In questi giorni di sede vacante come vescovo di Roma sentirete spesso parlare di Camerlengo, una figura unica in Vaticano. Il termine Camerlengo deriva dal germanico “kamerling”, che significa “addetto alla camera del sovrano”. Naturalmente non parliamo di una semplice stanza: in questo caso, la “camera” è la quella Apostolica, cioè l’organo che si occupa dell’amministrazione dei beni e delle finanze della Santa Sede.
Nel mondo cattolico il ruolo del Camerlengo diventa famoso in un momento molto delicato: quando muore un Papa. E’ lui che constata l’effettivo decesso del pontefice alla presenza di diversi testimoni. Oggi si fa con strumenti moderni, ma un tempo il Camerlengo chiamava il Papa per nome tre volte, poi gli toccava la fronte con un piccolo martelletto d’argento e non ricevendo risposta diceva: “Vere Papa mortuus est”. L’ultimo a ricevere questo complesso trattamento fu il corpo di Pio IX nel 1878.
Durante il periodo che la Santa sede si trova senza Papa, è il Camerlengo a gestire gli affari ordinari del Vaticano. Non può prendere decisioni dottrinali o nominare vescovi, ma si occupa dell’amministrazione quotidiana e soprattutto dell’organizzazione del Conclave, quel momento in cui i cardinali si riuniscono per eleggere il nuovo Pontefice.
Un dettaglio curioso: il Camerlengo è la persona che sigilla gli appartamenti papali, come simbolo che il potere del Papa è momentaneamente sospeso.
Il Camerlengo è anche colui che decide di battere nuova moneta, che spesso diventa preziosa merce di scambio fra collezionisti. Prima lo faceva in lire vaticane poi lo ha fatto in Euro, ma la commissione Europea ha interrotto questa usanza dicendo che non si potevano coniare monete con facce diverse soltanto perché il capo dello Stato era assente o ancora non eletto. Così l’ultima serie di monete con corso legale fu coniata nel 2005, alla morte di Giovanni Paolo II, mentre oggi le monete coniate durante il conclave hanno semplice valore commemorativo.
Il Camerlengo viene scelto tra i cardinali e nominato direttamente dal Papa, ed è una figura centrale in uno dei momenti più delicati per la Chiesa cattolica, quando non c’è più il papa. In breve il Camerlengo è il custode della transizione, il garante che tutto avvenga secondo le regole e tradizioni della Chiesa. Il 21 aprile 2025 il camerlengo attuale, Cardinale Kevin Joseph Farrell, nominato da Papa Francesco nel 2019, ha annunciato pubblicamente la morte del pontefice, ne ha constatato il decesso e ha assunto il governo ordinario della Chiesa. Fino alla fumata bianca sarà lui a dirigere i lavori e ad essere l’effettivo capo di stato di Città del Vaticano.

