In molti si chiedono se l’olio al CBD sia utilizzabile anche per curare e coccolare i propri amici a quattro zampe. La buona notizia è che esiste un brand di nome Sensitiva, che produce olio al CBD appositamente studiato per gli animali domestici. Infatti ha una percentuale di CBD inferiore rispetto al classico olio, che si attesta intorno al 2,5%. Di seguito viene spiegato più nel dettaglio la composizione del prodotto ed i benefici che ne derivano utilizzandolo.

Il cannabidiolo, di cui CBD è l’acronimo, è una sostanza presente nella struttura organolettica della pianta di canapa sativa. Insieme al CBD la canapa presenta percentuali di THC. Nel primo caso si tratta di una sostanza non psicoattiva che pare possegga numerose proprietà benefiche, nel secondo risulta invece essere una sostanza psicoattiva e dunque in grado di alterare le percezioni psicomotorie.

A differenza delle sostanze psicoattive, il cannabidiolo dunque non si lega a quei recettori del cervello che attivano risposte eccitanti e alterate.

I prodotti a base di cannabidiolo, come l’olio CBD, vengono estratti da piante di cannabis sativa che hanno una percentuale di THC attestata attorno al 0,2% massimo 0,6%. Per tale motivo non vengono considerate stupefacenti.

Il CBD opera sui recettori cerebrali animali responsabili della produzione della serotonina e debolmente sui recettori CB1 e CB2, solitamente stimolati dal THC. Il processo chimico è identico a quello che avviene nell’organismo umano, ma gli animali risultano essere più sensibili al cannabidiolo e per tale motivo sono stati realizzati prodotti che presentano varie concentrazioni di CBD, da utilizzare in dosi specifiche.

Solitamente vengono attribuiti al cannabidiolo numerosi benefici per la salute, come l’alleviamento del dolore, la riduzione dell’ansia e il miglioramento del sonno. Le potenziali indicazioni terapeutiche riguardanti l’uso del CBD sono molte e in crescita e, soprattutto, vanno di pari passo con le ricerche sul campo e gli studi clinici.

Proprietà e effetti dell’olio CBD sugli amici a quattro zampe

Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi studi che esaminano l’uso degli estratti di CBD sugli animali.

Tra questi il dottor Rishniw, professore e ricercatore presso la Cornell University’s School of Veterinary Medicine, ha pubblicato un articolo sul Veterinary Information Network (VIN) che fa riferimento ad alcuni studi riguardanti la sicurezza e l’efficacia di prodotti a base di CBD per la gestione sia dell’osteoartrite cronica, che delle crisi epilettiche nei cani già sottoposti a terapia anticonvulsivante.

Secondo Rishniw, i cani affetti da artrite sembrano beneficiare del CBD in modo simile all’effetto osservato con i farmaci antinfiammatori non steroidei. Gli animali hanno mostrato un aumento dell’attività e una diminuzione del dolore.

Inoltre il CBD sembra essere estremamente sicuro nei cani e nei gatti e, nei diversi studi, l’unico cambiamento biochimico evidente nei cani è stato un aumento della fosfatasi alcalina, un enzima epatico. Tuttavia, non sono state osservate conseguenze cliniche particolari causate da questo aumento.

Anche se attualmente gli studi nel campo della veterinaria, riguardanti l’uso del CBD come sostituto della terapia del dolore, non sono stati confermati o quantomeno formalizzati, le ricerche nel settore stanno procedendo a ritmi serrati e sempre più dottori sostengono la validità delle terapie al cannabidiolo.

L’utilizzo del CBD per cani si potrebbe rivelare dunque utile per il trattamento di una serie di patologie animali. La veterinaria Elena Battaglia, operante in Liguria, riferisce di aver scelto di trattare alcuni cani con il CBD conseguendo buoni risultati. Le patologie per le quali, secondo la dottoressa, è possibile intervenire con una terapia a base di cannabidiolo sono:

  • Artrosi;
  • Deficit cognitivi in cani e gatti anziani;
  • Dermatiti;
  • Diabete;
  • Disturbi d’Ansia/stress;
  • Epilessia;
  • Ictus;
  • Malattie autoimmuni;
  • Malattie neurologiche;
  • Nevriti;
  • Osteoporosi;
  • Problemi al tratto gastrointestinale;

Di base, essendo il cannabidiolo una sostanza che va a influire su particolari recettori presenti nell’encefalo degli esseri viventi, non c’è da stupirsi se le ricerche in ambito medico specializzate per le cure delle malattie umane risultino valide per gli animali.

Olio CBD come terapia: dosi, modo e tempi di somministrazione

È possibile far assumere al proprio animale domestico il CBD in gocce di olio, pasticche e lozioni. Le gocce di olio CBD e le pastiglie possono essere impastate con il mangime. Per le creme o lozioni al CBD, valgono le tradizionali regole di applicazione: si possono spalmare sul pezzetto di cute interessato e farle assorbire con un leggero massaggio.

Il dosaggio del CBD dipenderà dei sintomi. È consigliabile rivolgersi a un veterinario il quale, dopo un’attenta diagnosi, potrà prescrivere le giuste dosi e tempistiche di somministrazione.

Attualmente la tipologia più comune di prodotti al CBD per animali domestici è somministrabile in gocce d’olio, acquistabile in boccette dotate di contagocce. Vi sono casi in cui è richiesta la diluizione del prodotto in acqua.

Esistono controindicazioni nella somministrazione di olio CBD agli animali?

Al momento, gli studi effettuati sull’olio al CBD non hanno riscontrato effetti collaterali nella somministrazione della sostanza durante le terapie animali. L’assenza di principi psicoattivi, inoltre, assicura la stabilità psicofisica degli amici a quattro zampe.

Si raccomanda comunque di consultare sempre il veterinario di fiducia prima di intraprendere una qualsiasi terapia e rivolgersi a rivenditori certificati per l’acquisto di prodotti a base di CBD, come JustBob che è uno degli e-commerce più rilevante e affidabile nel panorama italiano.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.