Catherine Howard fu la quinta moglie di Enrico VIII. Ingenua e vivace, trascorse la propria infanzia e adolescenza presso la residenza di Lambeth dove la duchessa di Norfolk, Agnes Tylney, si occupò della sua educazione insieme a quella di altre giovani. Catherine era la nipote del duca di Norfolk, nonché cugina di Anna Bolena, seconda moglie del re. Nonostante ciò, visse una situazione di povertà, considerando che il padre, Lord Edmund, era consumato dai debiti e non riuscì a fare carriera.

Sotto, Catherine Howard:

Quando Enrico VIII sposò Anna di Cleves, Catherine venne presentata a corte dal duca di Norfolk come una delle ancelle della regina. Una mossa che inizialmente puntava ad  assicurare un ottimo matrimonio alla ragazza, oltre che a un’alleanza con i Cleves. Ma l’attraente e minuta Catherine riuscì ad attrarre le attenzioni dello stesso Enrico, che se ne invaghì immediatamente.

Enrico VIII:

Catherine aveva già avuto esperienze amorose sin da quando risiedeva presso la residenza della duchessa. Il suo primo interessamento risale al 1536, quando si innamorò del suo maestro di musica, Henry Mannox e successivamente ebbe una relazione con Francis Dereham. C’è da credere che con lui possa aver avuto dei rapporti sessuali completi e un’effettiva promessa di matrimonio, in quanto si chiamavano rispettivamente “marito” e “moglie”.

I loro animi cominciarono a raffreddarsi quando Dereham partì per l’Irlanda e Catherine venne presentata a corte, dove si innamorò dell’avvenente Thomas Culpeper, gentiluomo di camera del re. Perciò, quando il re si innamorò di lei, aveva abbastanza esperienza tanto da conoscere anche i “trucchi” per non rimanere incinta di un uomo. Ovviamente quando la sua famiglia si accorse dell’interessamento del re cercò di approfittare dell’immensa fortuna che stava per cadere su di loro, sicuri anche del fatto che la passata relazione di Catherine con Dereham non sarebbe mai stata scoperta.

Appena riuscì a separarsi da Anna di Cleves, Enrico VIII sposò Catherine e il suo matrimonio annullò definitivamente le nozze non consumate con la precedente regina. Il re era follemente innamorato della nuova consorte, la sua rosa rosseggiante senza spine. Giovane e audace, Catherine sembrava riportarlo indietro negli anni, portando una ventata di vivacità che da molto il re non provava. Come motto, Catherine scelse Non autre volonté que la sienne, ovvero ‘nessun altro desiderio che quello di lui’. Catherine non era certamente innamorata del re, vista la sua età e la sua ormai vistosa obesità, ma lo rispettava e ne provava gratitudine. Riuscì anche a instaurare un buon rapporto con Anna di Cleves, tanto che le due divennero buone amiche e ballarono insieme la notte del Capodanno 1541.

Sotto, Anne Clèves nel ritratto di Holbein:

In primavera però, Catherine riprese a frequentare Thomas Culpeper. Doveva essere una frivola relazione ed essendo una ragazza molto ingenua non ne vedeva nulla di male, considerando che continuava a intrattenere il re. Cominciò a scrivere lettere d’amore a Culpeper, e l’unica che ci è pervenuta reca la prova della loro vicinanza, vergata con il saluto finale vostra per tutta la vita.

Ben presto il tradimento della regina venne a galla: c’erano troppi testimoni. Il re scoprì anche della precedente relazione con Dereham, il che faceva di lei una regina non arrivata vergine al matrimonio. Catherine impazzì dal terrore di essere condannata a morte, tanto che lo stesso Cranmer, che doveva interrogarla per estorcerle la confessione, fu mosso a pietà. Catherine si calmò quando Cranmer le comunicò che il re le offriva una graziosa misericordia. Tutto quello che doveva fare era ammettere le proprie colpe e di essere stata sposata a Dereham. Ciò avrebbe reso le nozze con il re nulle sin dal principio e lei sarebbe stata soltanto allontanata da corte. Forse per la giovane età e per la sua ingenuità, Catherine cadde nuovamente nel panico e si professò innocente, tanto da dichiarare che Dereham aveva usato ‘la forza’ su di lei.

Questo errore le costò la vita

La leggenda vuole che quando avvenne l’arresto Catherine scappò lungo la galleria di Hampton Court nella speranza di raggiungere il re, urlandogli di perdonarla. E che proprio lì, in quella galleria, vaghi il fantasma di una donna vestita di bianco che gridando, svanisce. Non ci sono però prove che questo episodio sia avvenuto realmente.

Il destino di Dereham e Culpeper fu nefasto: Dereham venne castrato e sventrato vivo per alto tradimento mentre a Culpeper venne “solo” tagliata la testa. Forse perché il re era ancora affezionato al ragazzo o perché considerava Dereham reo di un peccato più grave, quello di aver preso prima di lui la verginità della regina.

Sotto, presunto ritratto di Catherine Howard:

Catherine in seguito venne scortata presso la Torre di Londra. Nonostante le fosse accordato l’utilizzo delle stanze della regina, anche se il titolo le era stato rimosso, appariva smunta e inconsolabile. Quando seppe che stava per morire, chiese che le fosse portato il ceppo per fare le prove durante la notte su come posizionare il collo. Questo perché, dopo la disastrosa decapitazione della contessa di Salisbury, voleva prepararsi al momento.

Catherine venne decapitata il 13 febbraio 1542 insieme alla sua ancella Jane Rochford, colpevole di aver organizzato gli incontri segreti tra la regina e Culpeper. La celebre frase che avrebbe pronunciato Catherine prima di morire Muoio da regina, ma avrei preferito morire come moglie di Culpeper è da considerarsi falsa. Catherine appariva talmente debole da non riuscir quasi a parlare. Raccomandò soltanto la sua anima a Dio e la fede nel sangue di Cristo.

Fu sepolta nella cappella di St Peter ad Vincula vicino alla cugina Anna Bolena. Non aveva ancora compiuto i ventuno anni.

Sotto, gli ultimi momenti di Catherine Howard interpretata da Tamzin Merchant nella serie “I Tudors”:

Jessica Marchionne
Jessica Marchionne

Sono affascinata dal mondo editoriale, dalla letteratura e dalla storia tanto da aver dedicato a questi interessi i miei studi universitari. Ho sempre fatto della lettura e della scrittura le mie passioni più grandi, tanto lo sono i viaggi che mi danno l'opportunità di vedere con i miei occhi ciò che studio e sogno.