Fino a non troppo tempo fa i resti umani più antichi scoperti in Polonia erano considerati tre molari, trovati nella grotta Stajnia, nell’altopiano di Cracovia-Czestochowa, tre denti che risalivano a un periodo fra i 42 e i 52 mila anni fa. Nel 2013 furono scoperti due ossa di falangi che non solo avrebbero ridefinito l’epoca in cui i primi uomini hanno colonizzato queste terre, ma avrebbero fornito informazioni molto dettagliate della difficilissima vita dei primi uomini nord-Europei.

Secondo le ultime ricerche, pubblicate su Science in Poland, le falangi scoperte nella grotta Ciemna appartengono a un bambino Neanderthal morto 115.000 anni fa e mangiato da un gigantesco uccello preistorico. L’identificazione è stata confermata dalla dott.ssa Anita Szczepanek dell’Università Jagellonica di Cracovia e dal professor Erik Trinkaus della Washington University di St. Louis, nel Missouri.

Le falangi presentano decine di micro-fori

Pavel Valde-Nowak, dell’Istituto di archeologia dell’Università Jagellonica, spiega che questo tipo di erosione dell’osso non è naturale, e indica il passaggio attraverso l’intestino di un grosso uccello preistorico. Le ossa non sono più lunghe di un centimetro, e il loro poverissimo stato di conservazione impedisce di effettuare un test del DNA. Il professore prosegue spiegando che non vi sono dubbi che queste siano ossa di un Neanderthal, poiché provengono da uno strato profondo della grotta, ad alcuni metri sotto la superficie attuale. Allo stesso livello sono stati trovati anche dei tipici strumenti in pietra dei Neanderthal.

Sotto, la comparazione fra gli antichissimi “Uccelli del Terrore”, vissuti fra i 60 e i 2 milioni di anni fa (quindi non “imputati” nell’aver mangiato il bimbo), e un essere umano. 1. Dinornis novaezelandiae (alto 3 metri). 2. Emeus crassus (alto 1,8 metri). 3. Anomalopteryx didiformis (alto 1,3 metri). 4. Dinornis robustus (alto 3,6 metri):

Le ossa finirono mescolate ad altre di altri animali, e solo quest’anno i ricercatori si sono resi conto che si trattava di resti umani

L’uccello potrebbe aver attaccato e mangiato un bambino, fra i 5 e i 7 anni circa, oppure potrebbe averlo trovato già morto e consumato come carcassa, i resti fossili non possono indicarci come si svolse la vicenda.

Una terza ipotesi è che l’animale abbia attaccato il piccolo staccandogli soltanto le dita

Ad ogni modo la specie di uccello che ha mangiato il bambino, o almeno le sue dita, non è conosciuta, e solo scoperte successive, magari nella stessa grotta, potranno fornire maggiori indicazioni.

Sotto, una fase degli scavi nella grotta Ciemna, fotografia di Paweł Valde-Nowak:

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