto si recava a farle visita. Ma accadde che una volta, poco prima dell’arrivo del Re, la bambina si ammalò e morì. La governante cui era stata affidata, terrorizzata dalla collera di Enrico, che non ci pensava due volte a far decapitare i malcapitati che incorrevano nelle sue ire, si ricordò di un compagno di giochi di Elisabetta, un bambino dai capelli rossicci che le assomigliava, e vestitolo con i sontuosi abiti della principessa, lo fece passare per lei. Il Re come al solito si limitò a dare un’occhiata frettolosa a quella figlia di serie B, figlia di una madre – Anna Bolena – che aveva fatto decapitare. Del resto, la bambina, intimidita dalla soggezione che la figura paterna incuteva, non osava mai avvicinarglisi troppo. Dopo che tutto filò liscio, il segreto fu gelosamente custodito dai pochi intimi che rimasero fedelmente accanto a Elisabetta.

Enrico VIII

A confortare questa ipotesi, c’è chi fa notare il pesante trucco a base di biacca che la Regina era solita portare, le parrucche che mascheravano la calvizie, gli alti colletti e le collane che nascondere il collo, le lunghe mani, l’abilità di cavallerizza, sport nel quale eccelleva anche rispetto ai migliori cavalieri, nonché i suoi discorsi, nei quali rivendicava qualità di forza e coraggio maschili. Famoso il discorso di Tilbury in attesa di combattere contro l’Invicibile Armata: “So di possedere il corpo debole e fragile di una donna, ma ho il cuore e lo stomaco di un re, e di un re d’Inghilterra per giunta”.

Del resto, nulla di sicuro si sa in merito alla vita amorosa e sessuale della Regina. E’ vero che le si attribuiscono amanti e favoriti, primo fra tutti Robert Dudley, con cui avrebbe intrecciato flirt durante balli e ricevimenti a corte, ma è impossibile dire fino a che punto di intimità tali relazioni si siano spinte. Va ricordato che non esistevano luoghi intimi in una corte rinascimentale: persino la consumazione dei matrimoni era di pubblico dominio.

Elisabetta aveva guardie alla porte della camera da letto e dame di compagnia che la seguivano ovunque. In un’unica occasione il suo giovane favorito Robert Devereux, conte di Essex, oltrepassò le guardie e sorprese la Regina in déshabillé nelle sue stanze private, incorrendo nella sua severa disapprovazione col suo comportamento sconveniente. Un amante non sarebbe passata inosservato, quindi, e con buona pace di alcuni film storicamente poco accurati che danno per scontate frequentazioni intime di Elisabetta, in realtà non esistono certezze in proposito. Ma soprattutto rimane aperto l’interrogativo sulla sua rinuncia ad avere figli, pur nella consapevolezza che con lei la dinastia Tudor si sarebbe estinta. Infine, fanno notare i sostenitori dell’ipotesi del Bisley Boy, Elisabetta proibì tassativamente di condurre un’autopsia sul suo corpo e di imbalsamarlo. Ad oggi la sua tomba nell’Abbazia di Westminster non è mai stata violata.

Quanto al corpo della vera principessina, sarebbe stata sepolto in tutta fretta in un sarcofago di pietra, dove fu ritrovato 300 anni dopo, nel corso di lavori a Overcourt House. Il reverendo Thomas Keeble riferì di aver trovato lo scheletro di una bambina in abiti in elisabettiani e di averlo riseppellito altrove. Peccato si ignori dove sarebbe stato riseppellito!

Leggenda intrigante, ma forse solo un modo per esorcizzare la difficoltà maschile ad accettare una donna al potere….

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