Oggi è un villaggio sperduto tra le sabbie del deserto della Mauritania, che inesorabilmente avanza verso sud, inghiottendo ciò che rimane di un’antica cultura.

Chinguetti

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E’ quasi un paese fantasma Chinguetti, diviso in due da un canalone di sabbia, che separa la parte più nuova dall’antica città.

Il villaggio nuovo

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Ma Chinguetti è un luogo sacro dell’Islam, dove, tra il 13° e il 17° secolo si fermavano migliaia di pellegrini diretti alla Mecca, e carovane di commercianti che trasportavano verso sud lana, orzo, datteri e tornavano con merci preziose come oro, avorio e schiavi.

Distributore di benzina

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Chinguetti, che oggi conta poche migliaio di abitanti, un tempo era un importante Ksar (città fortificata) dove vivevano 20.000 persone e avevano sede 24 biblioteche.

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Incredibilmente, nelle vecchie case cotte da un sole impietoso, ancora oggi vengono conservati migliaia di libri antichi e preziosi, alcuni in pessime condizioni, lacerati dal tempo e rosi dalle termiti, altri ancora ben conservati.

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Ci sono due preziosi libri del Corano, e volumi scritti dagli eruditi locali, altri provenienti da Egitto, Siria e dal Maghreb. Delle antiche biblioteche, oggi ne sopravvivono meno di dieci, tradizionalmente custodite dalle famiglie del luogo. La più importante delle librerie rimaste ospita 1600 volumi, conservati in un locale che assomiglia, nonostante l’improbabile posizione, a una biblioteca tradizionale, con schedari e tavoli da lettura.

L’unico mezzo di sostentamento degli abitanti di Chinguetti è il turismo: una manciata di avventurosi viaggiatori che percorrono un centinaio di chilometri nel deserto per ammirare le pitture rupestri della vicina Amoghar Pass (dove si vede un paesaggio verde abitato da persone e animali), e per stupirsi di fronte ai preziosi libri, un insospettabile patrimonio che rischia di finire distrutto.

Già nel 1996, un fotografo predisse che di Chinguetti non sarebbe rimasta traccia: “Come tante città del deserto, è una vittima del tempo e il volto mutevole dell’evoluzione culturale dell’umanità”.

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Sempre nel 1996, l’UNESCO ha dichiarato Chinguetti patrimonio dell’umanità, ma nonostante gli sforzi per la sua conservazione, sembra impossibile prevenire l’inevitabile: le sabbie del Sahara si insinueranno tra i mattoni di fango e le pagine dei libri, come una coltre che coprirà per sempre secoli di storia.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.