Donna muore sull’Everest mentre tenta di dimostrare che “I Vegani possono fare tutto”

Sembra una notizia di quelle “Bufale” che ormai ammorbano Facebook da tanto è assurda, ma purtroppo la morte di Maria Strydom è una triste realtà. La donna, australiana di Melbourne, ha tentato la scalata al monte Everest con il marito Robert Gropel durante la settimana appena trascorsa, e sabato è purtroppo deceduta per un malore (Ictus) e per la mancanza di ossigeno ad alta quota, preceduta della famosa “cecità da neve”. La Strydom, trentaquattrenne docente universitaria a Melbourne, aveva tentato l’impresa ufficialmente per dimostrare che “I Vegani non sono deboli“, ed è morta durante la fase di discesa dalla vetta più alta del mondo.

La Strydom era tutt’altro che una novellina, anzi, era un’alpinista esperta, avendo già conquistato la vetta del Monte Denali in Alaska, l’Aconcagua in Argentina e il Kilimangiaro. (Fonte: Montagna.tv)

In un’intervista rilasciata alla Monash University affermò che: “Sembra che le persone abbiano un’idea distorta riguardo i vegani, che sembrano essere malnutriti e deboli, salendo le sette cime vogliamo dimostrare che i vegani possono fare esattamente quel che fanno le altre persone“.

Naturalmente non è stato dimostrato nessun legame fra la morte della donna, il malore dell’uomo e il loro regime alimentare

La morte della Strydom e dello scalatore olandese Eric Ary Arnold, così come la scomparsa di due alpinisti indiani durante il fine settimana, sono un tragico bilancio degli ultimi giorni sull’Everest, il picco di 8.850 metri che ha già visto morire 18 persone nell’ultimo anno per il famoso terremoto del Nepal. La Strydom ha sviluppato il mal di montagna durante la discesa dal Campo Quattro, a circa 8.000 metri (26.250 piedi), durante la giornata di Sabato.

Il marito della Strydom, il veterinario Robert Gropel, ha sofferto anch’egli di edema polmonare durante la discesa dall’alta quota, rischiando la vita. Adesso le sue condizioni sono stabili ma non è ancora fuori pericolo, sconvolto oltretutto dalla morte della moglie. I genitori del veterinario hanno raggiunto il Nepal Domenica, con la speranza di portare il figlio e il corpo della moglie a Kathmandu.

Fonte dell’articolo: Mirror.co.uk

Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.