Gli scienziati dell’Istituto di ricerca Benaroya del Virginia Mason e dell’Università di Washington, hanno codificato il genoma del celacanto africano (o “delle comore”), il cui nome scientifico è Latimeria chalumnae. Secondo il gruppo di esperti internazionale guidato dal Professor Chris Amemiya, il Celacanto è una specie unica di pesci che è rimasta praticamente invariata per oltre 360 milioni di anni. Questo aiuterà gli scienziati a capire come i pesci abbiano adattato le proprie pinne e che successivamente divennero dei piedi per gli animali che diventarono terrestri.

Celacanto delle Comore 1

Il Celacanto fu creduto, sino al 1938, un animale estinto al tempo dei dinosauri, e fu solo per caso che un capitano di vascello inglese ne riconobbe l’unicità fra i pesci pescati, portandolo a Londra per farlo esaminare. Ad oggi, il pesce è classificato come prossimo all’estinzione, a causa della difficile convivenza con il genere umano. In conformità con la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, il Celacanto è stato inserito nell’Appendice I (a rischio estinzione) nel 1989.

Celacanto delle Comore 2

Il trattato vieta il commercio internazionale a fini commerciali e regola tutti gli scambi commerciali, tra cui l’invio di campioni per i musei, attraverso un complicato sistema di permessi. Nel 1998, la popolazione totale di questo curioso animale è stata stimata essere di 500 esemplari o meno, un numero che potrebbe minacciare la sopravvivenza della specie. Nel video sotto, realizzato dal National Geographic, è possibile ammirare uno dei rarissimi esemplari dell’abitante del nostro pianeta dai geni più antichi che esistano. Non sfuggirà agli occhi dei più esperti di pesci l’incredibile particolarità delle sue pinne, che fanno somigliare le sue sue pinneggiate a dei veri e propri “passi” sott’acqua.

Celacanto delle Comore 3

In natura:

Celacanto delle Comore 4

Il video del pesce:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...