Dieta varia e igiene a Tavola: il Segreto di Longevità dei Cavalieri Templari

In un’epoca in cui la vita media si aggirava fra i venticinque e i quarant’anni, i cavalieri templari erano in grado di vivere spesso fino a sessanta o settant’anni, tanto che li si pensava “protetti da dio” per la loro missione. Nonostante fossero esposti al pericolo, per via di battaglie o di lunghi viaggi in cerca di reliquie, i cavalieri riuscivano spesso a raggiungere la vecchiaia e ammalarsi di rado.

Tale condizione che a livello popolare era ritenuta “divina”, secondo recenti studi, come quello condotto dal dottor Francesco Franceschi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, potrebbe esser legata allo stile di vita e alla particolare dieta che i cavalieri templari seguivano. Franceschi spiega che “La longevità è stata una caratteristica peculiare dei Templari, secondo i documenti storici analizzati: Hugues de Payens morì a 66 anni; l’ultimo gran maestro Jacques de Molay quando fu ucciso, dopo 7 anni di prigione, aveva 67 anni.”. Pare che il loro codice di condotta fosse la “Regola Templare”, scritta da Bernardo di Chiaravalle (monaco e abate cistercense) al Concilio di Troyes nel 1129.

Questo rigido schema di regole era ispirato, a tratti, alla Regola benedettina, ma sembra che ancor prima del 1129 i cavalieri Templari avessero diffuso tra loro una serie di indicazioni da seguire severamente; tra queste il voto di castità (non del tutto rispettato, poiché alcuni cavalieri si univano all’ordine già sposati), il divieto di frequentare le donne, e l’obbligo di fare la carità ai poveri, agli orfani e alle vedove.

Ma tra i più importanti codici di comportamento, vi era quello legato al cibo

I Templari potevano mangiare a orari stabiliti e in coppia, ma senza mai rivolgersi la parola, osservando il compagno completare il pasto. Dopo aver terminato, essi si alzavano e pregavano, rendendo grazie per il cibo consumato. Gli avanzi venivano raccolti e donati ai poveri, e il pane conservato per i pasti successivi.

La varietà degli alimenti sulle tavole templari era grande e di prima qualità

Nonostante fosse noto che l’abitudine di mangiare la carne “corrompesse il corpo”, essa era permessa, ma solo tre volte alla settimana. Cronache del tempo riportano che le carni più cucinate erano manzo, pancetta o prosciutto, condite con il sale per insaporirle.

Di Domenica la carne veniva mangiata abitualmente, e i membri più importanti potevano consumarla sia a pranzo sia a cena

Anche le porzioni pare fossero realmente abbondanti tanto da “poter sfamare, con gli avanzi due poveri uomini”. Il resto della settimana, i cavalieri templari seguivano una dieta più ricca di frutta e verdura. Queste potevano essere accompagnate non solo dal pane, ma anche da prodotti animali, come uova o latte.

In alternativa, venivano cucinati una sorta di porridge, preparato con avena o legumi, oppure stufati di verdure, fonte di fibre, che i più alti membri dei cavalieri insaporivano con spezie costose, come il cumino. La frutta veniva scelta fresca, coltivata nei giardini dei monasteri, o secca; melograni, fichi, mandorle e olive, tutti prodotti mediterranei, erano i favoriti dai cavalieri.

Il Venerdì era invece il giorno dedicato all’alimentazione priva di carne, o di prodotti animali

In zone di mare i Templari consumavano pesce da loro allevato (essiccato o sotto sale), o prodotti in sostituzione di latticini e uova, come il latte di mandorle. Sebbene, come abbiamo visto, le regole fossero molto rigide, queste venivano ignorante nel caso in cui i confratelli fossero malati o deboli; a loro venivano somministrati carne e alimenti ricchi di proprietà nutrienti anche di Venerdì, in modo da riportarli in salute il prima possibile.

Ad accompagnare i pasti, insieme all’acqua, era permesso bere una quantità razionata di vino, poiché era detto che il vino “non doveva essere consumato eccessivamente, ma con moderazione. Perché Salomone disse ‘Il vino corrompe il saggio‘”.

In Terra Santa veniva preparato e somministrato anche l’“Elisir di Gerusalemme”, un insieme a base di polpa di aloe vera (che è un  antisettico), canapa (antinfiammatorio) e vino di palma, il quale probabilmente veniva usato per combattere le infezioni dovute a ferite o malanni.

Tanto quanto l’alimentazione, era regolata anche l’igiene dei Templari; era obbligatorio lavarsi le mani prima di mangiare o pregare, oppure non permettere a confratelli tornati dal lavoro nei campi di maneggiare il cibo nelle cucine e mantenere tovaglie e tovaglioli sempre puliti.

Nonostante oggi sia noto che tali comportamenti possono prevenire il prolificare dei germi, all’epoca non si sapeva nulla, ma pare che grazie al contatto dell’ordine templare con alcuni esperti dottori arabi, i più all’avanguardia del Medioevo, essi siano riusciti a scongiurare epidemie e malattie, guadagnando così longevità e resistenza fisica.

La dieta templare era dunque più che all’avanguardia, con la sua regolare assunzione di frutta, verdura, legumi e carne, accompagnata da una scrupolosa igiene degli alimenti e dei commensali

I Templari erano in una buona forma fisica, frutto di duri allenamenti e di una scrupolosa nutrizione. Risulta assai interessante constatare quanto, senza le odierne conoscenze di medicina, i cavalieri Templari abbiano saputo sostenersi in salute con i giusti apporti di nutrizionali, intuendo persino l’importanza di una corretta pulizia del corpo e delle pietanze.


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