Il nome di “Leonardo” evoca genialità e creatività, scienza e matematica. Leonardo da Vinci (1452-1515), fu pittore, scultore, architetto e ingegnere, un artista e scienziato probabilmente unico nella sua poliedricità. Di tutti i suoi studi egli realizzò un’immensa mole di appunti, di cui ricordiamo gli studi sull’anatomia e l‘”automa-cavaliere”, scoperto solo negli anni ’50, composti poi arbitrariamente in codici veri e propri, come il Codex Arundel, recentemente pubblicato online dalla British Library. Il codice venne chiamato “Arundel” a causa del suo collezionista, Thomas Howard (1586-1646), che fu il XIV conte di Arundel.

La struttura stessa del manoscritto è, come per gli altri “Codex” Leonardeschi, di natura “sparsa”, ovvero fogli di appunti mai organizzati in volumi unitarii. I fogli del Codex Arundel vennero scritti fra il 1480 e il 1518, e contengono osservazioni di meccanica, sui fiumi, astronomia, architettura, ottica e sul volo degli uccelli, argomenti trattati in moltissime altre pagine e sui quali Leonardo impiegò moltissimo del proprio tempo da studioso.

 

La British Library rende disponibile per la consultazione gratuita l’intero manoscritto, composto di 283 pagine, che è redatto nella caratteristica scrittura speculare di Leonardo, da leggere quindi allo specchio.

Fonte: British Library. Le immagini sono di pubblico dominio.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...