Vienna, fine 1888. Rodolfo d’Asburgo-Lorena è uno dei giovani più potenti d’Europa. Figlio dell’imperatore Francesco Giuseppe e di Elisabetta di Baviera (passata alla storia con il nomignolo di Sissi), è l’erede al trono del vasto Impero austroungarico. Rodolfo è sposato da sette anni con la principessa Stefania del Belgio, figlia del re belga Leopoldo II e di Maria Enrichetta d’Asburgo-Lorena.

Una vita agiata con un orizzonte ancora più radioso di regnante. Cosa potrebbe desiderare di più un giovane di fine Ottocento?

Rodolfo è un uomo molto sensibile e deciso, anche se forse un po’ troppo malinconico e schivo. In pochi infatti sanno cosa si nasconde nel suo cuore. Da qualche settimana di quell’autunno ha conosciuto una giovane ragazza che lo ha letteralmente conquistato. La donna si chiama Maria Vetsera.

Ma andiamo con ordine. Il matrimonio tra Rodolfo e Stefania è compromesso da tempo. I due nel 1883 hanno dato alla luce la loro prima e unica figlia, l’arciduchessa Elisabetta Maria, ma in quel 1888 il loro rapporto è ormai logoro. Le incomprensioni e i litigi sono divenuti irrisolvibili e sono già stati sostituiti da un gelido silenzio che non esige più alcuna soluzione.

La principessa Stefania con Rodolfo:

In questo contesto il principe Rodolfo si trova un pomeriggio al parco Prater di Vienna. Qui incrocia lo sguardo per la prima volta con Maria Vetsera, una baronessa di appena 17 anni, la cui famiglia era originaria di Úzor (oggi Kvetoslavov), un piccolo paesello a sud di Bratislava.

È amore a prima vista per entrambi

Maria si informa sulle parentele del giovane principe e scopre che ha un legame con la contessa Maria Luisa Larisch Von Moennich, una sua amica. La contessa avrà un ruolo determinante in tutta la vicenda. Allo stesso tempo Rodolfo, folgorato dalla grazia ed eleganza della ragazza, doti ormai sepolte nella legittima moglie, confida alla stessa contessa Maria Luisa di volere incontrare Maria.

Sotto, la Contessa Maria Vetsera:

La contessa Larisch si pone in questo modo da intermediaria tra la baronessa Maria e l’erede al trono. A novembre 1888 i due innamorati riescono a incontrarsi. Scrive il kronprinz Rodolfo: “Maria non aspira alla parte di una Madame de Pompadour. Il mio rango le è indifferente, lei è solamente una donna che mi ama. Ne ho conosciute molte, anche di molto più belle, ma non ho mai trovato un cuore più fedele“.

È vero amore

Gli incontri tra i due amanti si susseguono, sempre con la regia della contessa Maria Luisa, che organizza e copre la tresca. Almeno fin quando può, perché con l’inizio del nuovo anno le voci di una relazione fuori dal matrimonio dell’erede al trono di Austria-Ungheria giungono a palazzo.

È scandalo a corte. L’imperatore Francesco Giuseppe decide di chiamare a un colloquio privato il figlio. Inizialmente è il giovane principe a prendere il controllo della discussione e supplica il padre di rompere il matrimonio con Stefania perché il suo cuore ormai appartiene solo a Maria.

Rodolfo minaccia, inoltre, di uccidersi se il padre gli rifiutasse quella supplica

Parole terribili da sentir pronunciare a un figlio, ma il sovrano è inamovibile: Rodolfo deve immediatamente lasciare quella ragazza. La ragazza, intanto, rimane incinta. Rodolfo deve far qualcosa, e contro il volere del padre scrive a Leone XIII pregando di poter avere lo scioglimento del matrimonio con Stefania. Il pontefice è indignato dell’assurda richiesta del nobile e rifiuta fermamente.

La storia tra Rodolfo e Maria assume rapidamente le fattezze del dramma

È il 29 gennaio 1889, e il principe decide di lasciare il palazzo reale viennese e di trasferirsi al castello di Mayerling, un distretto di Alland, città a 30 chilometri a sud-est della capitale. Poche ore dopo viene raggiunto dalla sua Maria Vetsera. Sembra una fuga d’amore in pieno stile in contrasto ai genitori dissidenti.

I due giovani si chiudono in una camera della tenuta di Mayerling, ma non per abbandonarsi alla lussuria. Infatti Rodolfo ha incaricato un domestico del castello di non far entrare nessuno e di non chiamarlo per nessuna ragione.

Non è ancora sorta l’alba del 30 gennaio che il servo viene raggiunto di nuovo dal principe che gli ordina, senza dare ulteriori informazioni, di legare i cavalli fuori nel cortile.

Passano pochi istanti e nel silenzio del castello di Mayerling rimbombano due spari

Il domestico ritorna nel castello insieme al conte Hoyos e insieme sfondano la porta della camera di Rodolfo chiusa dall’interno. Nella stanza ci sono i corpi senza vita del principe Rodolfo e di Maria Vetsera. I due hanno la testa trafitta da un colpo di pistola.

Sullo scrittoio vengono ritrovate una serie di lettere. Maria ha scritto alla contessa Maria Luisa, ringraziandola di avergli permesso di conoscere l’amato principe, e alla sorella e alla madre, cui chiede perdono: “Sono più felice nella morte che nella vita. La tua Maria“.

Anche il kronprinz lascia una tragica lettera diretta alla moglie Stefania nella quale le raccomanda di stare sempre accanto alla loro bambina.

La famiglia reale viene avvertita della notizia del doppio suicidio. Perché di suicidio si tratta: Rodolfo ha prima sparato all’amata Maria e poi ha diretto la pistola verso se stesso. L’imperatore Francesco Giuseppe e l’imperatrice Sissi sono sconvolti, ma il sovrano decide di tener nascosta la notizia del suicidio e spinge perché venga telegrafata la notizia che la morte dell’erede al trono sia dovuta a un incidente di caccia. Un tentativo che dura appena poche ore prima che emerga tutta la verità sul dramma consumato a Mayerling.

Sissi d’Austria vestita a lutto per la morte del figlio:

Il principe ereditario Rodolfo riceve da Leone XIII funerali religiosi, nonostante l’omicidio/suicidio, e viene seppellito come tutti gli Asburgo nella Cripta imperiale dei cappuccini a Vienna. Francesco Giuseppe dedicherà il castello di Mayerling, il luogo della tragedia, alla memoria del figlio.

La salma della baronessa Maria, invece, subito dopo la scoperta del doppio suicidio d’amore viene trasportata al monastero di Heiligenkreuz; qui viene seppellita in fretta senza che la madre possa rivederla per l’ultima volta per darle l’estremo saluto.

Sulla vicenda di Mayerling cominciano presto ad aleggiare strani sospetti data la frettolosità con cui il caso viene risolto. È così che decine e decine di versioni più o meno fantasiose saranno divulgate nel corso dei decenni. Una delle quali ricostruita anche da un 27-enne Benito Mussolini sulle pagine de Il popolo di Trento.

Sotto, Rodolfo sul letto di morte con la testa coperta da una fascia per coprire la distruzione operata dal proiettile:

Il futuro dittatore di Italia avanza l’ipotesi che Maria abbia evirato l’amante per vendetta. Questi, poi, l’avrebbe uccisa con un colpo di pistola e successivamente avrebbe rivolto verso di sé l’arma per la disperazione.

Un’altra tragica teoria vuole che Maria Vetsera sia deceduta dissanguata per via di un aborto male eseguito e che Rodolfo, sconvolto, abbia deciso di seguirla all’altro mondo suicidandosi.

Morto l’erede al trono austroungarico il titolo passerà prima al fratello di Francesco Giuseppe, l’arciduca Carlo Ludovico, poi, dopo la sua morte, al figlio di quest’ultimo, l’arciduca Francesco Ferdinando, celeberrimo per l’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, casus belli della Prima guerra mondiale. Dopo la morte dell’imperatore Francesco Giuseppe, il 21 novembre 1916, a salire per l’ultima volta sul trono dell’Impero d’Austria e Ungheria sarà Carlo I d’Austria.

Sotto, la lettera di Rodolfo alla moglie:

La lettera d’addio scritta dal principe Rodolfo alla moglie Stefania è custodita al museo di Mayerling. Nel 2015, invece, ha rivisto la luce una delle lettere scritte da Maria Vetsera, rimasta sepolta per oltre 90 anni negli archivi della Schoeller Bank.

Categorie: Misteri

Antonio Pagliuso

Antonio Pagliuso

Appassionato di viaggi, libri e cucina, si vede tra vent'anni come un moderno Mattia Pascal; mal che vada ripiegherà sul personaggio di Raskol'nikov. Autore del noir "Gli occhi neri che non guardo più" e ideatore della rassegna culturale "Suicidi letterari".