Se la fotografia sottostante fosse recente, probabilmente si tratterebbe di un’immagine modificata, e quindi ci si potrebbe soffermare a notare i particolari: le scarpe bicolore, tanto old-fashion; la posizione sciolta del soggetto, nonostante l’evidente scomodità; la facilità con cui il personaggio tiene in mano l’enorme macchina fotografica.

La fotografia però ha almeno ottant’anni, e non è certamente “photoshoppata”, quindi la prima cosa che salta all’occhio è l’impensabile altezza in cui si svolge la scena, che congela per sempre la spensierata incoscienza di uno dei fotografi più “acrobatici” degli Stati Uniti: Charles Ebbets.

Ebbets scattò una delle immagini più iconiche di tutti i tempi, “Pranzo in cima ad un grattacielo”, storica foto del 1932, che tuttavia gli fu ufficialmente attribuita solo nel 2003. Per settant’anni, la famosa immagine scattata durante la costruzione del Rockefeller Center di New York, insieme a molte altre sue fotografie del grattacielo, furono conservate negli archivi Bettman con la dicitura “fotografo sconosciuto”.

“Pranzo in cima ad un grattacielo” è un’immagine oggi famosissima, più volte ricreata da artisti e fotografi, ma non è l’unica foto di Ebbets che documenti i temerari operai che contribuirono a creare uno dei capisaldi dello skyline di New York.

Ebbets era egli stesso un temerario, che lavorò ad Hollywood come stunt-man ed anche come attore, all’incirca a metà degli anni ’20. Ma la vera passione di Charles era sempre stata la fotografia: comprò la sua prima macchina fotografica all’età di otto anni, facendola mettere sul conto della madre.

A 27 anni fu chiamato a documentare, come fotografo-capo, lo sviluppo dei lavori al Rockefeller Center. Proprio svolgendo questo incarico, Ebbets scattò “Pranzo in cima al grattacielo”, durante gli ultimi mesi di costruzione.

Perché dunque a Ebbets non fu subito riconosciuta la paternità della fotografia? Probabilmente perché erano molti i fotografi che collaboravano all’album di ricordi del Rockefeller Center, tanto che in molte immagini il soggetto è proprio Charles Ebbets. Tuttavia, nessun altro fotografo si è mai attribuito il merito dello scatto.

Anche se la foto apparve quasi subito nel supplemento domenicale del New York Herald Tribune, divenne famosa solo molti anni dopo.

In quegli anni, i fotografi non erano considerati artisti, ma solo operatori dietro la macchina, che lavoravano su commissione. Moltissime volte, le immagini venivano archiviate dai committenti senza nessun credito specifico verso l’autore.

Il merito dell’attribuzione della storica foto va alla famiglia Ebbets, che spulciando fra i documenti di Charles, ha trovato le fatture originali per il lavoro svolto al Rockefeller Center, copie di articoli, e il negativo originale, in lastra di vetro, dello straordinario pranzo a 260 metri di altezza.

Le fotografie di Ebbets sono ora raccolte in un sito web realizzato dalla figlia.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.