La notizia che Google stia mappando i download di musica non giunge certo inaspettata, quello che però è strabiliante è la funzione che il grande motore di ricerca americano riesca a trovare ai dati che raccoglie. Il grafico che vedete nell’immagine è solo una schermata di uno schema interattivo in grado di mostrare, anno per anno, l’influenza avuta dai vari generi musicali come Rock, Pop, Jazz, Indie, Metal e molti altri ancora. La linea che vedete per prima è poi “esplodibile” e mostra come i vari sotto-generi abbiano contibuito a renderla di quella dimensione e, ancora, i vari sotto-generi sono esplodibili per i gruppi musicali principali che hanno contribuito a rendere il flusso musicale di una certa dimensione.

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Impressionante? Decisamente. Andando a vedere quale sia, ad esempio, il contributo dato al rock dai Beatles avrete una conferma per quanto riguarda il loro enorme seguito di fans in tutto il mondo. Più precisamente, il grafico viene compilato con il numero di tracce salvate nel proprio dispositivo con Google Play da tutti gli utenti di tutto il mondo. Non impressiona quindi più di tanto la bassa influenza del pop che, anche se decisamente più popolare del rock/indie, è un genere ascoltato in modo più veloce e con una percentuale di download minore rispetto agli altri. Il grafico quindi potrebbe definirsi come “quali canzoni portereste con voi”, e non quanto siano realmente popolari o conosciuti i brani.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...