La storia, viene sempre scritta dai vincitori. Ciò non vuol dire che sia sempre vera, come dimostra quello che si trova sui libri riguardo alla torre della colonia Montecatini, a Milano Marittima in provincia di Ravenna. Ma è bene partire dal principio.

Erano gli anni trenta, in pieno regime fascista, quando fu approvato il progetto di Eugenio Faludi per la costruzione della colonia Montecatini. Inizialmente l’edificio doveva esser costruito a Marina di Ravenna, ma la località finale fu invece Milano Marittima, accanto alla coeva colonia Varese, resa famosa come spettrale luogo abbandonato dal film horror del 1983 Zeder.

La Montecatini venne inaugurata il 24 agosto del 1939, dopo poco più di 1 anno dall’inizio dei lavori (marzo 1938). Lo stabile poteva ospitare dai 500 ai 1500 bambini e circa 300 persone di servizio. L’architetto Faludi non mancò di inserire nel progetto 2 elementi che potessero, come di consuetudine per il periodo, dimostrare la grandezza e la potenza del regime. All’entrata venne eretto un gigantesco arco, simile a quello progettato dall’architetto Adalberto Libera per l’Esposizione universale di Roma.

Altro Elemento importante fu la maestosa torre alta 55 metri, costruita per bellezza e che costituiva un percorso per i giovani balilla che dovevano percorrerla di corsa sino in cima. La torre in realtà aveva all’estremità un serbatoio piezometrico per l’acqua, ma questo era solo parzialmente necessario in quanto la colonia attingeva l’acqua da due pozzi.

Proprio la torre è motivo di fraintendimento storico

In molti scrivono che venne abbattuta dall’esercito tedesco in ritirata, ma si tratta di un classico caso di falso storico. In una fotografia aerea del 27 Marzo 1944 (link), quando ancora i tedeschi occupavano l’area, la torre risulta già distrutta, bombardata dall’aviazione alleata. Inoltre, diversi testimoni ricordano la distruzione come a opera dell’aviazione, e non sono presenti documenti ufficiali che incolpino i tedeschi della distruzione della torre.

Finito il secondo conflitto mondiale, la colonia, divenne proprietà del Monopolio di Stato. Nel 1952 venne ristrutturata e la torre parzialmente ricostruita, non raggiungendo però le vette precedenti ma raggiungendo soltanto l’altezza dell’ultimo piano. La Montecatini venne ristrutturata più volte, di cui l’ultima nel 1987, e nel 1998 fu definitivamente abbandonata.

Oggi, nei suoi stanzoni regna il silenzio, non ci sono più le voci dei bambini che giocano, scherzano o si impegnano in attività di gruppo. L’epoca delle colonie è ormai terminata da tempo, e lo scheletro della Montecatini, accanto alla sopracitata Varese, ricorda un passato molto diverso dalla realtà odierna. Nelle varie stanze vuote, rimane solo un po d’intonaco colorato qua e là, che ricorda tempi ormai andati.

In quella che doveva essere la mensa si osservano ancora due enormi murales, uno di Cervia, l’altro delle notti magiche d’italia ’90. Qualche calcinaccio, e mobili rotti, fanno da cornice ad un quadretto in vetro di Topolino datato 1991. Tutto rimane lì, imprigionato in un passato che non può tornare, e diretto verso un futuro di lento logorio dovuto al passare del tempo ed al sale di un mare che l’ha vista nascere, vivere e la vedrà morire, spegnendosi lentamente come una candela.

 
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Colonia Montecatini#5:

Colonia Montecatini#6:

Colonia Montecatini#7:

Colonia Montecatini#8:

Colonia Montecatini#9:

Sotto, la Colonia Montecatini come appare oggi, visibile in tre dimensioni su Google Maps:

Tutte le fotografie sono di Alessandro Mordenti.

Alessandro Mordenti
Alessandro Mordenti

URBEX da 5 anni, percorro l’Italia alla ricerca di ville, chiese, istituti, fabbriche, navi, aerei e tutto ciò che sia abbandonato, per immortalarne il fascino e per raccontarne la storia attraverso le mie immagini. Poiché essi possano continuare a vivere, nella speranza che possano trovare un nuovo utilizzo, e soprattutto per mostrarne la bellezza.