I castelli hanno un fascino peculiare, perché le loro storie sono sempre legate, almeno nell’immaginario collettivo, a qualcosa di fiabesco. La loro attrattiva  è accresciuta ulteriormente dallo stile architettonico e dalle lussuose rifiniture che di solito rispecchiano la personalità del proprietario. Quando poi un castello sorge in un luogo inaspettato, come potrebbe essere la città di Toronto, in Canada, al fascino si aggiunge lo stupore per qualcosa d’imprevisto. L’esistenza di un castello nella metropoli canadese ha dell’incredibile, ma Casa Loma è una realtà concreta e costituisce il palazzo residenziale più grande del Canada.

Casa Loma, che in spagnolo significa casa sulla collina, è un castello in stile neo gotico rinascimentale costruito proprio in cima a Forrest Hill, da dove si può vedere l’intero panorama di Toronto. Il castello fu ideato dall’architetto Edward James Lennox su richiesta del famoso finanziere canadese Henry Pellatt.

Il tenente governatore Herbert Bruce apre al pubblico Casa Loma, 1937:

Furono impiegati circa 300 lavoratori, tra il 1911 e il 1914, per costruire Casa Loma, che alla fine risultò essere una residenza fiabesca. Solo a guardarla, Casa Loma racconta quanto Henry Pellatt amasse il lusso: spese milioni di dollari per non farsi mancare niente. Definita una meraviglia architettonica attrezzata con tutte le comodità disponibili in quel periodo: a Casa Loma ci sono 98 camere, 30 bagni, 25 caminetti, tre piste per giocare a bowling, una piscina coperta (rimasta incompiuta), un poligono di tiro, un ascensore, un sistema di aspirazione centralizzato per la pulizia, un sistema telefonico con centralino, mentre le porte sono in bronzo massiccio.

Casa Loma, fotografia di Priscilla Jordão condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

La biblioteca del castello, dove sul soffitto campeggia lo stemma della famiglia Pellat, conta 10.000 volumi. Nel punto centrale della casa c’è la sala da ballo, usata nel 2002 per le riprese del film The Smoking. C’è anche una serra, ovvero una veranda chiusa rifinita con marmo italiano, dove, durante tutto l’anno, Pellatt e la moglie potevano rilassarsi tra grandi varietà di piante e fiori, senza preoccuparsi del clima esterno.

Bitvavo

Un finanziere come Henry Pellatt non poteva farsi mancare un ufficio degno della sua posizione. Trascorreva lunghe ore nel suo studio attrezzato con un sistema di riscaldamento installato sotto il pavimento. In Casa Loma c’era, naturalmente, anche un deposito segreto utilizzato per custodire i documenti più riservati.

Tra le 98 camere c’era anche la camera Windsor, sempre pronta per un’eventuale visita della famiglia reale britannica.

Una dimora tanto lussuosa ha però corso il rischio di andare perduta. Dopo un periodo di abbandono e un tentativo di trasformarla in un hotel di lusso infine è diventata un bene di proprietà pubblica, in seguito all’intervento, nel 1937, del Kiwanis club, che ha provveduto ai lavori di manutenzione necessari per poter gestire Casa Loma e renderla un’attrazione turistica aperta al pubblico: oggi è possibile anche festeggiare matrimoni, eventi privati e, spesso, ambientarci la scena di un film.

Ma chi era l’uomo che sognò questo castello?

Henry Pellatt nacque a Kingston, nell’Ontario, il 6 gennaio 1859, da genitori britannici. Il padre, un banchiere, si era trasferito con la famiglia a Toronto dove, in società con Edmund Boyd Osler, aveva aperto lo studio notarile “Pellatt e Osler”. I due soci lavoravano come agenti finanziari e di cambio, fino poi ad occuparsi, con il tempo, di mutui, prestiti e assicurazioni.

Tutto sommato la giovinezza di Henry Pellatt fu abbastanza tranquilla: dopo il liceo per tre mesi studiò presso l’Upper Canada College, finché non ebbe il sopravvento la sua passione per lo sport, in particolare per la corsa. Lasciò gli studi per entrare a far parte del Lacrosse Club di Toronto e, tra il 1885 e il 1880, divenne conosciuto come uno dei migliori maratoneti della città.

Fotografia di Dennis Jarvis condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Oltre che per lo sport, Henry abbandonò gli studi anche per iniziare a lavorare con il padre nella suo studio, come notaio. Quando Osler decise di andarsene, Henry prese il suo posto e la società cambiò nome: Pellatt e Pellatt. Anni dopo, quando il padre andò in pensione, fu Henry ad occuparsi degli affari di famiglia. Il lavoro era impegnativo e lasciava poco tempo libero, tanto che Henry fu costretto ad abbandonare il suo percorso sportivo.

Durante la sua gioventù Pellatt viaggiò in giro per l’Europa e rimase affascinato dall’arte e dall’architettura che ebbe modo di ammirare: così cominciò a maturare l’idea di costruire un castello a Toronto. Il finanziere non si occupava solo di affari, amava il mondo dell’arte e, proprio grazie a questa sua passione, riuscì ad incontrare Oscar Wilde, quando lo scrittore inglese si trovava a Toronto, nel 1882, per svolgere una lettura presso la Grand Opera House, su un argomento di cui era esperto, l’estetica.

Fotografia di Steven Rose condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

L’esperienza di Pellatt come soldato nell’esercito di Toronto, The Queen’s Own Rifles of Canada, rivestì molta importanza per la sua crescita personale, tanto che nel 1905 venne nominato cavaliere dal re Edoardo VII, per l’ottimo lavoro svolto al servizio della regina e per il suo impegno nell’aver reso disponibile l’energia elettrica al popolo canadese.

Pellatt guadagnò molto tramite gli investimenti che fece nelle industrie dell’elettricità, in particolare con la Toronto Electric Light Company (di cui divenne il presidente). In seguito i suoi investimenti si estesero anche nelle ferrovie e nelle miniere, con risultati altrettanto fruttuosi: Pellatt, non solo arrivò al punto di poter controllare l’economia canadese, ma cominciò anche a spendere denaro senza nessuno scrupolo.

Fotografia di John Vetterli condivisa con licenza Creative Commons 2.0 via Wikipedia:

La fortuna di Pellatt e delle grandi industrie di elettricità canadesi iniziò a vacillare quando ci si mise di mezzo il legislatore Adam Beck, convinto che “l’elettricità dovrebbe essere gratis come l’aria”. Iniziò così la rovina del finanziere: prima Beck riuscì a fargli sottrarre le industrie elettriche, poi promosse un movimento popolare che ottenne un aumento delle tasse sul castello, Casa Loma.

Nel 1923 Henry, fino ad allora considerato il più ricco e stravagante finanziere di Toronto, si ritrovò con debiti di milioni di dollari, mentre le spese di gestione del maniero erano diventante ormai insostenibili. L’anno seguente fu costretto ad abbandonare la sua dimora da sogno e mettere all’asta quanto conteneva: numerose opere d’arte, oggetti e tessuti di grande valore. L’impero che Henry si era costruito crollò e, oltre a dover lasciare Casa Loma, fu anche coinvolto in un’inchiesta pubblica nel settore assicurativo, che rivelò qualche conflitto d’interessi nei suoi affari. I suoi enormi debiti causarono il fallimento della banca che gli aveva prestato forse un po’ troppi soldi, ma non solo, fu accusato di aver danneggiato gli interessi familiari dopo la morte del padre.

Fotografia di pubblico dominio via Wikipedia:

Dopo aver lasciato il castello si trasferì e fece costruire la Baily House (che poi venne demolita per fare spazio alla costruzione di una ferrovia) a Mimico, vicino al lago Ontario, fino a che non poté più permettersi nemmeno quella. Finì per andare a vivere a casa del suo autista, dove morì, l’8 marzo del 1939, proprietario di un patrimonio di soltanto 85 dollari. Nonostante la sua vita si fosse conclusa tra scandali e miseria, il suo funerale fu seguito da un grande numero di persone. Da morto, era più facile ricordarlo come un benefattore della città di Toronto, tanto che fu seppellito con tutti gli onori militari.