Dai 21 ai 24 Mesi: una tappa importante

Siamo giunti verso una tappa molto importante della nostra ricerca. Il tempo passa e la piccola Elena, durante il mese di agosto, ha spento le sue prime due candeline! Ogni giorno è trascorso all’insegna di scoperte, esperienze diverse e qualcosa di nuovo da raccontare.

Da quando abbiamo iniziato a raccogliere i dati di questa ricerca, attraverso l’osservazione continua e la registrazione dei dati, ci siamo rese conto che, ad ogni trimestre, Elena non solo cresceva, ma evolveva in un modo che lasciava stupiti soprattutto in considerazione delle sue particolari condizioni: ricordiamo che la mamma di Elena è italiana, il papà cinese e vive in Cina, immersa in un’atmosfera italo/cinese perfettamente bilanciata.

Dalla nascita fino ad ora, questi ventiquattro mesi sono stati ricchi di avvenimenti importanti: l’imparare a gattonare, a stare seduta, a mangiare sul seggiolone, a camminare, a parlare e ne potremmo citare ancora, sono tutti dei tasselli che contribuiscono a plasmare la personalità del bambino a 360 gradi.

C’è tanto di cui parlare ed è nostra intenzione farlo nella maniera più esaustiva e più chiara possibile.

Partiamo dalla sfera linguistica. La piccola Elena ha fatto dei passi da gigante, lasciando davvero tutti, al primo posto i suoi genitori, a bocca aperta. I dati raccolti parlano chiaro, infatti, alla fine dei ventuno mesi la bambina è in grado di produrre circa 440 parole in cinese e 628 in italiano. In questa fascia si registra un continuo aumento con una media di 110 parole imparate al mese nella prima lingua e circa 190 nella seconda. Solo in questi tre mesi Elena ha assimilato circa 340 vocaboli in italiano e quasi 560 in cinese. Si sottolinea che un bambino, dai ventuno i ventiquattro mesi circa,  arriva a produrre dalle 100 alle 200 parole circa.

Non parliamo però solo di parole. La bambina riconosce le lettere del nostro alfabeto ed è stata proprio la sua curiosità a spingerla a imparare: vedendo delle scritte sulla maglietta del suo orsetto, ha iniziato a chiedere cosa fossero. Seppur nello stupore e nella perplessità dei genitori, Elena è stata assecondata e ha poco per volta imparato l’alfabeto. Da quel momento in poi, ogni volta che incontra delle scritte, legge le lettere a voce alta. Non è stata invece la stessa cosa per i numeri: in cinese li  nomina da 1 a 10, in italiano ne conosce solo qualcuno, ma in entrambi i casi non li sa riconoscere.

Oltre alle due lingue, Elena ha iniziato a esprimersi anche in lingua inglese. Ricordiamo che i suoi genitori hanno sempre dato precedenza all’italiano e al cinese, lasciando in secondo piano un’eventuale terza lingua.

Elena è stata esposta all’inglese in modo “passivo”, attraverso l’ascolto di canzoni e di episodi di alcuni cartoni animati glottodidattici. Solo in un secondo momento, quando  i genitori hanno capito che la bambina stava assimilando i vocaboli molto velocemente, hanno iniziato a ripeterle delle frasi, ma senza forzature e, ovviamente, senza pretese. L’intento è stato semplicemente quello di assecondare  la curiosità della bimba in modo naturale e giocoso e con questo spirito che dai diciotto mesi, ovvero, da quando ha iniziato a parlare, ai 2 anni, Elena ha imparato circa 20 parole e 5 frasi, oltre a qualche vocabolo di origine inglese ormai di uso comune nella lingua italiana.

Quando parliamo di linguaggio, e in particolare del suo sviluppo, possiamo riferirci a diversi modi per stimolarlo: il compito dei genitori è quello di ascoltare i loro figli, saranno loro a indicare le loro necessità e ciò che desiderano.

Elena ha sempre adorato ascoltare la musica, proprio questa sua passione l’ha portata ad apprendere canzoncine in cinese, in italiano e anche in inglese. Inizialmente ha appreso alcuni movimenti, con il passare dei mesi questi sono stati accompagnati dalle parole.

Anche filastrocche e rime per bambini sono state d’aiuto: la bambina non solo ascoltava e ripeteva ciò che veniva detto dall’adulto, inventava addirittura nuovi versi!

Cosa c’è di meglio per un bambino che ballare, cantare, scatenarsi e imparare parole nuove?! Ricordiamo, che l’apprendimento linguistico è supportato e stimolato soprattutto dal non verbale, dal movimento del corpo, dagli sguardi e dal clima che ci sta attorno e che viviamo quotidianamente.

La musica, così come i giochi preparati ad hoc per lei, dal memory a tabelle con i numeri, flashcards con lettere e successivamente sillabe, travaso e manipolazione di materiali diversi, preparazione di pane, pasta e dolci e percorsi motori hanno permesso alla bambina di imparare giocando e arricchire molto velocemente il suo vocabolario. Si tratta di attività stimolanti e al tempo stesso divertenti di cui parleremo prossimamente, sottolineando l’importanza del gioco nello sviluppo del linguaggio.

In questi mesi non sono mancate le occasioni per imparare e perfezionare alcuni aspetti di motricità fine, ci riferiamo a tutto ciò che è collegato al movimento e alla coordinazione di mani e dita. Oltre ai travasi che abbiamo citato in precedenza, le costruzioni, la pasta modellabile, l’imitazione di animali e di altri oggetti, Elena ha sperimentato l’utilizzo della colla, dello scotch, delle forbici, di pastelli a cera, matite colorare, pennarelli, stampini, mollette per il bucato. Perché queste attività così scontate per noi adulti sono fondamentali per i nostri piccoli? Attraverso questi giochi imparano a dosare la forza e ad affinare la coordinazione oculo – manuale che saranno fondamentali quando impareranno a scrivere e non solo.

La nostra ricerca non termina qui… Se siete curiosi di sapere come prosegue il percorso Elena non perdetevi il nostro prossimo articolo!

Alcuni riferimenti bibliografici:

Stadi dello sviluppo prelinguistico (OLLER, 1980)

Puericultura – Il bambino da 0 a 6 anni (GARZANTI 2006)

Sviluppo lessicale e del gesto (secondo PVB, Primo Vocabolario del Bambino, Caselli e Casadio, 1995)

a cura di Haidi Segrada e Federica Mascheroni


Pubblicato

in

da