Da 3 a 6 mesi: cosa cambia nello sviluppo linguistico di una bambina bilingue

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dello sviluppo linguistico della piccola Elena. La scorsa volta ci siamo soffermati sul periodo che va da gli zero ai tre mesi, oggi parliamo della fascia 3-6.

Questo periodo è davvero molto importante anche se spesso si pensa che i bambini così piccoli siano in grado solo di mangiare, dormire e poco altro, ma le cose stanno in modo molto diverso. Scopriamolo insieme!

Prima di entrare nel mondo di Elena e della sua famiglia, è bene comprendere cosa succede, generalmente, durante la fascia 3-6 mesi quando parliamo di sviluppo del linguaggio.

Dal terzo mese il bambino emette i primi suoni monosillabici, simili a vocali: oh, ah, eh e percepisce le unità sillabiche. Di fronte alla mamma sorride e ha una reazione vocale. Dal quarto mese inizia a balbettare suoni similari a vocali ed emette suoni di piacere anche per diversi minuti consecutivi. Dal quinto mese, compaiono alcune vocali e consonanti come d,b,l,m, balbetta per attirare l’attenzione e muove il capo in direzione di chi ha parlato, mentre dai sei mesi circa, il bambino è in grado di pronunciare anche consonanti diverse: f,v,sc,n. Inoltre varia il volume dei suoni e li emette in forma prolungata.

La lallazione o balbettio che compare in maniera preponderante intorno ai sei mesi è di fondamentale importanza poiché inizia il processo di imitazione. Proprio così, a volte si sottovalutano i bimbi di questa età ma l’imitazione inizia molto presto, infatti, il bambino imitando la mamma, pronuncia catene di sillabe (ba, ba, ga, ga ta, ta, ecc…) e tenta di modulare la voce ed è proprio da questo percorso che si giunge alle prime parole intorno ai dodici mesi. Ma per il momento, fermiamoci qui con l’analisi linguistica e vediamo cosa accade in questo periodo anche da un punto di vista relazionale, cognitivo e motorio…

Come abbiamo già detto, quando si inizia un nuovo percorso è necessario porre delle solide basi, solo in questo modo si potranno ottenere dei risultati soddisfacenti.

La capacità di stendere le braccia per esempio gli permette di afferrare, in maniera sempre più salda, gli oggetti, affinare la coordinazione oculo-manuale e comprendere la relazione causa-effetto: se toccati, gli oggetti si muovono nello spazio e quindi bisognerà spostarsi per andare a riprenderli.

I bambini già a questa età sono molto curiosi e mostrano la volontà di esplorare il mondo che li circonda portando tutto alla bocca, per questo motivo è opportuno fornire loro tutto ciò che secondo noi può essere interessante e allo stesso tempo sicuro.

Vediamo ora, cosa è accaduto ad Elena proprio in questa fascia d’età tanto preziosa.

Elena in questo periodo ha continuato a giocare con flashcards, libri di stoffa e sonagli, e via via sempre più oggetti. Le è stata regalata una palestrina con una piccola tastiera a una estremità. La bambina muovendosi toccava i sonagli con le mani e con i piedi provava qualcosa di nuovo. Per la prima volta ha iniziato ad ascoltare la musica prodotta dalla tastiera e soprattutto è maturata in lei la consapevolezza che appena un tasto viene toccato  produce un suono.

Questo gioco è stato una vera e propria rivelazione: non solo ha permesso alla bambina di crescere con lei, ma anche ai genitori di modificarlo a seconda delle esigenze della piccola. Poco per volta, infatti, sono stati posizionati oggetti diversi, flashcards, libri di stoffa, uno specchio.

Quando Elena ha imparato a stare seduta, la tastiera è stata utilizzata come vero e proprio strumento musicale: suonata con le mani, i piedi e addirittura la testa, è diventata qualcosa di cui non poter fare a meno.

Lo stare seduti con un supporto ha segnato una tappa importante nel percorso di crescita della bambina secondo due punti di vista: innanzitutto ha datola possibilità di osservare meglio e manipolare gli oggetti, secondariamente, sono state introdotte le prime pappe.

Nello specifico: stando seduta, Elena ha ampliato il suo raggio di osservazione, raggiungendo un numero maggiore di giochi, toccandoli, facendoli cadere, stimolando sempre di più la sua curiosità, allenando la capacità di attenzione che l’ha contraddistinta fin da piccola, così come la coordinazione oculo-manuale. Pupazzi, sonagli, giochi sensoriali, specchio, tastiera, libri, un numero sempre più crescente di oggetti disposti in uno spazio creato apposta per lei.

Anche la musica non è mai mancata nella vita di Elena: di tutti i generi, in italiano, inglese, cinese, melodie create con la tastiera e qualche canzone cantata dal papà l’hanno avvicinata a un diverso tipo di linguaggio, potenziando le sue abilità cognitive.

Non solo attività in casa, ma anche passeggiate all’aperto rese più agevoli dall’utilizzo del marsupio, fin da subito apprezzato da Elena perché rende possibile osservare da vicino l’ambiente circostante. Ogni volta, durante le passeggiate, sono state portate  alla sua attenzione le foglie, le piante, i fiori, indicandone il nome, il colore, la sensazione al tatto e all’olfatto.

L’altro aspetto importante e comunque collegato a quanto appena detto è l’introduzione delle pappe. Inizialmente la bambina ha mangiato delle pietanze a base di crema di riso, agli occhi dei genitori niente di eccezionale, ma questo ha in qualche modo stimolato la sua curiosità, osservando tutto ciò che vedeva in cucina, iniziando a toccare, manipolare e poco per volta ad annusare alcune verdure e qualche frutto. Cose che per il momento non poteva mangiare, ma sapeva che di lì a qualche mese sarebbero entrate a far parte della sua alimentazione. Elena ha iniziato a sperimentare i cinque sensi in modo naturale, spontaneo. Certamente tutto ciò è avvenuto sotto l’attenta  supervisione dei suoi genitori: la bambina è stata guidata in questo percorso, al fine di acquisire sempre più autonomia.

Anche il seggiolone è stato utilizzato per diversi scopi: sicuramente per i pasti, ma anche per i momenti di lettura e soprattutto di manipolazione. Tutte queste attività, insieme alla narrazione delle azioni riguardo a ciò che si stava facendo, hanno accompagnato la bambina per diversi mesi e hanno contribuito in parte a favorire lo sviluppo del linguaggio. Le parole, seguite dalle immagini o da oggetti reali hanno permesso a Elena di fare associazioni mentali sempre più complesse.

Intorno ai cinque mesi è comparsa la lallazione. Elena ha iniziato, a suo modo, a comunicare con mamma e papà. È iniziata quindi una nuova avventura… Nel prossimo articolo scoprirete cosa è accaduto nel periodo sei-nove mesi. Come avrete notato, Elena ha iniziato la fase della lallazione prima dei sei mesi e ha mostrato una certa predisposizione a comunicare, questo perché l’osservazione, la cura dell’ambiente e l’attenzione attorno a lei sono costanti.

Per sapere gli sviluppi di Elena non ci resta che darvi appuntamento al prossimo articolo.


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