Il 21 Aprile è morto Papa Francesco, e il 22 Aprile il consiglio dei ministri italiano ha proclamato 5 giorni di lutto nazionale. Il lutto terminerà il 26 aprile, il giorno dei funerali di Jorge Mario Bergoglio. Ma cos’è il lutto nazionale e cosa prevede? Anche in Italia, che è uno stato laico, dobbiamo considerarci tutti in lutto? Vediamo alcuni passaggi fondamentali.

Partiamo dalla fine: Sabato 26 aprile alle 10:00 verrà osservato un minuto di silenzio in tutti gli uffici e le scuole pubbliche, mentre negli edifici pubblici, già dal 21, le bandiere saranno a mezz’asta. Ma nella pratica il lutto nazionale può avere effetti anche sulle manifestazioni pubbliche. Fra il 21 e il 26 Aprile tutte le manifestazioni pubbliche possono essere annullate, rimandate oppure svolte in una forma ridotta. Ma attenzione: non si tratta di giorni di vacanza: le attività lavorative proseguono normalmente così come non è previsto alcun giorno di riposo in più per il lutto.

La durata di 5 giorni costituisce un record per lo stato italiano, sicuramente nel nuovo millennio. Nel 2005, quando morì Giovanni Paolo II, i giorni di lutto furono 3. Quando morì Ciampi, nel 2016, fu proclamato un solo giorno, e anche per Berlusconi, nel 2023, ci fu un giorno di lutto. Ma anche prima degli anni 2000: nel 1978 per Paolo VI ci furono 3 giorni, per i caduti di Nassiriya in Iraq ci fu un giorno, così come per i morti dell’Aquila, per il terremoto in Emilia e quello nel centro Italia. Insomma 5 giorni di lutto è un periodo enorme rispetto a qualsiasi altra circostanza luttuosa , e molte delle forze di opposizione politica all’attuale governo di centro-destra hanno legato i 5 giorni alla volontà di sminuire le celebrazioni per gli 80 anni del 25 Aprile, la liberazione dal nazifascismo in Italia.

Ma il ministro Nello Musumeci ha specificato: “Tutte le cerimonie sono consentite, tenuto conto del contesto e quindi con la sobrietà che la circostanza impone a ciascuno”. Visto che il 25 Aprile richiama a manifestazioni sobrie difficile che cozzi con i giorni di lutto nazionale, la polemica sembra solo di merito e non legata a difficoltà oggettive. Molto più concreti sono invece gli impegni istituzionali e quelli delle forze dell’ordine. Per i funerali di Papa Francesco del 26 aprile sono stati stanziati 5 milioni di euro, e l’allerta per l’arrivo di pellegrini di tutto il mondo è altissima, visto che invaderanno le strade di Roma. Dal 27 Aprile torna tutto normale, ma solo fino al giorno della fumata bianca, quando in Piazza San Pietro arriveranno almeno 300.000 persone da tutto il mondo.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine.
Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...

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