Uno degli aerei civili più impiegati dalle compagnie americane degli anni ’60-’70 era il Tristar, costruito e venduto dalla Lockheed con la sigla L-1011.

Sotto, un Tristar L-1011:

Era indubbiamente un ottimo aereo, non solo grande e comodo, ma anche manovriero e sicuro, eppure per un lungo periodo ha “goduto” della fama di essere infestato dai fantasmi, fama che pare non accenni a diminuire, se si vanno a leggere le pagine web che si occupano di paranormale.

Una storia molto conosciuta racconta che, nel 1973, addirittura il vicepresidente degli States, Spiro Agnew, si ritrovò quale compagno di volo su un Tristar un misterioso ufficiale pilota alto ed elegante, che però scomparve all’improvviso senza lasciare tracce.

Secondo un’altra storia, nello stesso periodo, un ingegnere di volo, intento a svolgere i controlli di sicurezza su un velivolo prima della partenza, si accorse improvvisamente che al posto di primo ufficiale era seduto un uomo in divisa da pilota a lui sconosciuto, il quale gli disse che i controlli erano già stati svolti, e poi scomparve.

In una terza storia, il volto di un uomo con un berretto da pilota apparve sul quadro degli strumenti che un pilota stava controllando prima della partenza e disse: “Non ci sarà più nessuna tragedia su un Tristar, noi non lo permetteremo”.

In una quarta storia, l’equipaggio di un Tristar in volo sentì un rumore proveniente dal vano sotto la cabina di pilotaggio, aprì il portello per vedere cosa stesse accadendo e si trovò davanti un uomo in divisa da pilota, che subito dopo scomparve.

La più nota e citata di queste storie narra invece che, sul volo 903 New York-Mexico City, l’hostess Fay Merryweather, che stava preparando i pasti in cambusa, aprì un forno elettrico e si trovò davanti la solita faccia con il berretto da pilota, che le disse: “Attenzione al fuoco durante questo volo”. Durante il volo non successe nulla, ma durante quello di ritorno un incendio scoppiato a bordo costrinse l’aereo a tornare precipitosamente a Mexico City, per fortuna senza danni.

Salvo che nella prima, l’uomo che appare in queste storie è sempre lo stesso: l’ingegnere di volo Donald Repo, nato nel 1921, in servizio dal 1947, deceduto il 31 dicembre 1972 per le gravissime ferite riportate due giorni prima nell’incidente del volo 401 delle Eastern Airlines, in cui un Tristar partito da New York e diretto a Miami, cadde nelle paludi delle Everglades in Florida, a pochi km dalla destinazione. Nell’occasione, non morì soltanto Repo, ma ben 101 delle 173 persone che erano a bordo, con il bilancio non risultò particolarmente grave (comparato ad altri disastri aerei), perché l’aereo cadde, quasi atterrando, su un terreno umido e molto molle che assorbì gran parte dell’energia dell’impatto.

Sotto, Don Repo:

Una successiva inchiesta stabilì che l’incidente era avvenuto in seguito a una fatalità poco meno che assurda: al momento di cominciare la discesa verso l’aeroporto di Miami, non si era accesa la lampadina della spia che indicava la corretta discesa del carrello anteriore; il comandante, sospettando che la lampadina fosse solo fulminata, aveva spedito l’ingegnere di volo, Repo appunto, nel vano sotto la cabina di pilotaggio, a verificare quale fosse la situazione; poiché l’ingegnere tardava a risalire e l’atterraggio era ormai prossimo, però, dopo qualche minuto, aveva deciso di scendere di sotto anche lui e, alzandosi dal suo sedile, aveva urtato accidentalmente la cloche, spostandola dalla modalità “mantenimento di quota” a quella “discesa graduale”: perciò l’aereo era sceso gradualmente verso le paludi sottostanti guidato dal solo pilota automatico.

La lampadina era effettivamente solo fulminata, il carrello anteriore era al suo posto e la principale causa dell’incidente era stata la mancata sostituzione di un pezzo da pochi dollari in fase di manutenzione

Tra i morti, vi erano, oltre a Repo, anche i due piloti: il comandante Robert Loft (nato nel 1917 e in quel momento classificato al 50° posto tra i 4.000 migliori piloti americani secondo le valutazioni delle compagnie aeree) e il primo ufficiale Albert Stockstill (nato nel 1933). Loft, la cui descrizione corrisponde a quella dell’ufficiale alto ed elegante che viaggiava con il vicepresidente Agnew su un Tristar nel 1973, all’autopsia risultò affetto da un tumore cerebrale nell’area della vista: ma tale malattia era, al momento dell’incidente, completamente asintomatica, tant’è vero che non era mai stata diagnosticata. A bordo, erano imbarcate anche 9 hostess, 3 delle quali perirono nel disastro.

Sotto, il comandante Robert Loft:

Il disastro ebbe ovviamente una notevole risonanza mediatica, che durò a lungo anche per via degli strascichi giudiziari, amministrativi e assicurativi che comportò.

Sotto, quattro fotografie del disastro:

Poi, cominciarono le voci delle apparizioni di Loft e soprattutto di Repo sui Tristar. Uno scrittore, John G. Fuller, scrisse anche un libro di grande successo, “The ghost of flight 401”, citando oltre una ventina di questi casi, tra il 1973 e il 1976, anno in cui il volume fu pubblicato. Da questo libro fu anche tratto un celebre tv movie, riproposto spessissimo dalle tv americane, con lo stesso titolo (del quale trovate il trailer a fine articolo).

Le 9 Hostess del Volo 401, 3 di loro periranno nel disastro:

Ma, in realtà, sembra proprio che le apparizioni dei fantasmi sui Tristar siano tutte inventate. Non solo:

pare che abbiano preso origine addirittura da un equivoco, sorto a partire da una battuta ironica

Nel 1973, un pilota di cui non è stato tramandato il nome fu costretto ad affrontare un atterraggio di emergenza mentre pilotava un Tristar. Tutto andò bene e, successivamente, intervistato al riguardo dalla rivista di sicurezza aeronautica “Flight Safety Foundation”, nel descrivere le sue sensazioni in quei difficili momenti, disse:

Ho visto il fantasma di Don Repo seduto accanto a me

Sotto, ricostruzione del momento dell’impatto dell’aeroplano:

Fuller riporta questa dichiarazione tra le sue “apparizioni” di Loft e Repo, come se fosse vera. Sempre Fuller, nel riportare la storia della faccia di Repo apparsa nel forno durante il volo 903 New York-Mexico City, aggiunge quella che presenta come una scoperta clamorosa: il forno in questione era originariamente montato sul Tristar coinvolto nel volo 401:

Recuperato intatto nella zona del disastro, fu poi montato su quello del volo 903

Purtroppo per lui, il forno sul secondo aereo fu controllato dopo la vicenda dell’incendio a bordo ed è ufficialmente attestato che non è nemmeno dello stesso tipo e marca di quelli montati sul primo, perché intanto la Lockheed aveva cambiato fornitore.

L’Eastern Air Lines Lockheed L-1011 Tristar 1 del Volo 401 prima del disastro:

Dopo alcuni anni, si sparse anche la voce che Frank Borman, il maggiore azionista della Eastern Airlines, avesse ingaggiato addirittura un medium perché praticasse una sorta di esorcismo sui suoi aerei. Borman non la prese molto bene: in un’intervista, liquidò la faccenda usando senza mezzi termini la parola “merda” e subito dopo assoldò non un santone, ma un team di agguerriti avvocati per portare in tribunale chiunque si fosse azzardato a sostenere assurdità sul conto della sua compagnia.

Da quel momento, miracolosamente, le apparizioni di fantasmi sui Tristar cessarono

I familiari di Robert Loft, a loro volta, fecero causa a Fuller, accusandolo di aver violato la privacy del loro congiunto, utilizzandone il nome per legittimare come vera una storia che invece era del tutto inventata. Il tribunale diede loro torto, ma solo perché ormai, dopo la vicenda dell’incidente, il nome di Loft era diventato così famoso da poter essere considerato di pubblico dominio.

Categorie: Misteri

Roberto Cocchis

Roberto Cocchis

Barese di nascita, napoletano di adozione, 53 anni tutti in giro per l'Italia inseguendo le occasioni di lavoro, oggi vivo in provincia di Caserta e insegno Scienze nei licei. Nel frattempo, ho avuto un figlio, raccolto una biblioteca di oltre 10.000 volumi e coltivato due passioni, per la musica e per la fotografia. Nei miei primi 40 anni ho letto molto e scritto poco, ma adesso sto scoprendo il gusto di scrivere. Fino ad oggi ho pubblicato un'antologia di racconti (“Il giardino sommerso”) e un romanzo (“A qualunque costo”), entrambi con Lettere Animate.