Soprannominato “Desertron”, il “Superconducting Super Collider” doveva diventare l’acceleratore di particelle più grande al mondo, costruito nei pressi di Waxahachie, in Texas. La sua circonferenza doveva essere di 87,1 chilometri e l’energia sprigionata di 20 TeV (Tera Elettron Volt), molto superiore ai 14 TeV del Large Hadron Collider del CERN in Svizzera. Un laboratorio di simili dimensioni avrebbe consentito agli Stati Uniti di disporre, sul proprio suolo, di una struttura in grado di realizzare i più avanzati esperimenti scientifici al mondo. Ciò che frenò l’ultimazione del Desertron fu un problema molto pratico e poco teorico:

Il Danaro

Fu proprio a causa di problemi di bilancio che, alla fine del 1993, il Superconducting Super Collider fu abbandonato, quando già erano state movimentate milioni di tonnellate di terreno e 23 chilometri di gallerie erano già state scavate.

Il Superconducting Super Collider sarebbe dovuto costare 4,4 miliardi di dollari, ma le stime più realiste parlavano di costi che sarebbero potuti arrivare a 12 miliardi di dollari. Ad opporsi alla realizzazione fu prima di tutto la NASA, che chiese che il danaro venisse impiegato nella realizzazione della stazione spaziale internazionale (come poi accadde), ma anche diverse altre circostanze. La caduta del regime Sovietico fece decadere la necessità di dimostrare la propria superiorità in campo scientifico; il cambio di governo degli Stati Uniti, dai Repubblicani di Reagan e Bush ai Democratici di Clinton, fu decisivo per non far portare a termine un progetto pensato dagli avversari “politici” (nonostante in seguito Clinton abbia espresso il proprio rammarico per la mancata realizzazione); ed in ultimo la pessima gestione della comunità scientifica statunitense, con micro-gruppi di lavoro preoccupati ad ottenere maggiori fondi per se stessi e non uniti in un progetto comune.

Il Congresso degli Stati Uniti pose la pietra tombale al Desertron il 21 ottobre del 1993, dopo aver già speso 2 miliardi di dollari e con una previsione di spesa di 12 miliardi di dollari. Nonostante questo costo possa sembrare enorme, è bene ricordare che, ogni anno, gli Stati Uniti spendono centinaia di miliardi di dollari per la spesa militare (2009 = 663 miliardi, fonte Wikipedia).

Dopo che il progetto fu annullato il sito venne preso in gestione dalla contea di Ellis. Furono fatti numerosi tentativi per venderlo, ma solo nel 2006 si riuscì a piazzare la proprietà. Nonostante l’acquisto da parte di una cordata di imprenditori guidata da J.B. Hunt, nel 2011 il sito venne definitivamente abbandonato e le apparecchiature rimosse dalle loro sedi.

Quella che sarebbe potuta diventare una meraviglia dell’ingegneria mondiale, in grado di far scoprire all’uomo frontiere fisiche sconosciute, oggi giace definitivamente abbandonata. I suoi tunnel sono stati riempiti d’acqua per essere preservati, in attesa che qualcuno, in un lontano futuro, dedichi maggiore attenzione (e risorse) alla scienza.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...