Sabato 18 aprile 2026 si è tenuto il webinar dal titolo: “L’apprendimento precoce. Il bilinguismo nei bambini. Dare sostegno a chi si trova in un Paese diverso.” organizzato dall’Associazione A.C.A Educazione in rete, dall’Associazione AIILIC (Associazione Insegnanti Italiani di Lingua Italiana in Cina) e da Bilingualism Matters Trento – Verona.

Il bilinguismo è una tematica complessa, un fenomeno che assume connotazioni differenti a seconda del contesto. Chi si trova all’estero, spesso, si sente solo, non dispone degli strumenti adeguati per aiutare i propri figli e non sa quale sia la strada da intraprendere. Questo incontro è stato creato proprio con l’obiettivo di dare vita a dei punti di incontro, degli spazi di riflessione dove professionisti e genitori avessero la possibilità di confrontarsi, imparare gli uni dagli altri e “fare rete”.

Sono emerse molte questioni in merito, una tra tutte è quella riguardante l’identità. I bambini nati da coppie miste, dove uno dei genitori è italiano e l’altro cinese, a volte non si sentono completamente a casa, né quando si trovano in Italia, né quando sono in Cina. Per questo, dobbiamo riconsiderare l’identità non come qualcosa di statico, ma piuttosto di dinamico, che cambia in base alle esperienze che il bambino fa giorno dopo giorno.
A questo concetto si ricollega quello di lingua, intesa come mezzo utilizzato per comunicare e creare relazioni. Come ha ricordato la prof.ssa Cordin durante il suo intervento, il parlare più lingue comporta vantaggi a livello linguistico, cognitivo e sociale. Sarebbe auspicabile che i genitori trasmettessero la propria lingua ai figli, per aiutarli a conoscere sé stessi, a confrontarsi con ciò che è estraneo, ad acquisire maggiore consapevolezza e, in un certo senso, a essere “cittadini del mondo”. Basti pensare anche solo ai possibili problemi di incomunicabilità, ad esempio, con i nonni in Italia.

La Prof.ssa Vallini, ha portato l’attenzione sulle famiglie: quando l’insegnamento o meglio, il mantenimento dell’italiano, diventa responsabilità dei genitori. Nelle interviste che la stessa ha condotto viene riconosciuta la necessità di bilanciare le preferenze dei genitori, la realtà dell’ambiente e le necessità dei bambini. Lo sforzo da parte dei primi diventa non indifferente: come abbiamo accennato poco fa, non si tratta solo di trasmettere una lingua, ma qualcosa di più “grande”.

Se in Italia si tende, forse, a delegare, talvolta anche eccessivamente, alla scuola l’educazione dei propri figli, per chi si trova all’estero — e nello specifico in Cina — non è così: è la famiglia a doversi assumere responsabilità tutt’altro che indifferenti, impegnandosi in prima persona nella trasmissione della propria lingua.
Va detto che questo comporta dei sacrifici in termini di tempo: il sistema educativo cinese è particolarmente competitivo, i bambini hanno giornate molto piene, finiscono tardi il pomeriggio e, tra compiti e impegni, lo spazio da dedicare alla lingua italiana si riduce sempre di più.

Non va inoltre trascurata la pressione psicologica che si trovano a gestire: le aspettative spesso si scontrano con la realtà. Le domande che arrivano dall’esterno, come ad esempio: “Parla perfettamente entrambe le lingue? Qual è la sua lingua madre? Non si confonde con due lingue?”, non fanno altro che aumentare la paura di non fare abbastanza per i propri figli.

Nonostante tutto l’impegno, può capitare che il bambino incontri delle difficoltà e che i genitori cadano in una profonda frustrazione: “Insegni ai figli degli altri e non sei capace di insegnare a tuo figlio”, a cui si aggiunge la sensazione di essere soli, lontani da tutto e da tutti.

Le possibili strategie emerse durante questo incontro sono diverse. Innanzitutto, la scelta di una metodologia che aiuti a chiarire gli obiettivi da raggiungere e il percorso da intraprendere. In secondo luogo, l’adozione di pratiche di lettura in famiglia, come la lettura dialogica e interattiva, in cui il bambino venga coinvolto attivamente: si relazioni con i genitori, si soffermi sul contenuto delle storie, si immedesimi nei personaggi ed espanda il proprio vocabolario.
Infine, è fondamentale che i genitori abbiano la possibilità di “fare rete”, confrontandosi con chi vive la stessa situazione, supportandosi a vicenda e costruendo percorsi condivisi che li aiutino a seguire al meglio i propri figli.

Per chi volesse restare aggiornato sulle novità dell’Associazione A.C.A: Educazione in rete, dall’Associazione AIILIC (Associazione Insegnanti Italiani di Lingua Italiana in Cina) e di Bilingualism Matters Trento – Verona può visitare i loro siti: A.C.A: Educazione in rete . AIILIC – Bilingualism Matters Trento – Verona .
Le loro pagine social (Facebook, Instagram) e il canale YouTube (AIILIC e Bilingualism Matters Trento – Verona).

a cura di Haidi Segrada e Federica Mascheroni.

Haidi Segrada

Haidi Segrada. È Esperta in glottodidattica infantile, counselor pedagogico e formatrice. Esperta in comunicazione pedagogica. Si occupa della supervisione pedagogica e didattica in diverse scuole e strutture educative, sia pubbliche che private. Ha maturato un’esperienza pluriventennale nel mondo della scuola ricoprendo diversi ruoli: docente, consulente, coordinatrice e direttrice. Professore associato presso UniCampus HETG.
E' autrice di testi psicopedagogici e didattici come: “Organizzare l’educazione – profili di metodo nella scuola dell’infanzia”, “La comunicazione empatica nella scuola dell’infanzia”, “Mi prenderò cura di te”, “James the storyteller” e “ACA, Ascolto, Comunicazione, Azione”, co - autrice del manuale universitario “La pratica psicopedagogica: dalle teorie all’intervento educativo” edito da Mimesis. Ha scritto, inoltre, il testo di storia della pedagogia: “Impronte di storia della pedagogia dal settecento ad oggi” e “STEAM per l’infanzia. Esperienze e proposte operative”
Autrice delle raccolte di poesie “Il Tramonto all’Alba” e “Con il vento nel cuore”.
Autrice per Vanilla Magazine. 
Formatore Docente e Progettista certificata AIF (Associazione Italiana Formatori) è ideatrice del Marchio “A.C.A” – Metodo educativo – pedagogico e didattico.
E’ Presidente dell’Associazione “ACA - educazione in rete”.

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