Diogene è l’ultima creazione di Renzo Piano realizzata per Vitra, di cui è il prodotto più grande. Non è un alloggio di emergenza, ma un luogo di ritiro volontario. E’ in grado di funzionare in diverse condizioni climatiche, indipendenti delle infrastrutture esistenti, ovvero in modo completamente autonomo. L’acqua necessaria viene raccolta dalla casa stessa, pulita e riutilizzata, mentre l’energia elettrica e l’acqua calda sono ovviamente fornite dal sole. Viviamo in un’epoca in cui la domanda di sostenibilità ci obbliga a minimizzare il nostro impatto ecologico. Questo postulato è accoppiato con il desiderio di concentrarsi e di ridurre l’ambiente di vita alle esigenze indispensabili.

Diogene ed il suo allestimento
La casa prende il nome dall’antico filosofo Diogene, che si dice abbia vissuto in una botte perché considerava i lussi mondani qualcosa di superfluo, è una unità abitativa minimale che funziona in totale autonomia come un sistema autonomo ed è quindi indipendente dal suo ambiente. Con una superficie di 2,5 x 3 metri, può essere caricata su un camion e trasportata ovunque. Mentre l’esterno della casa corrisponde all’immagine di una struttura semplice, è in realtà una struttura tecnica molto complessa, dotata di vari impianti e sistemi tecnici che sono necessari per garantire la sua autosufficienza e l’indipendenza dalle infrastrutture locali. Le celle fotovoltaiche ed i moduli solari, un serbatoio di acqua piovana, un WC biologico, la ventilazione naturale e vetri tripli sono gli accorgimenti tecnici adottati per rendere questa casa completamente “isolata”. Per ottimizzare l’uso di energia della casa, lo studio di Renzo Piano ha lavorato con Matthias Schuler dalla rinomata azienda Transsolar, mentre Maurizio Milano è il responsabile della parte dello studio dell’equilibrio statico.

Diogene è dotata di tutto il necessario per vivere. L’ingresso serve da salotto: da una parte vi è un divano-letto mentre dall’altra un tavolo pieghevole sotto la finestra. Dietro una parete si trovano doccia e water nonché una cucina, che è stata ridotta al minimo indispensabile. La casa e l’arredo formano una singola unità, con gli interni realizzati in legno. Ai fini di proteggere la casa dagli elementi atmosferici, l’esterno è stato rivestito di pannelli di alluminio. La forma complessiva con il tetto a capanna assomigliano all’archetipo di una casa, ma i suoi angoli arrotondati ed i materiali di rivestimento la fanno sembrare un prodotto contemporaneo. Non è una semplice capanna, ma invece un rifugio tecnicamente perfetto ed esteticamente attraente. La grande sfida consiste nel pianificare un prodotto che sia adatto alla produzione industriale in serie. “Questa piccola casa è il risultato finale di un lungo, lungo viaggio, in parte guidato da desideri e sogni, ma anche da tecnicismi e da un approccio scientifico“, spiega Renzo Piano. Diogene ha molti usi possibili: può servire come una piccola casa per il fine settimana, o come un “studiolo“, un piccolo ufficio. Può essere posizionata liberamente in vari spazi in natura a causa della sua completa autosufficienza ma anche vicino al posto di lavoro. Tuttavia, è anche concepibile realizzare dei gruppi di case, come ad esempio come un hotel o una serie di case per gli ospiti.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...