Viaggiare all’interno dei percorsi turistici tradizionali, le città principali d’Europa ad esempio, è ormai un’abitudine praticata da milioni di persone ogni anno. Una volta esauriti i viaggi tradizionali, oppure quelli più vicini a casa, in molti cercano mete avventurose e lontane, fuori dalle tratte maggiormente promosse dalle agenzie turistiche e frequentate da pochi, intraprendenti avventurieri. I moderni viaggiatori del XXI secolo cercano destinazioni esotiche, paesi estremamente gratificanti dal punto di vista dell’unicità dell’esperienza che però comportano anche un certo qual grado di rischio.

Se nel nostro continente l’assicurazione sanitaria italiana, fornita a ogni cittadino o residente lavoratore stabile, garantisce la copertura delle spese mediche, al di fuori della comunità europea le cose cambiano. In Asia, in Africa, nelle Americhe e in Australia noi italiani non siamo più coperti contro gli infortuni, e anche un’operazione banale come la sutura con dei punti potrebbe costar caro al malcapitato viaggiatore, anche in paesi avanzatissimi come gli USA o Singapore.

Per questa ragione, ogni viaggiatore che voglia esplorare il mondo in modo sicuro può scegliere prudenzialmente di dotarsi di un’assicurazione sanitaria viaggio, un modo per dormire sonni tranquilli e concentrarsi esclusivamente sull’esperienza dell’esplorazione stessa, senza il terrore di farsi un taglio e trovarsi con un debito da migliaia di euro nei confronti di una clinica privata.

La disponibilità di un’assicurazione medica viaggio è garantita da diverse compagnie italiane, ma fra queste è necessario scegliere le coperture che garantiscano la tranquillità in ogni occasione. Le polizze non sono tutte uguali, e spesso, per risparmiare, si omette di includere fra le garanzie le spese mediche, oppure l’assistenza, che consente di ricevere supporto in lingua italiana mediante una centrale operativa dedicata.

Quello che garantiscono tutte le assicurazioni sono gli infortuni, ma è bene controllare anche il periodo di massima copertura della polizza. Ad esempio, se durante un’esplorazione, magari in un territorio remoto come l’Australia, ci si infortuna lievemente e si decide di proseguire il viaggio, un problema come una storta potrebbe aggravarsi, e rendersi sintomatica soltanto al ritorno in Italia.

Le polizze più complete garantiscono la copertura fino a un anno di tempo dal ritorno in patria, quando l’eventuale problema potrebbe essersi aggravato e necessitare di approfonditi, e spesso costosi, esami medici.

E’ importante controllare anche il Massimale della Polizza!

Fondamentale è poi quantificare la copertura della polizza, in modo che copra anche infortuni o interventi più complessi. A tal proposito si può citare la disavventura di una turista italiana che ha avvertito un malessere, nell’Aprile del 2014, durante un viaggio di una settimana a New York. La nostra connazionale ha domandato aiuto alla reception dell’Hotel Sheraton dov’era alloggiata con il marito e la figlia. Il receptionist ha chiesto gli estremi della carta di credito alla signora, la quale ha ricevuto immediatamente l’addebito da 2.200 euro. Effettuata la visita, della durata di 15 minuti con la prescrizione di un antibiotico e alcuni farmaci da banco, la parcella del medico è ulteriormente salita sino a 3.700 dollari, circa 3.320 euro, interamente prelevati dalla carta di credito.

I coniugi avevano correttamente stipulato un’assicurazione da viaggio, ma il massimale copriva soltanto sino a 1.200 dollari a testa, un dettaglio che ha costretto la famiglia a coprire di tasca propria l’intera somma.

Se non ci si vuole trovare scoperti, anche soltanto per una banale influenza, stipulare un’assicurazione medica è un passaggio fondamentale per ogni persona che viaggi al di fuori dei confini europei.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.