La circoncisione è l’operazione chirurgica programmata più antica al mondo ed è parte integrante di almeno due culture religiose odierne, l’ebraismo e l’Islam. Essa consiste nell’asportazione chirurgica del prepuzio e viene praticata da migliaia di anni con le prime prove documentarie che risalgono all’epoca dell’antico Egitto, precisamente al rilievo realizzato nella tomba di Ankh-Mahor a Saqqara, un’opera che risale a un periodo compreso fra il 2400 e il 2300 a.C.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Ma il Mediterraneo non è l’unica “culla” di tale operazione: essa veniva praticata non solo da Inca, Maya e Aztechi, ma anche dagli Aborigeni Australiani e in genere in Oceania, che non avevano contatti con l’Europa o l’Africa da molti millenni.

Circoncisione, di Benvenuto Tisi da Garofalo

La pratica però presenta delle differenze, e mentre nell’Antico Egitto e in diverse culture Africane veniva rimossa soltanto una parte del prepuzio, nelle isole del Pacifico veniva tagliato il frenulo ma il prepuzio rimaneva al suo posto.

Alcuni uomini si preparano alla circoncisione di un bambino, Asia Centrale. L’immagine è stata scattata nel 1871/1872:

Inoltre, la circoncisione nella religione ebraica ha subito dei radicali cambiamenti a causa del divieto alla circoncisione imposto dall’Imperatore Adriano (117-138), che la mise fuori legge. Gli ebrei inizialmente lasciavano una maggiore porzione di “pelle” a coprire parte del pene, ma sotto i romani iniziarono a recidere interamente il prepuzio a causa del rischio di tentativo di “camuffamento” dei risultati dell’operazione da parte degli ebrei sottoposti a verifica.

Circoncisione in Egitto e Israele

Nell’antico Egitto, la circoncisione aveva una funzione diversa da quella degli antichi ebrei. Questi ultimi infatti circoncidevano per dimostrare l’appartenenza alla comunità e l’operazione consentiva di dimostrare di far parte della nazione ebraica, che vide in Abramo il primo uomo identificato ad essere circonciso.

Scena raffigurante una circoncisione incisa nella parete interna del tempio di Mut a Karnak, Luxor:

Nonostante l’operazione potesse essere eseguita anche da adulti, e in Egitto sembra fosse praticata al momento del passaggio dalla pubertà all’età adulta, gli ebrei circoncidono, ancor oggi, i propri neonati a circa otto giorni dalla nascita.

In Egitto la circoncisione non solo era intesa come un rito di passaggio, ma certificava anche l’appartenenza a una classe sociale elevata. I circoncisi erano infatti adolescenti che venivano iniziati al sacerdozio o ragazzi della classe nobile, un’appartenenza che viene testimoniata dalle pitture ritrovate nelle sepolture, che evidenziano il ceto sociale dei soggetti sottoposti all’operazione.

La pratica in altre culture africane

Ma l’Egitto non è l’unica cultura africana che praticava la circoncisione. Essa era comune tra i popoli dell’Africa orientale e tra i Bantu, di solito come rito di passaggio all’età adulta. I giovani maschi delle etnie Xhosa e Zulu avevano tradizionalmente un elaborato rituale di circoncisione in cui i loro corpi venivano dipinti con la calce prima dell’operazione.

Coltello per circoncisione del Congo, cultura Mangbetu, legno, ferro; tardo XIX secolo, inizio del XX secolo:

Durante il processo i ragazzi venivano isolati dalla comunità per diverse settimane, soprattutto dalle donne. Dopo la circoncisione abbandonavano il prepuzio tagliato nella foresta, un simbolo dell’infanzia che si lasciavano alle spalle per diventare uomini. La circoncisione è ancor oggi praticata regolarmente tra le persone appartenenti a queste culture, ma di solito viene effettuata sotto forma di operazione chirurgica in ospedale.

Antica Grecia e Roma

La pratica del taglio del prepuzio non piaceva ai greci e ai romani, e furono diversi i sovrani che tentarono di rimuoverla definitivamente dai territori che amministravano. Quando Alessandro Magno conquistò il Medio Oriente vietò totalmente l’operazione chirurgica, e lo stesso fecero Antioco IV (meglio noto come Mitridate), sovrano dei Seleucidi dal 175 al 164 a.C., e anche l’Imperatore Adriano, che mise fuori legge la pratica nella Roma del II secolo dopo Cristo.

La convivenza di diverse culture, soprattutto nell’Impero Romano, portò gli ebrei ad essere scherniti proprio per la diversità dell’apparenza morfologica del proprio pene, e il divieto di Adriano fu tra le cause che fomentò la rivolta di Simon Bar Kokheba, negli anni ’30 del II secolo.

Köçek ballano per celebrare la circoncisione dei figli del Sultano Ahmed III (1720), miniatura del Palazzo di Topkapı, Istanbul:

Circoncisione in Oceania

La pratica non solo non era esclusiva del bacino Mediterraneo o dei popoli limitrofi, ma veniva effettuata anche nelle isole dell’Oceania e in Australia. Anche in queste zone parte della pelle del pene veniva asportata come un rito di passaggio all’età adulta, e come strumenti chirurgici venivano utilizzati taglientissime conchiglie di mare, con tutti i rischi di infezione annessi e connessi.

Tempo di guerra

Nonostante la circoncisione venga popolarmente sempre identificata come una pratica di tipo religioso, essa veniva praticata anche come mutilazione per i prigionieri di guerra, una punizione meno grave dell’evirazione totale che lasciava in vita il prigioniero e gli consentiva di continuare a vivere come schiavo.

La circoncisione di Isacco. miniatura del 1300 circa:

Epoca Vittoriana

La circoncisione, fra la fine dell’800 e la metà del ‘900, non riguardava esclusivamente la cultura ebraica e l’Islam, ma anche moltissimi maschi nati sotto la corona britannica e negli Stati Uniti d’America. Fu infatti a partire dagli anni ’70 dell’800 che l’asportazione del prepuzio divenne comunissima in tutti i neonati, con la convinzione che essa potesse avere un positivo impatto sull’igiene e la salute dei giovanissimi pazienti.

Fu il chirurgo Lewis Albert Sayre che iniziò a praticare l’operazione per tentare di curare disturbi diversi di mobilità dei suoi pazienti, e le sue tesi, oggi considerate come completamente superate, furono però assorbite positivamente dalla comunità medica dell’epoca, che raccomandò la circoncisione infantile come necessaria a prevenire diversi disturbi.

Lewis Albert Sayre:

La diffusione della circoncisione calò drasticamente dopo il 1949, quando con l’istituzione del servizio sanitario nazionale le procedure medico-chirurgiche divennero standardizzate e furono diverse le voci che affermarono che i benefici dell’operazione erano addirittura inferiori ai rischi che si correvano per farla.

Impatto storico

La circoncisione fu quindi praticata in tutte le epoche e in tutte le latitudini, anche se furono diversi i tentativi di metterla fuorilegge, soprattutto fra Greci e Romani. Nonostante queste limitazioni, la pratica continuò ad essere esercitata da diverse popolazioni, in particolare fra gli Ebrei e i Musulmani, giungendo praticamente intatta sino ai tempi moderni.

Ancora negli anni 2000 la pratica coinvolge circa un terzo dei maschi di tutto il mondo, anche se è molto più comune fra musulmani, ebrei e diverse culture africane. Ad ogni modo, non sono poche le persone che vengono sottoposte all’operazione per combattere efficacemente alcune malattie come la fimosi, la balanite e la balanopostite, ma tante persone si circoncidono anche ai fini estetici.

Diffusione della circoncisione nel mondo:

Nonostante sia una pratica antichissima, il dibattito, riguardo la sua efficacia e i rischi durante l’operazione, è ancora apertissimo, e sono in molti a definirla una mutilazione priva di senso.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...