Coral Castle è uno dei luoghi più visitati di tutta la Florida ed è il più moderno complesso monolitico realizzato al mondo, la cui materia prima è la oolite calcarea. La sua storia è interessantissima, ammantata di mistero, e vale la pena approfondirla nel dettaglio.

Fotografia di Christina Rutz condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Wikipedia:

Era il lontano 1923 quando Edward Leedskalnin, all’epoca trentottenne, si trasferì in Florida alla ricerca di un clima più caldo di quello dell’Oregon, dove in precedenza risiedeva, per curare una brutta tubercolosi.

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L’uomo, originario della Repubblica di Latvia, in Lettonia, arrivò negli States all’età di 29 anni. Si dice che la causa principale del suo trasferimento in occidente dalla terra natia fosse stata una brutta delusione d’amore, che non aveva lasciato scampo alla depressione e alla sua voglia di evasione: Agnes Scuffs, la fidanzata di dieci anni più giovane, aveva avuto un ripensamento il giorno prima delle nozze, spezzando il cuore di Edward.

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L’uomo iniziò così a viaggiare forsennatamente per l’Europa, il Canada e gli Stati Uniti; colpito da una brutta tubercolosi, che mise a dura prova la sua salute, nel 1918 decise di stabilirsi definitivamente in un luogo dal clima mite: la Florida, che divenne lo scenario del suo lavoro architettonico.

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Qualche miglio a sud di Miami, nei pressi di Florida City, Leedskalnin individuò un’area confacente al suo progetto e iniziò ad edificare un’opera che, sperava, avrebbe fatto parlare di sé, al punto che la notizia potesse giungere ad Agnes Scuffs, riconquistandola.

Munito solo di alcune lanterne e di pochi oggetti manuali che usava da piccolo, quando aiutava suo padre nel lavoro di scalpellino, nel 1923 Leedskalnin diede il via alla costruzione di quello che venne chiamato il Rock Gate Park, oggi noto come Coral Castle: circa 1.100 tonnellate di roccia vennero sollevate dall’uomo per erigere quei monoliti che avrebbero fatto parte del villaggio di pietra che voleva dedicare alla sua ex fidanzata. L’uomo, che non permise mai a nessuno di accedere al suo cantiere, lavorava sempre e soltanto lontano da occhi indiscreti.

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Progressivamente, laddove vi era un terreno sterminato, comparvero i muri della struttura, composti da blocchi di corallo e circondanti un complesso di affascinanti  capolavori: un obelisco di poco più 22 tonnellate; una roccia a forma di mezzaluna, anch’essa pesante 22 tonnellate; la Jupiter Rock, dedicata al pianeta Giove, pesante circa 23 tonnellate; la Saturn Rock, in onore del pianeta Saturno; una sedia a dondolo, anch’essa fatta di pietra, pesante 3 tonnellate, puzzle e mosaici di corallo; due tavoli (il Feast of Love, a forma di cuore, dedicato alla donna amata, e il Florida State Table); una torre di vedetta, con all’interno l’abitazione stessa di Leedskalnin; una zona dedicata al barbecue e al ristoro, composta da una pentola a pressione ricavata dai resti di un’automobile, inserita in un camino di corallo ancora oggi testato da turisti curiosi e affamati.

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Uno degli elementi più interessanti, oltre a quelli sopra citati, è un obelisco di pietra pesante 9 tonnellate che funge da porta girevole, situata all’ingresso della struttura, dalla quale ogni visitatore è tenuto a passare. Nel 1986, la rottura del cancello richiese l’intervento di sei uomini e una gru da 50 tonnellate, per poter rimuoverlo e cercare di ripararlo.

Tuttavia, ogni tentativo fu vano: il pezzo di roccia era stato bilanciato dal suo inventore in maniera perfetta, come se a determinarne la forma fosse stato un perforatore a velocità laser di quelli che si usano ai nostri giorni, ma nessuno riuscì più a riprodurre un tale marchingegno.

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La stessa precisione fu riscontrata nelle strutture planetarie che compongono il complesso architettonico del giardino, tutte perfettamente orientate secondo date dell’anno precise. Ѐ il caso, ad esempio, del Polaris Telescope, blocco di pietra alto circa 8 metri e pesante 30 tonnellate, che permise a Leedskalnin di seguire il percorso della Terra intorno al Sole e  costruire una meridiana, calibrata in base ai due solstizi.

La Moon Fountain, invece, la cosiddetta “fontana a forma di luna”, indicava le varie fasi lunari, mediante le tre rocce di corallo di cui è composta: due lune crescenti posizionate verticalmente, che affiancano l’ampia luna piena, fissata orizzontalmente nel centro, punto in cui Leedskalnin fissò una stella a sei punte incrementando il getto d’acqua con una pompa da irrigazione. Per quanto riguarda i due tavoli, occorre specificare che il Feast of Love, del peso di 2 tonnellate e caratteristico per la sua forma a cuore, ospitò, per più di cinquant’anni, un vaso di Ixora, una pianta arbustiva che aveva il ruolo di ornamento lungo il piano di pietra; il Florida State Table, invece, lungo ben 6 metri e circondato da 10 sedie, riproduce alla perfezione la forma e le proporzioni dello Stato della Florida.

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Leedskalnin lavorò al progetto di Coral Castle per circa vent’anni (dagli anni venti del novecento agli anni quaranta) e, nel 1936, quando la costruzione di nuovi lotti edilizi nelle vicinanze della sua opera minacciò la sua privacy, decise improvvisamente di trasferire l’intero stabilimento da un’altra parte: la città di pietra venne dunque spostata nella cittadina di Homestead, dove l’uomo aveva acquistato 10 acri di terra, a pochi passi dalla South Dixie Highway.

La leggenda dei blocchi fluttuanti

Proprio quest’ultima località, a quanto risulta da varie testimonianze, fu luogo di avvistamenti, da parte di numerosi bambini che giocavano da quelle parti, di enormi blocchi di pietra fluttuanti  nell’aria “come palloni a idrogeno”, mentre l’uomo, cantando, li sollevava con il semplice gesto delle mani.

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L’autista che accompagnò Leedskalnin lungo il tragitto di trasporto degli ammassi di pietra, dichiarò che un giorno, appena arrivato a Florida City,  parcheggiò il camion nei pressi del villaggio.  Leedsklanin, dunque, chiese all’autista di essere lasciato solo, durante la fase di trasferimento degli ammassi di pietra nel mezzo di trasporto. Il guidatore, che aveva dimenticato il suo pasto sul camion, dopo essersi allontanato a piedi, ritornò indietro, scoprendo, con meraviglia, che i monoliti erano stati già tutti caricati sul mezzo in pochi minuti di orologio.

In realtà, l’intero castello venne traslato da Leedskalnin grazie all’aiuto di un amico, di diversi argani e di un vecchio camion, un’operazione che assorbì l’uomo per circa 3 anni.

Numerosi  furono, nel tempo, i tentativi di scienziati ed ingegneri di ricostruire location simili a quella ideata dall’omino lituano, nella speranza di carpirne i segreti e i meccanismi. Negli anni settanta ad esempio, alcuni studiosi di Coral Castle cercarono di riprodurre l’omonima struttura scavando un blocco di pietra corallina dal peso di 30 tonnellate, ma il bulldozer adoperato per sollevare i monoliti non riuscì a sollevarne neanche una parte.

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A quel punto, essi decisero di affidarsi agli stessi scritti pubblicati da Leedskalnin, che durante la sua vita aveva redatto il manoscritto “Magnetic Current”, a proposito delle sue ricerche: una serie di prescrizioni e di norme da lui descritte evidenziavano, nel testo, l’incredibile consapevolezza dell’uomo nei confronti nei confronti delle teorie sul magnetismo. L’autore, nelle pagine, ebbe a dichiarare di conoscere i segreti relativi alle piramidi dell’antico Egitto e ai costruttori che in Perù, Yucatan e Asia, con il solo ausilio di strumenti rudimentali (“primivite tools”), avevano sollevato e posizionato blocchi di pietra pesanti molte tonnellate. Tuttavia,  egli non svelò mai tali arcani.

Dopo anni di indagini, si scoprì che Leedskalnin aveva eretto il sito di Coral Castle nel  rispetto di una cartografia del mappamondo terrestre nota sin dai tempi di Egizi e Babilonesi, basata su uno schema invisibile di linee energetiche, oggi chiamate Ley Lines. Queste linee connetterebbero tra loro siti archeologici e luoghi sacri, tutti costruiti in prossimità di punti energetici particolari, venendo a costituire una mappa di coordinate chiamata World Grid.

Fotografia di Ebyabe condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

A tal proposito, lo scienziato Bruce Cathe, autore del libro “The Energy Grid”, sostenne che Leedskalnin avesse stabilito il preciso luogo di edificazione del villaggio di pietra in prossimità di ley lines ideali per manipolare l’energia del moto gravitazionale terrestre, adoperando determinate tecniche geometriche. Le stesse tecniche che, secoli prima, potrebbero aver contribuito alla realizzazione delle piramidi, ma anche della stessa Stonehenge, complesso circolare di monoliti che la leggenda narra fosse stato prodigiosamente trasferito, fluttuando nell’aria, dall’Irlanda all’Inghilterra, per opera di Mago Merlino.

A proposito della donna a cui Coral Castle fu dedicato, bisogna dire che non esistono prove concrete che Agnes Scuff avesse realmente abbandonato il suo fidanzato alla vigilia del matrimonio. Inoltre, lo scrittore Joe Bullard, nel suo libro biografico dal titolo “Waiting for Agnes”, sostiene che alcune persone fossero riuscite a rintracciare la Scuff, all’età di ottant’anni, in Olanda, ma che lei, in seguito ad alcune domande, dichiarò di non avere alcun interesse per il villaggio di pietra, né per il suo costruttore.

Il celebre cantante Billy Idol, affascinato dalla leggenda di Coral Castle e dalla storia d’amore non corrisposto come fonte di ispirazione, compose il celebre brano “Sweet Sixteen”, che era l’appellativo che Leedskalnin, da giovane, aveva dato alla sua Agnes, trascrivendo in musica le peripezie del costruttore dal cuore ferito.

Il castello di Coral Castle, attualmente aperto ai turisti ad un prezzo di ingresso di circa 15 dollari, costituisce una delle maggiori attrazioni della Florida per i mistery hunters provenienti da ogni dove. Protagonista di numerosi programmi televisivi, esso risulta uno dei luoghi più curiosi per gli appassionati del mistero.

Giorgia Maria Pagliaro
Giorgia Maria Pagliaro

Giorgia Maria Pagliaro è nata a Paola (prov. di Cosenza) l'11 luglio 1990, è laureata in lettere classiche e filologia. Lavora come docente e revisiona e scrive testi per la casa editrice Dioscuri. Giornalista pubblicista dal 2009, è da sempre interessata ai temi di inchiesta e di mistero, con un'attenzione particolare per l'epoca rinascimentale e la storia dell'inquisizione in Italia. Da sempre in giro per archivi e biblioteche, ama collezionare documenti e notizie utili alle sue ricerche.