Probabilmente state leggendo questo articolo in uno spazio interno, con una o più luci accese, oppure mediante l’illuminazione del vostro smartphone o tablet. Per moltissime persone, in particolar modo alla latitudini più settentrionali, la vita moderna implica trascorrere buona parte della giornata in ambienti chiusi, immersi in un mix di luci artificiali e naturali.

La luce artificiale ha offerto all’uomo possibilità incalcolabili, ma crea anche una discreta confusione al nostro corpo, evolutosi durante migliaia di anni per rispondere soltanto agli stimoli della luce solare, nel suo alternarsi fra il giorno e la notte.

Questa reattività alla luce naturale è chiamata ritmo o ciclo circadiano, e descrive il ciclo biologico di 24 ore di quasi tutti gli esseri viventi. I ritmi circadiani sono principalmente influenzati dalla ricezione della luce, ma anche la temperatura e altri stimoli svolgono un ruolo importante nel processo.

Il nostro orologio naturale è nella parte del cervello chiamata ipotalamo, collegata a una serie di fotorecettori situati in tutto il corpo (come la retina). Questi recettori sono responsabili della sincronizzazione del nostro orologio interno con la luce che assorbiamo durante il giorno. Comprendere il ciclo circadiano è essenziale perché questo è in grado di influenzare i ritmi del corpo umano, compresi aspetti della nostra vita come il sonno, l’umore, la veglia, la digestione, il controllo della temperatura e persino il rinnovamento cellulare.

Una ricerca di Talieh Ghane, del California Lighting Technology Center, mostra che una quantità adeguata di luce migliora l’umore e i livelli di energia, mentre una scarsa illuminazione favorisce la depressione e altre carenze del corpo. La quantità e il tipo di illuminazione influiscono direttamente sulla concentrazione, sull’appetito, sull’umore e su molti altri aspetti della vita quotidiana.

Come possiamo avere un sano ritmo circadiano se trascorriamo la maggior parte del nostro tempo in ambienti inondati dalla luce artificiale?

Come, se l’ultima cosa che facciamo prima di andare a letto e la prima quando ci svegliamo è controllare i nostri telefonini? In che modo gli architetti possono utilizzare l’illuminazione per promuovere ritmi circadiani sani e quindi ottenere una maggiore qualità di vita?

I ricercatori raccomandano di imitare i cicli di luce naturale con le luci artificiali, in particolar modo utilizzando lampadari moderni. Luci più luminose e più forti sono consigliate durante la mattina e durante il giorno, mentre  luci più flebili sono consigliate per la sera e la notte. Una configurazione opposta può essere alla base di un ritmo circadiano confuso, in grado di alterare il nostro ciclo del sonno e portare a una riduzione dell’energia fisica durante il giorno. Uno studio dell’Università di Toronto ha dimostrato il significato della forza della luce, dimostrando che le luci intense “intensificano la nostra reazione emotiva iniziale a uno stimolo” e che “i suoi effetti possono essere sia positivi che negativi”.

Anche la temperatura del colore della luce influisce notevolmente sul funzionamento del corpo umano. L’unità di misura della temperatura del colore si esprime in Kelvin (K), e maggiore sarà il suo valore maggiore sarà la luminosità della luce. Luci calde rendono l’ambiente più accogliente e rilassante, mentre luci più fredde rendono l’ambiente più stimolante: ci fanno sentire più vigili, più concentrati e possono aumentare i livelli di produttività.

Si ritiene inoltre che la luce blu riduca i livelli dell’ormone melatonina correlato al sonno, facendoci sentire più svegli. Computer e schermi mobili emettono molta luce blu, quindi l’ultimo controllo di un social prima di dormire può rendere il sonno molto meno riposante. Ma se usata in modo intelligente, la luce blu può essere ideale per quegli spazi in cui è necessario essere produttivi come sale riunioni, cucine industriali e persino in fabbrica, dove è necessaria un’elevata concentrazione.

I toni gialli (nella parte inferiore della scala dei colori) corrispondono al tramonto e all’alba, momenti in cui il corpo ha bisogno di essere generalmente più rilassato. Questa associazione funziona perché fino a poco tempo fa gli esseri umani non erano esposti a luci ad alta intensità durante la notte, ma soltanto alla luce della luna o del fuoco. L’illuminazione debole, indiretta e calda tende a rendere gli ambienti più tranquilli, e di conseguenza a predisporre le persone ad essere più rilassate.

Gli esperti concordano sul fatto che sfruttare la luce solare durante il giorno ed evitare l’esposizione diretta alla luce fredda o blu al momento di andare a dormire può migliorare la qualità del sonno, e influenzare positivamente il benessere e la produttività di ognuno di noi. Sebbene sia molto difficile controllare l’illuminazione di tutti gli ambienti e gli spazi in cui abiteremo, essere consapevoli degli impatti dell’illuminazione sul nostro corpo può farci riflettere su alcune scelte che in altro modo potremmo fare troppo velocemente, come ad esempio comprare una lampada qualunque in un grande magazzino, oppure controllare costantemente il cellulare prima di andare a letto.

Avatar
Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.