Caterina de’ Medici: la drammatica epopea dell’Italiana sul Trono di Francia

Moglie di un re e madre di tre re di Francia, una delle donne più colte della sua epoca, non amata dai francesi per le sue origini poco nobili e per i quali restò sempre una straniera, definita spesso un’avvelenatrice, una donna malvagia, molto calunniata delle fazioni avverse, e molto spesso a torto, Caterina de’ Medici si porta dietro una cattiva fama nonostante col tempo sia stata in buona parte assolta dalla storia e venga considerata una delle più grandi regine di Francia.

Caterina de’ Medici, dipinta da Corneille de Lyon. Il ritratto è considerato una delle più fedeli rappresentazioni della Medici:

Era nata a Firenze il 13 aprile 1519, figlia di Lorenzo de’ Medici, Duca di Urbino e della Contessa francese Maddalena de la Tour d’Auvergne. Nel 1516 il padre fu nominato dal Papa Leone X capo della Repubblica di Firenze, ma Caterina restò orfana di entrambi i genitori poco dopo la nascita. La madre morì di febbre puerperale il 28 aprile e il padre, forse di sifilide, il 4 maggio.

L’infanzia di Caterina fu piuttosto turbolenta

Con l’avvento del successore di Leone X, Adriano VI, filo asburgico contrariamente al predecessore e al successore, venne privata del ducato di Urbino e visse a Roma allevata dalla nonna e dalle zie insieme ai due fratellastri illegittimi.

Salito al soglio pontificio Clemente VII, suo parente, si stabilì a Firenze ma l’alleanza del Papa con i francesi e contro l’imperatore Carlo V (figlio di Giovanna di Castiglia), provocò il Sacco di Roma e rivolte a Firenze contro lo Stato Pontificio.

Carlo V:

La ‘Duchessina’, come veniva chiamata Caterina, fu presa in ostaggio dai rivoltosi e confinata in convento fino all’armistizio del Papa con l’imperatore e la resa dei rivoltosi dopo l’assedio di Firenze da parte di Carlo V.

Caterina, liberata nel 1530, tornò a Roma sotto la tutela del Papa, che la fece istruire come una principessa, contando su un matrimonio vantaggioso.

I candidati erano molti, oltre ai migliori nomi delle famiglie italiane, ci furono Giacomo V di Scozia (poi padre di Maria Stuarda) ed Henry Fitzroy (figlio illegittimo di Enrico VIII). Il re Francesco I di Francia, che ambiva al controllo dell’Italia e alla ricchissima dote di Caterina, erede della fortuna dei Medici, candidò il suo secondogenito Enrico d’Orléans che venne subito accettato e, tanto per tenersi buono anche l’imperatore, il fratellastro di Caterina, Alessandro, fu fatto sposare con Margherita d’Austria, figlia illegittima di Carlo V.

Enrico II di Francia (1519-1559):

Il 28 ottobre 1533 Caterina sposò Enrico, gli sposi erano solo quattordicenni, ma si dice che Francesco I abbia controllato personalmente che il matrimonio venisse consumato la prima notte di nozze.

Il matrimonio di Caterina de’ Medici ed Enrico di Valois; affresco del Vasari:

L’anno seguente papa Clemente morì e il suo successore, Paolo III, rifiutò di pagare l’enorme dote di Caterina.

Sarebbero stati tempi molti duri per Caterina, se Francesco I e la famiglia reale non le si fossero molto affezionati e la tenessero in grande considerazione, nonostante non fosse più così ricca e neppure utile per le mire italiane del re di Francia.

Francesco I e Caterina passavano molto tempo insieme, il re era affascinato dallo spirito e dalla cultura di Caterina, che lo ricambiava pienamente. Andavano a caccia insieme e pare si debba a Caterina l’invenzione della sella all’amazzone e delle mutande, indispensabili per le cavalcate dato che si scoprivano le gambe, che pare fossero l’unica cosa davvero bella che la natura le avesse regalato.

Francesco I di Francia:

Molto meno affezionato le era il marito Enrico, che la trascurava e che pochi anni dopo trovò in Diana de Poitiers l’amante favorita , anche se non l’unica. Nel 1536, con la morte del primogenito Francesco di Valois, Enrico e Caterina divennero i Delfini di Francia, ma i nobili non vedevano di buon occhio la delfina italiana, sospettata ingiustamente di aver avvelenato Francesco per arrivare al trono e che dopo 3 anni di matrimonio non aveva ancora concepito un erede.

Diana di Poitiers:

Quando Enrico ebbe una figlia illegittima, la colpa della mancanza di eredi ricadde totalmente su Caterina che, per favorire il concepimento, ricorse a metodi che sembrano più degli ottimi anticoncezionali visto che spalmava sulle parti intime impacchi di sterco bovino e beveva, si dice, urina di mulo.

Ritratto di Caterina prima della vedovanza del 1559:

 

La stessa Diana de Poitiers, spingeva Enrico a frequentare il letto della moglie e cercare di mettere al mondo un erede, in fondo, se Caterina fosse stata ripudiata perché sterile, Enrico avrebbe trovato una nuova moglie, magari bella, cosa che Caterina non era, e il suo rapporto col delfino ne avrebbe potuto soffrirne. Con Caterina era invece al sicuro, Enrico non la amò mai, mentre Caterina pare ne fosse molto innamorata. Caterina era pronta a mettersi da parte ma il re Francesco I non glielo permise.

Se siano stati gli intrugli è dubbio, ma alla fine Caterina restò incinta e nel 1544 nacque Francesco.

Francesco II di Francia:

Da quella data e fino al 1557 Caterina ebbe altri 9 figli, anche se solo 7 dei totali 10 sopravvisse all’infanzia. Il 31 marzo 1547 morì il re Francesco I, forse di sifilide, e salirono al trono Enrico II e Caterina, che venne incoronata nel 1549.

Non che avesse grandi poteri, ma divenne reggente durante le varie assenze del re per le innumerevoli campagne militari, e riuscì a crearsi una piccola corte italiana ospitando profughi fiorentini e parenti, inserendoli nell’amministrazione e chiamando a corte i suoi immancabili astrologi e cuochi italiani.

Nel 1548 era arrivata a corte Maria Stuarda, fidanzata con il primogenito Francesco, e i due si sposarono poi nel 1558. I Guisa, famiglia della madre di Mary e una delle più potenti di Francia, ne approfittarono per entrare a corte.

Maria Stuarda:

Enrico II morì il 30 giugno nel 1559, pochi giorni dopo un incidente durante un torneo per le celebrazioni del matrimonio della figlia Elisabetta con Filippo II di Spagna (già vedovo di Maria I Tudor). Caterina indossò il lutto nero, contrariamente alle regine francesi che indossavano il bianco, per tutto il resto della sua vita.

La Regina con il lutto:

Il nuovo re era Francesco I, appena quindicenne e cagionevole di salute ma già in età per regnare, la nuova regina era Maria Stuarda e Caterina diventava Regina Madre. Per arrivare alla pace in Francia, Caterina era orientata ad una politica di tolleranza religiosa verso i protestanti, gli Ugonotti, pur estremamente cattolica, ma i Guisa premevano per la repressione dura.

Francesco I insieme a Maria Stuarda:

Il giovane re morì nel 1560, e Caterina riuscì a riprendersi il potere come reggente del nuovo re Carlo IX , che aveva solo 10 anni. Caterina aveva negli anni promulgato diversi editti che concedevano ai protestanti una certa libertà di culto, ma i Guisa, supportati dalla Spagna e dal Papa, li ritenevano inaccettabili e le guerre religiose si succedevano.
Gli Ugonotti, per parte loro, temendo un avvicinamento della Francia alla Spagna a causa degli incontri di Caterina con il genero Filippo, tentarono di rapire il re, mettendo a dura prova l’imparzialità di Caterina.

Carlo IX di Valois:

Per cercare di pacificare le fazioni Caterina provò a giocare la carta matrimoniale facendo sposare la figlia Margherita con Enrico di Borbone, re di Navarra, capo della fazione ugonotta. Il matrimonio fu poi annullato nel 1599 a causa la mancanza di figli.

Carlo, che in un primo tempo si affidava completamente alla madre, col passare degli anni cercò di staccarsi dal suo potere, sobillato dai Guisa, e si arrivò alla terribile notte di S. Bartolomeo del 23 e 24 agosto 1572. Migliaia di protestanti vennero uccisi a Parigi e in Francia, le strade erano piene di morti.

La notte di San Bartolomeo, dipinto di François Dubois:

Questa mattanza pesa ancora su Caterina, non si è mai saputo veramente quale fosse stata la sua parte. Probabilmente era al corrente, ma la storiografia moderna tende a ridurne le colpe, attribuendo la decisione ai Guisa e al re Carlo.

Carlo IX morì nel 1574, aveva sposato Elisabetta d’Austria, ma non avendo avuto eredi maschi (e a causa della legge salica) il trono passava al fratello Enrico III, che rientrò dalla Polonia, della quale era stato eletto Re, per prendere il trono francese.

Caterina de’Medici in abiti vedovili e i figli: re Carlo IX, Margherita, Enrico d’Angiò e Francesco Ercole d’Alençon, 1561 circa:

Caterina si tenne da parte, Enrico III era in grado di governare da solo ed era il figlio prediletto, cercava però di barcamenarsi fra la Ligue, gli ‘integralisti’ Guisa appoggiati dal genero Filippo di Spagna, i Malcontents, la fazione capeggiata dal suo figlio minore Francesco che ambiva al trono essendo Enrico III senza figli, e il genero Enrico di Navarra capo degli Ugonotti.

Enrico III di Valois, dipinto di Etienne, II Dumonstier

La morte del figlio Francesco nel 1584 aprì le dispute sulla successione. Il trono, alla morte di Enrico III sarebbe andato a Enrico di Navarra, il parente maschio più prossimo, cosa inaccettabile per i Guisa, così il Navarra mise fine alle dispute con la forza, sconfiggendo gli spagnoli, marciando su Parigi e facendo uccidere i Guisa alla fine del 1588.

Per Caterina era la fine del potere, la famiglia disgregata, la Francia divisa. Si ammalò e morì il 5 gennaio 1589 a Blois dove restò per 22 anni prima di essere tumulata a St. Denis. Il re Enrico III fu assassinato nell’agosto dello stesso anno da un frate appartenente alla Ligue.

La dinastia dei Valois finiva così, il trono passava all’altro ramo dei Capetingi, i Borbone. Enrico di Navarra diventava re con il nome di Enrico IV di Francia.

Tomba di Caterina e di Enrico II, in Saint-Denis. Fotografia di Myrabella condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.