Il commercio internazionale riassume ognuno degli aspetti complessi relativi al passaggio e allo scambio di beni e servizi tra i diversi Paesi del mondo. La questione dei commerci internazionali è vecchia come il mondo in quanto, da sempre, si ricerca quello che non si ha. Ogni Paese non riesce a essere autarchico e a produrre tutto quello che gli è necessario, ma ha la necessità, nella maggior parte dei casi, di importare dall’estero ciò che gli serve. Al contrario, esporterà ciò che gli richiedono gli altri Stati. Per questo motivo il diritto del commercio internazionale è una branca estremamente importante del diritto internazionale ed è regolamentata in modo dettagliato per prevedere ogni casistica, anche le più specifiche e particolareggiate.

Uno dei problemi maggiori, legato alla questione import ed export, è quella della sostenibilità ambientale. Com’è possibile garantire la libera circolazione delle merci grazie ai trasporti preservando l’ambiente? La questione dell’ecosostenibilità è diventata sempre più spinosa negli ultimi anni, vista l’emergenza e le iniziative sempre più presenti a livello internazionale. All’interno del diritto del commercio internazionale la questione è ampiamente trattata. Nel caso si vogliano approfondire gli ambiti di interesse da un punto di vista giuridico, il volume di diritto del commercio internazionale è disponibile qui. Intanto vediamo insieme le maggiori sfide legate a commercio e sostenibilità.

Ecostenibilità e commercio internazionali: i punti su cui riflettere

Partiamo da una definizione basica: lo sviluppo sostenibile è tale se soddisfa i bisogni presenti senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future. Se si pensa ai trasporti che ogni giorno permettono alle merci di spostarsi da un punto all’altro dei continenti, ci si rende facilmente conto della complessità del garantire l’ecosostenibilità di questi scambi. Se da un lato il commercio internazionale deve riuscire a trovare un equilibrio tra chiusura e spinte protezionistiche e importazione, dall’altro lato deve cercare di garantire lo sviluppo sostenibile. Trovare il giusto punto di contatto non è semplice ed è al centro di enormi discussioni da parte dei maggiori vertici.

Per arginare i problemi legati alle minacce alla sostenibilità è importante intervenire attentamente, a livello multidisciplinare e su più livelli; innanzitutto a livello locale, successivamente a livello nazionale, europeo, internazionale e mondiale. Il problema legato ai diversi tipi di energia ha, infatti, una matrice comune e non riguarda il singolo, ma potrebbe estendersi a macchia d’olio ovunque, creando dei problemi e delle mancanze irreversibili. Per questo motivo è necessario pianificare e mettere in atto delle strategie che riducano l’inquinamento e l’utilizzo delle energie non rinnovabili, ottimizzino spostamenti, trasporti e produzioni.

Un compito arduo che non può essere portato avanti nel giro di pochi anni, ma che ha bisogno di un’organizzazione attenta, scrupolosa e sul lungo termine. Una delle sfide più ardue del nostro millennio. Sarà un successo o un fallimento? “Ai posteri l’ardua sentenza”.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.