Cecilia di Mecklemburgo-Schwerin, Guglielmo di Prussia e la caduta degli Hohenzollern

Doveva diventare imperatrice dell’impero tedesco, ma la storia andò diversamente, e non volle seguire il suocero e il marito in esilio, restando in Germania con i suoi figli per tutta la vita.

Cecilia di Mecklemburgo Schwerin nacque il 20 settembre 1886, figlia del Granduca Federico Francesco III e della Granduchessa Anastasia di Russia, nipote dello Zar Nicola I. Trascorse molto tempo in Francia a causa dell’asma del padre, che soffriva del clima freddo e umido del nord Europa, le estati in Russia in vacanza con la madre alla corte imperiale e lunghi periodi in Inghilterra dal Granduca Michele, fratello di sua madre, in esilio per aver contratto matrimonio morganatico non approvato dallo Zar Alessandro II.

Cecilia di Meklemburgo Schwerin:

Dopo la morte del padre a soli 46 anni per suicidio (o incidente) in seguito a una caduta da un ponte, la cosa non fu mai chiarita, e il matrimonio della sorella Alexandrina con Cristiano di Danimarca, poi Cristiano X, trascorse lunghi periodi a Copenhagen con la madre.

Era bella, statuaria, alta 182 cm, un’enormità per l’epoca, elegante, poliglotta

Nel 1904 al matrimonio del fratello, ora Granduca Federico Francesco IV, conobbe il suo futuro marito, Guglielmo di Prussia, figlio del Kaiser Guglielmo II e di Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg.

I genitori di Cecilia, il Granduca Federico Francesco III e la granduchess Anastasija di Russia:

Fu un colpo di fulmine, si fidanzarono il 4 settembre e si sposarono il 6 giugno 1905. Cecilia divenne presto il membro più amato della casa Hohenzollern, sia in famiglia che dalla popolazione. Le donne copiavano la sua eleganza e il suo stile.

Tutti la amavano, tranne il marito, che dopo i primi tempi riprese a frequentare molte altre donne. Nonostante questo misero al mondo 6 figli dal 1906 al 1917.

Vivevano a Berlino ma viaggiavano molto per impegni ufficiali, e Cecilia era ammirata dovunque, divenne anche amica della regina Mary, moglie di Giorgio V, e la loro amicizia durò per tutta la vita, resistendo alle vicende storiche.

La granduchessa Anastasia con i figli Federico Francesco, Alessandrina e Cecilia:

Con la prima guerra mondiale Guglielmo era al fronte di Verdun, ma in verità, come tutti gli eredi al trono, venne tenuto sempre lontano dai combattimenti per il rischio di morte e ancor più di venir catturato.

Il 1918 portò per Cecilia grandi dolori per i legami che aveva con la famiglia imperiale russa, oltre all’eccidio della famiglia dello Zar ci fu l’uccisione dello zio Sergej insieme a Elisabetta d’Assia nel luglio 1918, seguita nel gennaio 1919 da quella degli altri due zii, Giorgio e Michele.

Un tentativo di instaurare una democrazia parlamentare conservando la monarchia fallì.
Il Kaiser fu costretto, dopo molte resistenze, ad abdicare il 9 novembre, rinunciando alla successione. Per la famiglia reale tedesca si apriva l’esilio in Olanda, dove la regina Guglielmina li accolse.

Guglielmo di Prussia:

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Augusta Vittoria raggiunse il marito in esilio, ma la nuora Cecilia non volle, le venne concesso di restare in Germania con i figli e si stabilì al Cecilienhof a Potsdam, la casa donata alla coppia dal Kaiser e ultimata nel 1917.

Il 1919 fu un anno tragico, nasceva la socialdemocratica Repubblica di Weimar che non soddisfaceva nessuno, si susseguivano i disordini e le sommosse con l’uccisione dei comunisti Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. La flotta tedesca internata a Scapa Flow si auto-affondava per non venir ridistribuita fra le nazioni vincitrici, il Trattato di Pace di Versailles metteva in ginocchio la Germania.

Il Kaiser Guglielmo II e l’imperatrice Augusta Vittoria, genitori di Guglielmo:

A Versailles Guglielmo II venne ritenuto il principale responsabile della prima guerra mondiale, non venne processato solo perché l’Olanda non concesse l’estradizione.
La Germania perdeva tutte le colonie , l’Alsazia e la Lorena, lo Schleswig settentrionale, gran parte della Slesia e della Prussia, che veniva spaccata in due e separata dal corridoio di Danzica per lasciare alla neonata Polonia l’accesso al mar Baltico.

Cecilia e Guglielmo il giorno del fidanzamento:

Furono stabilite limitazioni all’esercito, non superiore a 100.000 uomini, e alla flotta, massimo 6 navi, e migliaia di reduci vennero congedati perdendo occupazione e sostentamento. Inoltre venne stabilito l’importo esorbitante di 6 miliardi e mezzo di sterline di danni di guerra da pagare.

Le durissime misure prese contro la Germania favorirono l’avvento di Hitler e posero le basi per la seconda guerra mondiale

I tre Guglielmi, Il Kaiser al centro, a sinistra il figlio e a destra il nipote

L’ex Kaiser e Guglielmo seguivano attentamente le vicende tedesche dal loro esilio, auspicando la caduta della Repubblica di Weimar. Nel 1923 a Guglielmo venne permesso il rientro in Germania dall’esilio purché restasse fuori dalla politica, ma non tornò a vivere con la moglie, si stabilì in Slesia nel Castello di Oels e i due si incontravano solo nelle occasioni di famiglia.

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Il matrimonio di Cecilia e Guglielmo 1905:

Padre e figlio, all’inizio, appoggiarono Hitler nella speranza, che gli era stata ventilata, di una restaurazione della monarchia. Il loro modello era l’Italia, ma Hitler non ebbe mai intenzione di ripristinare un re o imperatore, anzi disprezzava gli Hohenzollern, aveva però bisogno dei molti voti dei monarchici e conservatori. Entrambi incontrarono Hitler, e Guglielmo, rompendo la promessa di non occuparsi di politica, aderì al partito per poi lasciarlo ed allontanarsene dopo la Notte dei lunghi Coltelli del 1934 quando venne assassinato il suo amico, ex cancelliere, Kurt von Schleicher.

Cecilia e Guglielmo nonni con la prima nipote Felicitas, figlia di Guglielmo e Dorothea von Salviati, nel 1934

Cecilia restava fuori dalla politica e non si faceva alcuna illusione sulla possibilità di ritorno della monarchia, faceva vita ritirata, si occupava di associazioni benefiche e cresceva i figli e in particolar modo la penultima figlia, Alexandrina, affetta da sindrome di Down, che contrariamente all’uso delle famiglie reali di nascondere i figli ‘imperfetti’ restò sempre in famiglia ed apparse nelle foto ufficiali.

Cecilia e Guglielmo:

Nel 1933 suo figlio maggiore Guglielmo rinunciò alla successione per sé e per i suoi figli per sposare Dorothea von Salviati, di rango nobiliare inferiore. Arruolato nella Wehrmacht, morì nel 1940 in seguito alle ferite riportate sul fronte francese. Il suo funerale a Berlino fu seguito da più di 50.000 persone, fino alla sepoltura accanto alla nonna, imperatrice Augusta Vittoria morta nel 1921.

Hitler, fortemente indispettito dalla partecipazione popolare e dalla simpatia verso la casa reale, rimosse dal servizio attivo, e poi congedò, tutti gli Hohenzollern sotto le armi perché non divenissero degli eroi nel sentimento popolare.

Cecilia

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Diventava quindi erede al trono il secondogenito Luigi Ferdinando, che nel 1938 sposò Kira, la seconda figlia di Vittoria Melita e Kirill Romanov. Fu l’ultima occasione di festosa riunione familiare degli Hohenzollern. Fortemente anti nazista, fu sospettato di aver partecipato all’attentato a Hitler dell’operazione Valchiria nel 1944 ma, pur interrogato dalla Gestapo, fu scagionato.

Cecilia con il primogenito Guglielmo 1908

Guglielmo II morì nel 1941, e Guglielmo diventava quindi il capo della casata Hohenzollern.
Nella speranza di un ritorno alla monarchia si accostò a Johannes Popitz, ex ministro delle finanze della Prussia, monarchico e membro della resistenza. Cominciava a essere pericoloso restare a Berlino, Guglielmo era sotto sorveglianza della Gestapo e sempre più spesso risiedeva con Cecilia in Slesia, semplici privati cittadini che conducevano una vita riservata.

Con l’avanzata dell’Armata Rossa ritornarono a Potsdam nel 1944, Guglielmo lasciò il Cecilienhof nel gennaio 1945 per delle cure in Baviera mentre Cecilia lo lasciò definitivamente nel febbraio 1945. Non l’avrebbe più rivisto.

Cecilia nel 1908, quadro di Philip de Laszlo:

Guglielmo fu arrestato dai soldati francesi per crimini di guerra riferiti alla Prima Guerra Mondiale e confinato agli arresti domiciliari a Heching, dove poi restò fino alla morte nel 1951. E’ sepolto nel castello degli Hohenzollern vicino a Tubinga.

Cecilia con le figlie Alexandrina a sinistra e Cecilia a destra nel 1934

Cecilia si stabilì a Bad Kissingen in Baviera e nel 1952 si trasferì a Stoccarda, qui pubblicò le sue memorie. Morì il 6 maggio 1954 ed è sepolta acanto al marito nel castello degli Hohenzollern. Il Cecilienhof, tanto amato da Cecilia, era stato incluso nei tanti beni della famiglia Hohenzollern che vennero confiscati dalla repubblica di Weimar. Nel 1927 però ci furono accordi fra le parti, alcuni beni vennero ricompensati, alcuni considerati un prestito a lungo termine e altri, come il Cecilienhof, dati in uso per 3 generazioni alla famiglia reale. Nel 1945 però il castello cadde nelle mani dei russi e confiscato.

Guglielmo nel 1915:

In quell’anno dal 17 luglio al 2 agosto ospitò la Conferenza di Potsdam alla quale parteciparono, su invito di Stalin, Churchill e Truman.

Il Cecilienhof divenne un club per i militari russi e in seguito usato dalla DDR per le visite ufficiali.

Cecilia e Guglielmo al castello di Oels nel 1923

Già dal 1991 gli Hohenzollern sono in causa con il Land di Brandeburgo per la restituzione dei beni mobili sottratti delle loro residenze ed esposti nei musei, e la compensazione per quelli andati perduti, pratica svolta per tutti i cittadini tedeschi alla caduta della DDR. Chiedono anche la restituzione di lettere e documenti di famiglia recentemente ritrovati e il diritto di residenza al Cecilienhof.

La famiglia di Prussia nel 1925, da sinistra: i principi Guglielmo e Uberto, Principessa Cecilia, Principe Guglielmo, i principi Federico Giorgio e Luigi Ferdinando. In primo piano le principesse Cecilia a sinistra e Alexandrina a destra:

Riguardo le riparazioni economiche e la restituzione dei beni non si è ancora arrivati ad una conclusione, dato che il Land invoca una legge di confisca dei beni per tutti gli ex appartenenti al partito nazista, come viene giudicato Guglielmo. Il capo della casa Georg Friedrich, discendente di Luigi Ferdinando, continua a sostenere la causa degli Hohenzollern.

 

Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.