Essere consulenti d’immagine nel 2020 significa non solo essere esperti di analisi del colore, ma anche e soprattutto saper sfruttare questo e molti altri strumenti per poter valorizzare l’immagine e la figura del proprio cliente. Il cerchio di Itten, in particolare, costituisce un importante punto di partenza per tutti coloro che desiderano diventare consulenti d’immagine.

Che cosa è il cerchio di Itten?

Il cerchio di Itten, noto anche come cerchio cromatico, è uno degli strumenti che il consulente d’immagine utilizza non solo per condurre l’analisi del colore, ma anche per poter eseguire in maniera efficace e professionale la propria attività.

Quando fu introdotto dal suo omonimo fondatore, il cerchio di Itten potrò una vera e propria rivoluzione, costituendo una pietra miliare nella storia dell’analisi del colore che – in quegli anni – era particolarmente attiva.

Passando alla pratica, il cerchio di itten, grazie alla divisione tra tonalità primarie e secondarie, è costituito da:

  • Triangolo centrale: qui si trovano i 3 colori primari ossia giallo, rosso e blu
  • Triangoli con colori secondari: si tratta di tre triangoli creati dall’unione dei colori primari. Le tonalità che contraddistinguono questa seconda porzione del Cerchio di Itten sono arancione, verde e viola.
  • Corolla esterna: qui sono riportati ben 12 colori, 3 primari, 3 secondari e 6 colori terziari (questi ultimi sono il risultato dell’unione dei colori primari e secondari).

Esistono poi un paio di eccezioni al cerchio di Itten: il bianco e il nero, in quanto “non colori” non sono riportati in nessuno degli spicchi del cerchio cromatico.

Chi desidera diventare consulente d’immagine sa quanto sia importante utilizzare il Cerchio di Itten per abbinare i colori: in particolare è opportuno ricordare che per ottenere un effetto armonioso è preferibile accostare tonalità dello stesso spicchio. Ma saper usare il Cerchio di Itten è sufficiente per potersi definire consulenti d’immagine?

Come può essere usato dai consulenti d’immagine

Nonostante il Cerchio di Itten sia un valido strumento per i consulenti d’immagine, è opportuno ricordare che questo costituisce solo un punto di partenza per poter svolgere una consulenza a 360° che valorizzi in tutti i sensi la figura che si ha di fronte.

Infatti, i professionisti dell’image consultant si distinguono per la capacità di creare una palette personalizzata sulle necessità, le ambizioni e i gusti dei clienti che si chiede la consulenza stessa.

Ad esempio, immaginiamo che ad una persona – a seguito dell’analisi del colore – doni l’arancione; allo stesso, per vicende personali, questa persona dichiara di non voler indossare questa tonalità perché legata a brutti ricordi nel proprio passato. Ecco che emerge in maniera quasi prepotente l’importanza di una consulenza d’immagine basata sul rapporto umano ed empatico che si instaura tra il councelor e il cliente: solo in questo modo sarà possibile realizzare una palette personalizzata che valorizzi appieno le potenzialità della persona che si ha di fronte e, soprattutto, possa essere utilizzata in maniera proficua.

Come diventare consulenti d’immagine? La risposta di Isabella Ratti

Isabella Ratti – Consulente d’immagine e Style coach – grazie alla propria esperienza nel settore della consulenza d’immagine, al costante aggiornamento e alla passione per l’insegnamento, si occupa di formare image consultant in tutta Italia. A differenza di quanto divulgato in altri contesti, Isabella Ratti si fa portavoce di un’idea di image consultant empatica, umana e che fonda la propria efficacia sulla formazione a 360° di questa figura personale.

Essere consulente d’immagine nel 2020 significa non solo essere preparati e avere una conoscenza multi displicare degli argomenti correlati alla propria attività, ma implica la voglia e la passione per il proprio lavoro. Il consulente d’immagine ha una mission importantissima: aiutare le persone ad esprimere al massimo le proprie potenzialità, le proprie aspettative le ambizioni attraverso l’immagine esteriore. Come fare? Ricordarsi di essere prima di tutto esseri umani e che essere image consultant non vuole dire solo usare il cerchio di Itten o saper fare l’analisi del colore…anche se è un buon inizio!

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.