Disturbi alimentari: è ora di affrontarli

I disturbi alimentari sono comportamenti non sani che indicano un rapporto distorto con il cibo e con il proprio corpo, e possono avere gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale di chi ne soffre. Attualmente, per fortuna, esistono strumenti per riconoscerli e affrontarli come si dovrebbe.

Cosa sono i disturbi alimentari?

I disturbi alimentari sono un insieme di malattie, che possono essere piuttosto importanti, legate al cibo e all’immagine del proprio corpo. Queste malattie della psiche interferiscono sul nostro rapporto sano e naturale con il cibo, e possono avere conseguenze fisiche e psicologiche.

Tre dei disturbi alimentari più comuni sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata. Tutti i disturbi alimentari, dobbiamo sottolineare, meritano attenzione e supporto psicologico, qualora dovessero presentarsi.

Il DSM-5, ovvero il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, riconosce sei tipi di disturbi: anoressia, bulimia, il binge eating, in italiano disturbo da alimentazione incontrollata, e poi il disturbo da ruminazione, il picacismo, che consiste nell’ingerire sostanze che non sono alimenti, come legno.

Infine, c’è il disturbo evitante restrittivo. Quest’ultimo interessa maggiormente bambini e pazienti durante l’età dell’adolescenza, consiste nella scarsa assunzione di cibo, evitato per le sue specifiche sensoriali, come ad esempio temperatura e consistenza, o perché si ritiene possa avere conseguenze negative se assunto.

Quando si parla di disturbi alimentari?

Presi nel loro insieme, i disturbi alimentari sono condizioni particolarmente complesse che influenzano sia il corpo che la mente. I sintomi fisici e mentali sono differenti, a seconda del disturbo specifico, ma ci sono segnali comuni. A livello fisico, l’anoressia nervosa può manifestarsi con una rapida perdita di peso, estrema magrezza e affaticamento costante. La bulimia nervosa, caratterizzata da episodi di abbuffate seguiti da comportamenti di compensazione come il vomito autoindotto, può portare a problemi ai denti, gonfiore alla pancia e ad aumento e perdita di peso che si susseguono ciclicamente.

Sul piano mentale i disturbi alimentari spesso implicano un’ossessione che si ripercuote su cibo, peso e immagine del proprio corpo. Le persone che soffrono di questi disturbi possono vivere una condizione di ansia intensa in merito al nutrirsi, oltre alla paura di aumentare di peso. Spesso si presenta anche la depressione. La pesata, rituale e svolta con frequenza, insieme al conteggio ossessivo delle calorie, sono comportamenti comuni.

L’isolamento sociale, la bassa autostima e la ricerca costante di approvazione esterna sono poi sintomi emotivi che possono accompagnare questi disturbi. La negazione del problema è spesso presente. Come conseguenza, la diagnosi e il trattamento diventano più complessi.

Quali sono i disturbi alimentari più diffusi?

L’anoressia nervosa è un disturbo alimentare, particolarmente diffuso, in cui le persone riducono in modo significativo e drastico l’assunzione di cibo per perdere peso. Si tratta di persone che possono avere una paura intensa di ingrassare e tendono a vedersi come troppo grasse anche quando sono sottopeso.

Un altro tipo di disturbo alimentare è la bulimia nervosa. Coloro che ne soffrono mangiano in modo eccessivo e poi si svuotano, in modo improprio per evitare di acquistare peso. C’è poi il disturbo da alimentazione incontrollata, chiamato in inglese binge eating disorder, per il quale le persone mangiano grandi quantità di cibo in modo appunto incontrollato senza per questo sentirsi sazie. Come conseguenza si può arrivare all’obesità, aumentando così il rischio di malattie cardiovascolari e disturbi del metabolismo.

Quali sono le cause dei disturbi alimentari?

Le cause dei disturbi alimentari sono molteplici, sottili e spesso in connessione tra loro. La pressione sociale per conformarsi a determinati standard di bellezza, alimentata dai media e dai social media, può contribuire allo sviluppo di insicurezze riguardo l’aspetto. Fattori genetici possono inoltre svolgere un ruolo, dal momento che alcune persone possono essere geneticamente predisposte a sviluppare simili disturbi.

Lo stress e le pressioni legate a cambiamenti significativi nella nostra vita, come trasferimenti, perdite o cambiamenti di lavoro possono scatenare comportamenti alimentari disfunzionali. In alcuni casi, traumi o abusi possono essere alla base dell’insorgenza dei disturbi alimentari, che vengono attuati dalla persona come una reazione non sana a questi eventi.

La ricerca scientifica suggerisce anche un coinvolgimento di fattori neurobiologici, ad esempio le alterazioni nella regolazione di neurotrasmettitori come la serotonina. Questi squilibri chimici possono esercitare un’influenza sul controllo dell’appetito.

Come si possono affrontare e risolvere?

È comunque possibile affrontare e risolvere i disturbi alimentari, per mezzo di un trattamento che richiede un approccio personalizzato e l’intervento di diversi specialisti, come psicologi, psichiatri, nutrizionisti e operatori sanitari.

Nello specifico, il trattamento si concentra sull’affrontare le abitudini alimentari non sane e allo stesso tempo affrontare i problemi psicologici che si celano dietro le questioni alimentari; questi possono essere bassa autostima, depressione e ansia. Problematiche che sono sempre riconducibili al vissuto del paziente.

La terapia cognitivo-comportamentale, può essere un trattamento molto efficace per i disturbi alimentari. Si concentra sull’identificare per poi gestire i pensieri automatici negativi. Dobbiamo anche menzionare l’utilità dei gruppi di supporto, che aiutano a sviluppare nuove abitudini alimentari sane e a trovare il supporto emotivo necessario per superare i problemi sottostanti.


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