Da zero a tre: i primi mesi di sviluppo linguistico (e non solo) di Elena

Oggi iniziamo ad analizzare il percorso di crescita di Elena in tutte le sue sfaccettature partendo da quando è nata fino a quando aveva tre mesi.

Lo sviluppo linguistico, anche se si tende a trascurarlo, inizia molto presto, da subito e questo processo deve essere inserito in un contesto molto più vasto, composto da sviluppo cognitivo, relazionale ed affettivo, psicologico e senso motorio. Apparentemente, si tende a pensare che  il bambino alla nascita non  abbia capacità comunicative se non quelle legate al pianto ma bisogna ricordare che già alla nascita il bambino possiede la capacità di discriminare i suoni in  tutte le lingue del mondo ma, attenzione, perché già a partire dai sei mesi queste funzione viene meno, in quanto riconosce come differenti solo i suoni legati alla propria lingua madre.

Sotto e in Copertina, fotografia di pubblico dominio via Pixabay:

Dopo questa breve premessa, è chiaro quanto siano importanti i primi mesi di vita per i nostri bimbi e di quanto si possa fare la differenza soprattutto in un contesto bilingue.

È bene sottolineare, in ogni caso, che ogni bambino è a sé  e che segue un personale ritmo, il quale è profondamente influenzato dall’ambiente che lo circonda. In questo contesto ci preme particolarmente esplicitare un concetto: il bambino impara prima a comunicare e poi a parlare e la sua capacità di espressione è molto presente fin dalla nascita.

Ora lasciamo la parola a Federica che, con la semplicità che contraddistingue una neo mamma, espone domande e cerca di dare risposte…

Sicuramente vi sarà capitato di pensare o di chiedervi: “Un neonato oltre a mangiare e a dormire quali interessi ha? È troppo piccolo per capire cosa succede intorno a lui, figuriamoci se mi ascolta, mi capisce o mi segue con lo sguardo”.

Ero io la prima a pensarlo, eppure vi posso garantire che non è sempre così: il bambino quando è ancora nella pancia della mamma inizia a distinguere la luce dal buio, i suoni, le voci. Alla nascita, seppur per poco tempo, inizia a fissare e riconoscere poco per volta volti familiari.

Se ben stimolati, i vostri piccoli vi lasceranno a bocca aperta, perciò, in un certo senso, non è mai troppo presto per iniziare!

Concentriamoci ora su Elena…Innanzitutto posso dire che è stata esposta a musica di ogni genere in italiano, inglese e cinese e a suoni di qualsiasi tipo fin da quando era nella mia pancia. Abbiamo passato il suo primo mese di vita, quello che viene definito dagli specialisti il “puerperio”, in una struttura specializzata dove un’equipe di medici, infermiere e massaggiatrici si sono presi cura di me e della piccola Elena. In Cina questo passaggio in struttura è la normalità e altamente consigliata, per cui mio marito ed io abbiamo optato per seguire questo percorso.

Ogni giorno, da mattina a sera, quando veniva lavata, cambiata e visitata la bambina era sottoposta a infiniti stimoli: visi diversi, colori accesi e gradazioni tenui, sensazioni piacevoli dovute a massaggi neonatali e ai “primi” contatti con l’acqua. Non solo questo però: ai due lati della culla ogni giorno le infermiere mettevano due flashcards, così che, da sveglia potesse fissare delle immagini.

Abbiamo quindi deciso di attrezzarci anche noi, comprando prima queste carte in bianco e nero e poi quelle colorate. Sia quando era nel suo lettino o tra le nostre braccia, Elena era circondata da immagini di animali, oggetti di uso quotidiano tutto ciò stimolava talmente tanto la sua attenzione che sembrava non bastasse mai, lasciando tutti noi molto sorpresi.

Mio marito vedendo Elena così coinvolta non faceva che aumentare il tempo di esposizione a questi stimoli. Parenti, amici e me compresa restavamo allibiti e un pò dubbiosi, temendo che il continuo passare di flashcards davanti ai suoi occhi potesse creare nella bambina un effetto ipnotico che in qualche modo la allontanasse dalla realtà o la facesse addormentare, ma non era il suo caso: Elena era così attenta che sembrava aspettasse con trepidazione una nuova immagine, un’altra, un’altra ancora e così via.

Non solo immagini, ma anche pupazzi, sonagli e i primi libri di stoffa: a Elena non sono mai mancati input di tipo visivo ma anche sonoro attraverso semplici carte, giocattoli o anche materiali di riciclo.

Il suo primo mese di vita l’abbiamo passato in questa struttura: secondo la cultura cinese è un momento “sacro”. La mamma deve riprendersi e “curare” le ferite lasciate dal parto attraverso un’alimentazione pensata ad hoc, massaggi e trattamenti specifici, lezioni di yoga, tanto riposo e niente sforzi; il piccolo ha bisogno di tranquillità e di stare in un ambiente ovattato, pulito, “sano”. Appena c’è stata la possibilità, Elena ha avuto i suoi primi contatti con la natura: ovviamente, essendo ancora piccola, non ha potuto cogliere fin da subito ogni minimo dettaglio, ma sicuramente ne ha notato i colori, i profumi, i suoni. Per noi potrebbe sembrare qualcosa da poco, ma sono convinta che non sia proprio così.

Quando si inizia un nuovo percorso, che sia il crescere un bambino, l’iniziare un nuovo sport, avviare una propria attività, insomma, qualsiasi cosa che comporti un cambiamento, è necessario porre delle basi, definire un punto di partenza e poco per volta aggiungere dei tasselli.

Di conseguenza, non possiamo pensare che un bambino anche più grande, sia in grado di cogliere dei dettagli, fare associazioni tra l’immagine e l’oggetto in questione, leggere o mostrare interesse per i libri se non ha mai fatto un’esperienza di questo genere. Quando Elena era così piccina ancora non mi rendevo conto di quello che stava succedendo intorno a me, mi sentivo trasportata da un turbinio di emozioni e non mi era chiaro quale direzione prendere, ma guardandomi indietro ora capisco che ne è stata fatta tanta di strada, seppur magari inconsapevolmente, le flashcards, i pupazzi e tutti gli stimoli visivi e non forniti a Elena in tenera età hanno contribuito a fare nascere in lei una certa inclinazione all’osservare, in seguito al manipolare e quindi a una curiosità infinita.

Come ho detto prima, è importante dare ai bambini già da piccoli giochi, libri sensoriali, musicali, oggetti di uso quotidiano, materiali di ogni tipo, qualsiasi cosa che possa attirare la loro attenzione e li porti a sviluppare la loro immaginazione, la capacità di osservare, manipolare e la coordinazione oculo-manuale. Gli strumenti devono essere vari, adatti alla loro età, saranno loro poi ad avvicinarsi a una cosa anziché a un’altra, lasciate loro ampia scelta.

Questo primo step di Elena e dei suoi genitori desidera raccontarvi come, l’ambiente e le stimolazioni naturali, possano influire sullo sviluppo integrale ed armonico della personalità e di come Elena abbia subito… Colto l’occasione… Volete saperne di più? Continuate a seguirci e scoprire un mondo davvero interessante e… Altamente comunicativo!

Articolo a cura di Haidi Segrada e Federica Mascheroni.


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