Chernobyl è il luogo tristemente famoso per l’incidente nucleare più grave della storia dell’umanità. Oggi esiste una zona di esclusione che copre un’area di circa 4.300 chilometri quadrati attorno alla centrale, nella quale a nessun essere umano è consentito (o meglio dire consigliato) entrare, causa il pericolo delle radiazioni. All’interno della zona di esclusione gli animali hanno riconquistato l’ambiente naturale, popolando fittamente l’area. Fra i tantissimi animali ci sono anche i Lupi Grigi, che si contano in un numero 7 volte superiore a riserve naturali simili, probabilmente a causa dell’abbondanza di cibo e all’assenza dell’uomo.

La salute e le azioni di questi animali sono stati monitorati da un progetto finanziato dall’Università del Missouri, seguito dal professor Michael Byrne, Docente di Ecologia della Fauna. Per capire gli spostamenti dei lupi, 14 di essi sono stati dotati di un collare GPS, in modo da conoscerne costantemente la posizione.

I lupi potrebbero infatti essere vittime di mutazioni genetiche imprevedibili. In un articolo uscito pochi giorni fa su Springer, a firma proprio del docente statunitense, viene riportato che nel Febbraio 2015, un lupo di 1/2 anni ha compiuto un viaggio di 369 chilometri dal suo centro stanziale. Il viaggio è iniziato il 6 Febbraio 2015 ed è terminato il 29 Agosto dello stesso anno, quando del lupo si sono completamente perse le tracce.

Gli altri lupi sono invece rimasti sostanzialmente stabili all’interno della zona di esclusione, confermando un comportamento stanziale da parte della stragrande maggioranza della fauna locale. Il pericolo, affermano gli scienziati, è che i lupi (ma vale anche per altre specie) possano diffondere mutazioni genetiche che si stanno sviluppando nella zona di esclusione, contaminando zone molto più grandi rispetto alla propria. Anche se per ora sono da escludere particolari pericoli riguardo mutazioni della fauna, in futuro una zona con una popolazione tanto ricca potrebbe espandere la propria influenza anche all’esterno, contaminando aree rimaste pulite dalle radiazioni di Chernobyl. Il ricercatore, scherzando, afferma però che i lupi nati nell’area hanno tutti 2 occhi, quattro zampe e una coda…

Categorie: Scienza

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...